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Spada di Damocle sul vallone Guidari: le immagini della discarica rifiuti che sorge sulla sommità del bacino

Spada di Damocle sul vallone Guidari: le immagini della discarica rifiuti che sorge sulla sommità del bacino

sabato 05 Febbraio 2011 - 01:22

Il problema da affrontare, afferma il Capo del Genio Civile Gaetano Sciacca, non riguarda la semplice pulizia del torrente, ma la messa in sicurezza del sito per l’accumulo dei rifiuti che sovrasta il corso d’acqua e che mette a rischio l’intera vallata

«Caro Assessore Comunale alle manutezioni Pippo Isgrò…». Inizia così la lunga “lettera” che il capo del Genio Civile, ing.Gaetano Sciacca, scrive al rappresentante della giunta all’indomani del “casus” scoppiato per le condizioni di pericolo in cui, malgrado qualche piccolo accorgimento, versa il torrente Guidari, nel villaggio di Mili Marina. Per chi non lo ricordasse (vedi correlati), l’sos ha portato alla convocazione di un tavolo tecnico da parte dello stesso Isgrò a cui sono stati invitati a partecipare tutti gli enti competenti, per individuare una soluzione pratica al problema. Ma ecco che in quella che sarebbe dovuta essere un’occasione di confronto, nonostante i buoni propositi, sono emersi malumori in merito al chi, al come e al perché di un intervento sul torrente. Un rimbalzo di competenze, principalmente tra Genio Civile e amministrazione, -unito- però dalla volontà di raggiungere un obiettivo comune: mettere in sicurezza il corso d’acqua al più presto possibile.

Si viene dunque al nocciolo della questione, che come ben spiegato nella lettera inviata a Isgrò e in cui il Genio Civile chiarisce la propria posizione specificando (competenza rilascio nulla osta sismico ed idraulico)le “condizioni di elevato rischio ambientale in cui versa l’intera area sottesa. Tale estrema pericolosità non è dovuta a condizioni naturali ma essenzialmente antropiche e di una non corretta gestione del territorio. In parole più semplici c’è di mezzo lo “zampino” dell’uomo. La questione, infatti, va ben oltre la semplice pulizia del torrente dall’ammasso detritico accumulatosi, ma riguarda piuttosto la messa in sicurezza e il controllo della discarica presente a monte del corso d’acqua, un pericolo per l’intera zona. E a parlare, come si può ben vedere (cliccare anche su photogallery) sono le immagini, che immortalano la situazione di rischio che sovrasta l’area in corrispondenza degli approdi di Tremestieri.

«E’ ben nota la problematica – scrive Sciacca all’assessore Isgrò – che attiene alla discarica rifiuti che sorge sulla sommità del bacino, a poca distanza dal Forte Cavalli. Questa costituisce , da anni, un potenziale pericolo, poiché determina condizioni di instabilità dei versanti, con conseguente riversamento dei detriti abbancati nell’alveo del torrente Guidari. Il recupero ambientale, non può prescindere dagli interventi di messa in sicurezza dei siti, passando dal rimodellamento morfologico degli stessi. In questo senso, nell’amito del Vallone Guidari, non sono state realizzate le necessarie opere di presidio atte ad evitare i pericoli più volte evidenziati attraverso varie corrispondenze, sopralluoghi ed incontri di vario tipo». Sciacca fa dunque “nomi e cognomi” e chiama in causa la Provincia Regionale, «a cui compete – scrive – stabilire le condizioni e far attuare ai soggetti che hanno in gestione il sito, tutte le misure finalizzate alla sicurezza dello stesso sotto l’aspetto ambientale». L’ing. si rivolge poi al Comune che «qualora non l’avesse fatto, anch’esso di concerto con la Società che gestisce la discarica, dovrà attuare tutto quanto necessita per la messa in sicurezza permanente dei luoghi, sui quali, oltretutto – conclude Sciacca – erano stati in precedenza conferiti rifiuti solidi urbani con accentuazione di rischi».

Sono queste le uniche condizioni di sicurezza da garantire. Le uniche che potranno spingere il rappresentante del Genio Civile, come da lui stesso dichiarato, ad evitare di sporgere denuncia alla competente autorità giudiziaria «per le conseguenziali determinazioni considerato il perdurare del rischio per la pubblica e privata incolumità».

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