Trasporti: la pessima politica dell'Area dello Stretto

Trasporti: la pessima politica dell’Area dello Stretto

Trasporti: la pessima politica dell’Area dello Stretto

martedì 29 Settembre 2009 - 18:15

Il dormiveglia improvvido dei responsabili Istituzionali di entrambe le due sponde dell’area dello stretto, sui logoranti disagi ed in particolare dall’isolamento e dal regressivo inaridimento ferroviario della Calabria e Sicilia non è un fatto improvviso ed esclusivo di questi nostri giorni.

Hanno radici che si perdono negli anni passati,ove “lupi” attenti e meticolosi, hanno portato scientemente a queste insidiose disfunzioni, della mobilità urbana ed interregionale ,nonché nei nodi soffocanti che intrappolano i bisogni di mobilità sociale dell’attraversamento dello Stretto.

Sono state colpevolmente deviate le risorse pur rese disponibile dalla programmazione Istituzionale Centrale,in questi terribili anni è malamente emersa l’avidità imprenditoriale ,la supinità di RFI e non il preminente obiettivo di sviluppo del diritto di mobilità pur incessantemente reclamato dalle Comunità delle due sponde.

Gli interventi dei Parlamentari Locali ,si sono rivelati escursioni occasionale di facciata, assai utili alla funzione di accaparramento dei proventi di natura elettorale e non reale perseguimento di indirizzi innovativi e ,di radicamento della rete strategica che sviluppassero i servizi di mobilità locali e interregionali ,dalla tenaglia della pigrizia Istituzionale e dalla incompetenza di RFI.

E’ venuto meno l’illuminante presupposto della Continuità Territoriale tra le due sponde sullo Stretto di Messina

Continuità Territoriale che avrebbe dovuto trovare evoluzioni e sostanza nel coordinamento proficuo nel Contratto di trasporto, nel Contratto di lavoro, nel Contratto di servizio, e dalla affidabilità di un avveduto Contratto di programma tutti strumenti che promuovono e sospingono il diritto di mobilità sancito per i cittadini.

Sembrerebbe che i cittadini di Sicilia, Calabria, dell’Italia e dell’ Europa, per l’innata insensibilità dei nostri pessimi politici non hanno il sacrosanto inalienabile diritto alla continuità territoriale nello Stretto di Messina, ove regna incontaminata una espressione sempre in “voga” sembrerebbe che la mafia non voglia concorrenza.

Le nostre associazioni: hanno cercato di essere discontinui con il barbaro modo delle Istituzioni nell’interpretazione del bene comune,pertanto abbiamo intensamente profuso un impegno capillare

Siamo certi che in questi ultimi 3 anni non è andata fuori misura se nei fatti ha sperimentato l’originalità di un lodevole percorso di mobilitazione delle sensibilità propulsive più attenti tra le due sponde,pur tra i logoranti conflitti delle correnti ideologiche dell’attuale quadro politico.

In effetti, l’auspicato rinnovamento nei collegamenti, riguardante il nodo complesso dell’Area metropolitana dello Stretto, può avvenire, se ad una sana socializzazione segue una sana politica ed una incorruttibile oculata conduzione imprenditoriale.

Si tratta di sprigionare l’autentica dimensione progettuale liberandola dagli starnuti evanescenti della malsana politica e dalla incestuosa precarietà che proiettano i comportamenti involutivi proveniente dal versante imprenditoriale di traghettamento nello Stretto,al senatore Lumia che apprezziamo quando afferma che le restrizioni della struttura scolastica e didattica dell’intero paese divengono in Sicilia e in Calabria un regalo alla proliferazione della mafia e della ‘ndragheta aggiungiamo che nell’AREA dello Stretto le dirompenti dismissioni di RFI costituiscono regali impercettibili ma copiosi al malessere ed al malcostume che travaglia dal profondo la nostra gente. Ormai abbiamo accumulato sufficiente esperienza dei tristi tramonti delle interpellanze Parlamentari

Occorre umilmente imparare a navigare tra le onde dell’area utilizzando attentamente l’informatica, la logistica, l’avanzata tecnologia navale e ciò per offrire ai favori naturali della strategica posizione geografica del trasporto e della navigazione l’intermodalità dei collegamenti e la modernizzazione infrastrutturale della progettualità.

Occorre che non si ripetano più le frustante disavventure e lo spreco delle risorse copiosamente presenti : – Dal Contratto di programma dello Stretto 1989-1992.

Tale Contratto è stato siglato dai sindaci di Messina,Villa San Giovanni e Reggio Calabria. Dallo spreco di quanto destinato dal Contratto di Programma 1996-2000

Dalla pur finanziata e mancata realizzazione anche se inadeguata della metropolitana del mare

Tutti questi esempi di non rispetto dei Contratti,hanno portato al collasso di RFI nello Stretto, con tutti le nefaste conseguenze che, da tre anni immancabilmente denunciamo e ,continueremo a farlo fintanto che,non venga ripagato il torto che continuamente subiscono gli inermi abitanti e i pendolari.

Interdonato- Caia- Ansaldo Patti

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