Secondo quanto stabilito dai vertici di regione ed Rfi-Trenitalia, il progetto si articolerà in tre fasi: la prima dedicata al potenziamento dei servizi per l’utenza, la seconda per la realizzazione di interventi strutturali di media entità, la terza ed ultima (entro il 2015) incentrata sulle operazioni di ammodernamento sulle reti ferroviari a lunga percorrenza
Grande soddisfazione quella che traspare dalle prime dichiarazioni rilasciate dall’assessore regionale ai trasporti Titti Bufardeci, al termine dell’incontro tenutosi questi pomeriggio presso la sede del dipartimento regionale siciliano, per discutere e stabilire con i vertici di Rfi le basi del contratto di servizio con il quale si assegna alla Sicilia la gestione del trasporto ferroviario. Il progetto sottoscritto dalle parti alla presenza del dirigente generale Giovanni Lo Bue, nella prima fase, quella cioè che, almeno su carta, dovrebbe terminare nel 2009, non prevede interventi di tipo strutturale bensì interventi dedicati al potenziamento delle linee ferroviarie e dunque ad un miglioramento del servizio a disposizione degli utenti sulle linee Palermo-Messina e Messina-Catania-Siracusa.
L’offerta in queste tratte sara’ differenziata in tre categorie: servizio metropolitano con treni ad elevata frequenza (ogni 30 minuti) ed elevato numero di fermate (nel caso della Palermo-Messina questo servizio potrebbe essere tra Palermo e Termini); servizio medio-lungo con treni che effettuano poche fermate nel tratto gia’ coperto dal servizio metropolitano e maggiori fermate nel rimanente percorso (nel caso della Palermo-Messina questo servizio potrebbe essere, per esempio tra Palermo e Cefalu’ o S. Agata); treni veloci a lunga percorrenza che effettuano poche fermate su tutta la tratta.
La seconda tappa del programma tecnico operativo scade a dicembre del 2010. In questo lasso di tempo l’offerta andra’ consolidata realizzando opere strutturali di media entita’, come ad esempio gli scambi automatizzati ai punti d’incrocio (ognuno del costo di circa 1,5 milioni di euro) e i sottopassi. Tali interventi consentono la velocizzazione delle linee (ognuno circa dieci minuti) e permetterebbero la circolazione di un maggior numero di treni. In questa fase temporale e’ prevista anche la realizzazione di interventi sui tracciati e sul binario per permettere l’adeguamento delle linee regionali al cosiddetto ”rango P”, e consentire la circolazione dei treni Pendolino. Scelta, questa, subordinata alla decisione che la Regione dovra’ assumere sulla utilizzazione di tali treni nelle linee regionali. La terza ed ultima fase del piano si concludera’ alla fine del 2015. Sarò appunto solo in questa fase che si potrà parlare di interventi di tipo strutturale le linee a lunga percorrenza.
Un incontro che, stando agli accordi sottoscritti, dovrebbe riuscire finalmente a dare una boccata d’ossigeno alla soffocante e soffocata situazione del trasporto ferroviario siciliano. In particolare a Messina dove, proprio qualche giorno fa, le organizzazioni sindacali hanno indetto una nuova manifestazione per protestare contro la dismissione del trasporto ferrato messa in atto da Rfi, una politica che oltre a danneggiare l’utenza minaccia anche il fronte dei lavoratori. Un’atmosfera incandescente dunque quella che ha fatto da sfondo all’incontro, conclusosi con una promessa di “aggiornamento” al mese di luglio, quando saranno forniti i dati esatti riguardanti le linee e le fermata della programmazione riguardante la prima fase del progetto.
Attese le reazioni dei sindacati che, come detto, non hanno mai fatto calare l’attenzione sul problema del trasporto regionale siciliano e che sicuramente non abbasseranno la guardia proprio adesso. Soddisfatto l’assessore Bufardeci che dichiara: «Si à giunti a un buon accordo sui contenuti del contratto, e quindi sulla prospettiva dei servizi che saranno erogati, ora si tratta di concludere l’accordo con il governo nazionale sul piano economico. Ma siamo gia’ a buon punto e si tratta di limare l’entita’ delle risorse che verranno messe a disposizione della regione per garantire un livello adeguato di servizi».
(foto Dino Sturiale)
