Il rettore dell’università di Messina, Franco Tomasello, è stato protagonista di una dura presa di posizione nei confronti dell’iniziativa presa dai colleghi di tredici Atenei relativamente alla creazione di un “club d’elite denominato Aquis (Associazione per la Qualità nelle Università Italiane Statali) che garantisca l’assegnazione di maggiori risorse e premi alle Università “più produttive e virtuose-.
“Nel dibattito innescato dagli associati ad Aquis – osserva Tomasello – vanno sicuramente inseriti elementi di etica pubblica connessi al sistema della formazione superiore e della ricerca, evidentemente dimenticati dai promotori dell’iniziativa.
Nessuno vuole più mettere in discussione il principio della distribuzione delle risorse in rapporto a criteri di valutazione rigorosi e il conseguente riconoscimento del merito. Bisogna solo applicarli, ma certamente al momento il Ministero dell’Università ha fatto solo proclami e dichiarazioni d’intenti. Qui è in discussione il ruolo della formazione e della ricerca in un sistema che favorisca in modo omogeneo e diffuso lo sviluppo del Paese, non solo di aree già economicamente più forti, ma al contrario soprattutto di regioni più critiche. Se è giusto premiare il merito è altrettanto vero – afferma il Rettore dell’Università di Messina – che i programmi di crescita degli Atenei, nella fattispecie quelli meridionali, vanno premiati se realizzati. In realtà, non si può parlare di competitività, quando ci si trova con Atenei disomogenei per tipologia e contesto socio-economico di appartenenza.
L’interesse del Paese è avere un sistema universitario forte, come produzione e trasmissione di cultura, diffuso nel territorio nazionale e valutato secondo parametri condivisi e con coordinate certe. A partire da un finanziamento nazionale che non sia, come ora, mortificante nel confronto con gli altri paesi europei.-
“A fronte di questa forte carenza di risorse e di regole, gli Atenei Aquis smarrendo la bussola della solidarietà, non quella assistenzialistica ma quella etica, non solo rivendicano che i pochi fondi disponibili siano assegnati a loro secondo criteri di autovalutazione, piuttosto si spingono oltre a stilare una classifica delle altre Università. Non solo un atto di presunzione – conclude il prof. Tomasello – ma anche una palese violazione dell’interesse nazionale che riconosce nel Sistema Universitario un bene pubblico strategico a vantaggio delle giovani generazioni del Nord, del Centro e del Sud, Isole comprese-.
Solidarietà ai tre rettori siciliani è stata manifestata da Antonio Andò, il quale evidenzia che “La totale esclusione degli atenei siciliani da questo progetto, in base a criteri di merito autoreferenziali, di fatto esclude dall’eccellenza universitaria i giovani di una regione quale la Sicilia, dalla solida tradizione culturale e scientifica. L’inaccettabile prospettiva di questo pericoloso progetto rafforza le ragioni dell’Mpa nel chiedere un’autonomia più forte per la Sicilia, indispensabile per la tutela dei nostri diritti anche nel campo dell’istruzione universitaria-.
(Foto di Dino Sturiale)
