L’Orsa Navigazione è nuovamente sul piede di guerra e proclama lo stato di agitazione del personale ferroviario impiegato nel nodo di Messina.
Motivo della protesta è il ridimensionamento previsto nel piano regolatore del porto; il riferimento, in particolare, è al dimezzamento dei binari per l’imbarco dei treni sui traghetti, all’eliminazione delle sopraelevate per l’imbarco degli automezzi, al prolungamento del Molo Norimberga, che “renderebbe inutilizzabili tre invasature e la banchina officina di Rfi-.
“L’assemblea generale dei lavoratori si è, dunque, consultata ed ha evidenziato come sussista la concreta minaccia di ulteriori tagli ai livelli occupazionali del settore, di un attacco alla continuità territoriale e al diritto universale alla mobilità dei cittadini che solo il vettore pubblico dei trasporti è titolato a garantire; c’è, altresì, l’evidente orientamento del p.r.p. a trasferire il trasporto delle merci dagli ecologici carri ferroviari agli inquinanti mezzi gommati con gravi ricadute sulla vivibilità della città.
Al Prefetto Alecci chiediamo – conclude l’Orsa – che le previste Procedure di Raffreddamento siano esperite in presenza dei rappresentanti dell’Autorità Portuale, del Comitato portuale e di Rete Ferroviaria Italiana-.
