Trasporti: la vertenza Stretto rischia di perdersi nei meandri del 'politichese'

Trasporti: la vertenza Stretto rischia di perdersi nei meandri del ‘politichese’

Trasporti: la vertenza Stretto rischia di perdersi nei meandri del ‘politichese’

martedì 21 Luglio 2009 - 21:24

Si susseguono tavoli, incontri e riunioni. Nei prossimi giorni ce ne saranno ancora di più, ma al territorio servono risposte. E' l'ora dei fatti

C’erano proprio tutti all’incontro tenutosi al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: i principali esponenti degli enti locali, i rappresentanti del ministero e del governo, i responsabili delle strutture tecniche, dei dipartimenti ai trasporti e delle compagnie che fanno capo alle Ferrovie e a Rfi.

C’erano anche tanti politici locali, da Peppino Buzzanca a Peppe Scopelliti, acclamato sindaco della nuova Reggio Città Metropolitana; da Demetrio Naccari Carlizzi a Giovanni Lo Bue.

S’è parlato tanto, soprattutto di tre temi scottanti per la mobilità nello Stretto di Messina: pendolarismo, treni a lunga percorrenza e trasporto delle merci. Il comunicato parla di -proficua riunione- ma poi non si capisce perchè anche i cittadini dello Stretto, a partire dai pendolari, dovrebbero considerarla tale.

In una fase di confusione totale, in cui una delle principali voci giornalistiche del territorio continua a esaltare il progetto della metromare come fosse la panacea di tutti i mali, c’è il serio rischio di perdere di vista i problemi principali dei trasporti nello Stretto di Messina.

Ai pendolari non servono i paroloni, a cominciare da quella ‘continuità territoriale’ sulla bocca di tutti i politici e i rappresentanti sindacali (fa figo, eh?).

Ai pendolari non servono le promesse e le parole, gli incontri, le belle facce delle istituzioni e i tavoli ‘tecnici’ in cui di tecnico non c’è neanche una virgola.

Ai pendolari servono fatti.

Ai pendolari serve semplicemente che Reggio e Messina siano collegate in modo molto più veloce, efficiente ed economico. In modo funzionale alle relazioni sociali, culturali e civili che queste due città vogliono intraprendere. Serve che, in concreto, il servizio di Bluvia-Rfi (che attualmente ha l’esclusiva dei collegamenti tra le due principali città dello Stretto) venga potenziato nei mezzi e nel personale, in modo tale che siano garantite corse serali e notturne e che venga quantomeno dimezzato l’attuale tempo di percorrenza (che sfiora i 40 minuti).

Ai pendolari e ai residenti dell’Area dello Stretto (ma più in generale agli abitanti delle Province di Reggio e Messina) servono, inoltre, agevolazioni economiche rispetto alle esorbitanti tariffe operate dalle concessionarie del traghettamento tra Villa San Giovanni e Messina, perchè 30€ per attraversare 3km di mare possono andare bene per il turista che sale sulla ‘Caronte&Tourist’ una volta l’anno, ma mettono in difficoltà tutti coloro che hanno l’esigenza di spostarsi molto più di frequente.

Come tutto questo debba realizzarsi, con che formula e con quale soluzione, non spetta certo ai viaggiatori spiegarlo.

Ma di sentire i soliti paroloni e le solite promesse ne hanno piene le palle.

Adesso ci vogliono i fatti, altrimenti è meglio far finta di niente e continuare a prendere per il culo la gente.

Dopotutto è, forse, una delle arti in cui la politica – storicamente – riesce meglio.

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