Il sindacato chiede che vengano attivate tutte le contromisure necessarie prima che si arrivi alla fase operativa di dismissione
La Cisl di Messina, la federazione del Pubblico Impiego e il Patronato Inas lanciano l’allarme sulla dismissione delle Direzioni territoriali dell’Economia e Finanze e delle Commissioni Mediche periferiche di verifica.“Pur comprendendo la necessità e l’obbligo di procedere a un riordino degli uffici periferici e territoriali – sottolineano il segretario generale della Cisl Tonino Genovese, della Cisl Fp Calogero Emanuele e la responsabile dell’Inas di Messina Paola Zito – non è condivisibile che tutto si attui senza avere il quadro chiaro relativamente alla mobilità del personale e alla riorganizzazione degli uffici centrali e periferici rispetto al trasferimento delle funzioni, competenze ed attività”.
Durante gli incontri romani il sindacato ha evidenziato le criticità sul modus operandi dell’Amministrazione Centrale del Ministero delle Economie e Finanze, ma non è dato sapere quali determinazioni saranno assunte per fare chiarezza sulla mobilità dei lavoratori delle Direzioni territoriali Economie e Finanze verso i Monopoli di Stato e soprattutto la costituzione di un nuovo modello organizzativo per le Commissione Mediche di verifica.“Bisogna registrare ancora una volta confusione e atteggiamenti scarsamente collaborativi – affermano i responsabili della Cisl – non risolutivi delle problematiche evidenziate. Due uffici cardine per la nostra provincia saranno smantellati e, se non si pone rimedio per tempo, provocheranno un inevitabile e sicuro disagio all’utenza nonché una pesante dilatazione dei tempi di definizione delle pratiche”.
La Cisl evidenzia come la Commissione Medica di verifica messinese, solo per il 2010, ha in lavorazione oltre mille pratiche di cause di servizio, inabilità, inidoneità di dipendenti pubblici, verifiche pensioni di guerra. “E’ paradossale – continuano Genovese, Emanuele e Zito – la scelta di accentrare tutto alla sede di Palermo che resterebbe l’unica per tutte le nove provincie siciliane. Ed è strano pensare che, rispetto alle 18 Commissioni di verifica istituite ai sensi del DPR 23/12/1978 n. 915 e modificate con Decreto Ministeriale del 6 luglio 1989, si sceglie di sopprimere quella di Messina. C’è da chiedersi quale ruolo abbia giocato la politica e i rappresentanti messinesi al Parlamento e all’Ars. E’ inimmaginabile che l’utenza, rappresentata da lavoratori, pensionati, portatori di handicap debba recarsi a Palermo per sottoporsi a visita, anche per ottenere un cambio si mansione”.
La Cisl chiede che vengano attivate tutte le contromisure necessarie prima che si arrivi alla fase operativa di dismissione, considerando che la stessa legge prevede che venga stipulata convenzione con l’ASP affinché le attuali commissioni mediche possano svolgere la loro attività presso le stesse aziende sanitarie provinciali.La Cisl lancia l’allarme sociale ed esorta un intervento sinergico e una presa di posizione forte e determinata, da parte delle Istituzioni, della deputazione nazionale e regionale, delle Amministrazioni locali, dei Distretti socio-sanitari, delle Aziende ospedaliere, delle forze sociali, degli enti di patronato, delle associazioni dei consumatori e delle associazioni di volontariato, per il mantenimento di uffici decentrati sul territorio provinciale o il trasferimento delle funzioni a uffici territoriali che possano dare la giusta risposta in materia previdenziale e assistenziale agli oltre 650mila abitanti della provincia di Messina.
