Trasporto ferroviario, il bilancio negativo dei pendolari ad un anno dal piano di riorganizzazione presentato da Trenitalia

Trasporto ferroviario, il bilancio negativo dei pendolari ad un anno dal piano di riorganizzazione presentato da Trenitalia

Trasporto ferroviario, il bilancio negativo dei pendolari ad un anno dal piano di riorganizzazione presentato da Trenitalia

giovedì 29 Luglio 2010 - 07:45

Il Comitato regionale scrive al governatore Lombardo, all'assessore Gentile e al dirigente Falgares, evidenziando la situazione di stallo del trasporto ferroviario

Le buone intenzioni probabilmente non mancavano , ma i fatti dimotrano che il piano di riorganizzazione delle tratte ferroviarie siciliane – presentato da Trenitalia alla Regione nel luglio di un anno fa – è rimasto carta straccia.

Il comitato pendolari siciliani emette la sua ‘sentenza’ e in un documento elenca ciò che avrebbe dovuto essere e non è stato.

“In quel piano riorganizzativo del trasporto ferroviario siciliano– scrive il coordinatore Giosuè Malaponti – erano previsti nuovi collegamenti, la riduzione dei tempi di percorrenza tra le principali stazioni ferroviarie dell’Isola, treni lenti intervallati da treni veloci e la riorganizzazione di tutti i servizi in una nuova ottica di sistema integrato, chiamato Memorario.

Nello specifico tale riorganizzazione prevedeva: la riduzione del tempo di percorrenza nella tratta Messina- Palermo, passando dalle attuali 3 ore e mezza alle due 2 ore e 40 con un risparmio di percorrenza di un ora e dieci muniti; un servizio di collegamento tra Messina e Milazzo ogni ora, con fermate in tutte le stazioni; sulla dorsale ionica Messina-Catania-Siracusa, era prevista l’applicazione dello stesso progetto orario applicato sulla Messina-Palermo”.

“Il costo complessivo del progetto – si legge ancora nel documento- ammontava a circa 130 milioni. Altri 10 milioni di euro erano a carico del bilancio regionale per una supplementare ottimizzazione del servizio.

Dal punto di vista finanziario, questo nuovo piano presentato da Trenitalia era coperto da fondi nazionali, a dimostrazione che i soldi ci sono”.

Il comitato pendolari sottolinea che sebbene sia “trascorso un anno e nè i pendolari, né i siciliani si sono accorti di tutti questi benefici e/o vantaggi che il piano riorganizzativo doveva portare al miglioramento del trasporto ferroviario dell’Isola, ma anzi si è registrato un effettivo peggioramento della situazione ferroviaria in special modo sulla dorsale tirrenica Messina-Palermo, oltre al taglio operato a diversi treni a lunga percorrenza da e per il nord”.

Malaponti ricorda inoltre che i “siciliani e a maggior ragione i pendolari siciliani stanno ancora aspettando il tanto annunciato Contratto di Servizio per il trasporto ferroviario in Sicilia, rimasto a binario morto nei meandri del Dipartimento dei Trasporti della Regione”.

Dopo aver analizzato la difficile situazione in cui versa il trasporto ferroviario in Sicilia, il Comitato gira al al Governo regionale una serie di richieste: realizzare la continuità territoriale; chiudere il capitolo del Contratto di Servizio sottoscrivendolo; intervenire incisivamente sul miglioramento infrastrutturale della rete ferroviaria siciliana.

“Di fatto – conclude Malaponti- i siciliani, ad oggi, non hanno visto nulla del nuovo piano del trasporto ferroviario, del nuovo scenario infrastrutturale se non i cosiddetti “effetti annunci” della politica regionale e nazionale in questi ultimi quarantanni”.

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