Secondo alcuni pentiti sarebbe vicino alle famiglie mafiose di Tortorici e Barcellona ma al momento non ha riportato nessuna condanna. Sequestrate aziende, case, auto di lusso ed un'imbarcazione
Un’ascesa prepotente nel giro di pochi anni. Prima semplice aiutante o sorvegliante dell’imprenditore Carmelo Giuffrè e poi titolare di numerose aziende nei campi più svariati, dall’ edilizia, al settore immobiliare fino al grande business del momento, quello dell’eolico. Francesco Scirocco, 45 anni di Gioiosa Marea in poco tempo ha messo insieme un’immensa fortuna. Secondo alcuni pentiti però ad agevolare l’imprenditore sarebbe stata la contiguità con ambienti mafiosi di Tortorici e Barcellona. Amicizie pericolose che avrebbero consentito l’ascesa irresistibile di Scirocco che tuttavia non ha mai riportato condanne ma solo assoluzioni ed archiviazioni. Ora però le indagini patrimoniali, eseguite dagli uomini della sezione messinese della DIA hanno portato al sequestro di beni per 25 milioni di euro. Una richiesta partita dalla Dia e dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina ed un provvedimento emesso dalla Prima Sezione Penale del Tribunale. Il sequestro riguarda ben nove aziende, diversi rapporti bancari, 20 mezzi fra i quali una Ferrari F430, una Lamborghini Gallardo, un’Audi 4.2 V8 ed una Jaguar, un’imbarcazione da diporto (12 metri) ed un lussuoso appartamento in via Centonze.
Di Francesco Scirocco la cronaca giudiziaria si occupò allorché finì nell’inchiesta sul ferimento degli avvocati Antonio Giuffrida e Francesco Ricciardi. Il boss pentito Luigi Sparacio raccontò che Carmelo Giuffrè lo contattò perché provvedesse all’eliminazione dei due legali, uno dei quali, il Giuffrida, si stava occupando del fallimento di un’impresa di Giuffrè. Sparacio rifiutò la proposta e offrì solo la possibilità di un ferimento. E così fu organizzata la spedizione punitiva. Secondo l’accusa Scirocco ebbe il compito di indicare agli uomini incaricati del ferimento le abitudini dei due avvocati. Ma in appello Scirocco fu assolto per prescrizione per la gambizzazione di Ricciardi ed assolto per non aver commesso il fatto per il ferimento di Giuffrida.
Ma di Scirocco hanno più volte parlato i collaboratori di giustizia. Santo Lenzo ne parlò come uomo del clan Carcione di Sant’Agata Militello ma anche vicino al clan storico dei Bontempo Scavo di Tortorici. Finì indagato nell’operazione antimafia Icaro ma, dopo un rinvio a giudizio, la sua posizione fu archiviata. L’imprenditore pentito Maurizio Marchetta, invece, lo ha indicato vicino ai barcellonesi ma negli ultimi tempi Scirocco si è lanciato nel campo dell’eolico, subentrando, attraverso il Consorzio S.T.A., all’imprenditore Vito Nicastri nella realizzazione dei parchi eolici di Licodia Eubea e Vizzini nel catanese. A quest’ultimo nel settembre scorso la DIA sequestrò beni per un miliardo e mezzo di euro.
