Oggi a Palermo cerimonia e biciclettata. -Addiopizzo-, Lo Bello: impegno contro la mafia mai tanto deciso
Un uomo che dava fastidio. Un imprenditore che non si piegò alla logica del pizzo. E lo fece prima del tempo, in anticipo rispetto alle stragi del 1992, che finalmente toccarono le coscienze italiane, squarciando il velo sulla tragicità e l’odiosità del fenomeno mafioso.
Libero Grassi fu ucciso la mattina del 29 agosto 1991 a Palermo, mentre entrava nella sua fabbrica tessile, nel silenzio dell’imprenditoria e della politica. Oggi quell’uomo è una delle bandiere di -Addiopizzo-, l’associazione che ha intrapreso una lotta originale a Palermo, certificando le aziende che non pagano il pizzo.
Per ricordare il sacrificio di Grassi, -Addiopizzo- ha organizzato oggi una cerimonia in Via Alfieri, luogo dell’agguato, invitando i cittadini a portare ognuno un fiore. Alla cerimonia partecipano, per la prima volta, alcuni imprenditori che nei mesi scorsi hanno denunciato gli estortori, grazie anche all’arresto dei boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo, che ha dato nuova fiducia nella istituzioni. E grazie anche alla decisa presa di posizione di Confindustria Sicilia, risalente a circa un anno fa, contro gli imprenditori che cedono alla violenza dell’estorsione.
Il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello ha avuto oggi parole di speranza: «L’ultimo anno ha visto un impegno e un’attenzione sul problema della mafia che non c’erano mai stati».
Dopo la commemorazioni in Via Alfieri, un corteo partirà in bicicletta per percorrere i quartieri feudo dei Lo Piccolo, fino al mare. Infine, stasera, all’-Al Bab-, si svolgerà un evento culturale con l’anteprima del documentario -Pizzo- di Carola Mamberto, un recital di Sabrina Petyx, musica e -schiticchi siculi-.
