Si trovava ai domiciliari dallo scorso maggio, dopo essere stato arrestato dalla Squadra mobile nell’ambito dell’inchiesta sulla sua gestione personalistica del indagini. L’ex procuratore aggiunto Pino Siciliano, dalle 16.30 di oggi è nuovamente un uomo libero. Assistito dall’avvocato Francesco Bertolone, Siciliano era stato raggiunto dal provvedimento cautelare emesso dal gip di Reggio Calabria, Kate Tassone su richiesta del sostituto procuratore Beatrice Ronchi.
Il reato più grave, quello di concussione, viene ipotizzato per un presunto interessamento di Siciliano per dirottare la competenza sulla valutazione di incidenza ambientale delle ZPS, le zone a protezione speciale, dal Comune all’Assessorato Territorio ed Ambiente della Regione Siciliana. Un interessamento che non viene ritenuto molto “istituzionale” dagli inquirenti che hanno seguito la vicenda. Ma ci sono anche da valutare i due casi di tentata concussione. Entrambe riguardano due vicende di carattere amministrativo relative a controversie tra il Comune di Taormina e due imprese.
La prima inchiesta, forse la più importante delle due, riguarda un contenzioso fra il Comune taorminese e l’Impregilo per l’appalto della gestione dei parcheggi. La vicenda si concluse con una transazione.
L’altra riguarda la ristrutturazione dell’hotel Castellammare da parte dell’impresa “Decisa srl”. In questa inchiesta vi sarebbero coinvolti nomi eccellenti, personaggi messinesi e catanesi a cominciare da un notissimo imprenditore etneo ed un legale della provincia di Messina. Le vicende sono venute a galla grazie alle intercettazioni ambientali eseguite dalla Squadra Mobile. In particolare da una microspia piazzata nell’ufficio dell’ex procuratore aggiunto Siciliano a Palazzo Piacentini.
