Ieri la famiglia che occupa abusivamente la casa assegnata alle abitanti di via La Rocca raggiunta da un'ordinanza di sgombero. Se nel fine settimane la situazione non cambierà, si dovrà procedere con la rimozione forzata
Il libro delle emergenze abitative di Messina si “arricchisce- di nuovi capitoli ma la trama purtroppo sempre la stessa. Sul fronte risanamento ieri in città la giornata si è rivelata particolarmente intensa: intorno alle 16, infatti, i baraccati di via Bisignano e Asilo Nido, dopo aver trascorso la mattinata a Palazzo Zanca, hanno bloccato lo svincolo di San Filippo. Motivo della protesta, ovviamente, la mancata assegnazione degli alloggi popolari.
Tra le tante storie che accomunano molte famiglie messinesi, c’è una, quella denunciata dal consigliere della terza circoscrizione Libero Gioveni, che si sta però rivelando particolarmente complessa, forse per le tante implicazioni umane ed emotive che ne caratterizzano le circostanze. È quella delle tre donne, Antonina Maceli, Ivana Occhino e la figlia minorenne di quest’ultima, ormai da più di due settimane ospiti di un hotel cittadino poiché la loro abitazione di via La Rocca a Camaro San Paolo è stata dichiarata inagibile.
Il 19 dicembre Palazzo Zanca ha assegnato alla famiglia un alloggio popolare in Rione Aldisio per mettere fine alla forzata permanenza in albergo. Così almeno si pensava. Arrivato l’atteso momento del trasferimento, infatti, la famiglia ha trovato proprio quella casa, dissequestrata qualche ora prima, già abusivamente occupata da altre persone che tutt’ora continuano a viverci.
Ieri la famiglia che occupa la casa destinata alle tre sfortunate donne è stata raggiunta da un’ordinanza di sgombero. Se entro la fine della settimane la situazione non cambierà, lunedì, fanno sapere dall’assessorato al risanamento, si potrebbe procedere con la cosìdetta rimozione coatta per assegnare alle legittime “proprietarie- l’abitazione loro inizialmente destinata.
