Lo statuto prevede che la nomina del presidente venga effettuata dall’assessorato regionale alla famiglia, mentre quella degli altri componenti da Provincia, Comune, Curia e Prefettura. Lo statuto prevede “la possibilità di costituire l’organo in presenza di almeno due terzi dei componenti statutariamente previsti”
Il decreto regionale siglato dall’assessore alla famiglia, alle politiche sociali e al lavoro Lino Leanza, porta la data dello scorso 21 settembre. Con il provvedimento, come reso noto dalla Cisl Fp di Messina, è stato ridisegnato il Consiglio di Amministrazione dell’Ipab “Conservatori e Scandurra Riuniti” di Messina. Una decisione definita -scandalosa- dall’organizzazione sindacale, perchè secondo quanto sostenuto dai segretari Calogero Emanuele e Tonino Genovese, l’Istituto non fornirebbe più dal 2007 alcuna attività di tipo assistenziale «limitandosi solo a mantenere alle proprie dipendenze 11 dipendenti, con una situazione debitoria alta sia per il pagamento dei contributi previdenziali e soprattutto per le spettanze che non vengono erogate dal luglio di tre anni fa».
Dura dunque la posizione del sindacato, che considera il rinnovo del consiglio determinato «dalla necessità di dispensare posti di sottogoverno» e che alla luce di quanto emerso ha annunciato per la prossima settimana, con tutta probabilità giovedì, una conferenza stampa in cui verrà presentato un dossier sulla situazione di tutti gli Ipab della provincia.
Ma veniamo ai dettagli del decreto che ha sancito la ricostituzione del Cda. Consiglio d’Amministrazione che, secondo l’art.11 dello Statuto della Fondazione “Conservatori e Scandurra Riuniti”, deve essere composto da cinque membri: l’assessore regionale della famiglia deve nominare il presidente, gli altri componenti vengono invece designati dalla Provincia Regionale, dal Comune di Messina, dalla Curia Arcivescovile e dalla Prefettura”. Con una nota n°2234 del 22.1.2010, gli enti in questione sono stati invitati a fornire le proprie designazioni. Presidente del Cda è stato nominato Vincenzo Lo Monte, ex-sindaco di Graniti e fratello del capogruppo dell’Mpa alla Camera Carmelo Lo Monte; Leonida Mirisola è invece il componente designato da Monsignor Calogero La Piana; Gaspare Coppola per la Provincia Regionale. All’appello mancano due componenti, quello del Comune e quello della Prefettura, ma il decreto prevede che “nelle more dell’acquisizione della designazione mancante, può procedersi alla ricostituzione del Consiglio ai sensi dell’art.8 della leggere regionale 16/05/1978 che prevede la possibilità di costituire l’organo in presenza di almeno due terzi dei componenti statutariamente previsti, con riserva di integrare lo stesso con apposito provvedimento assessoriale”.
