Truffa dello specchietto. Provano a raggirare una donna e si imbattono in un ispettore di Polizia

Truffa dello specchietto. Provano a raggirare una donna e si imbattono in un ispettore di Polizia

Truffa dello specchietto. Provano a raggirare una donna e si imbattono in un ispettore di Polizia

sabato 06 Giugno 2009 - 11:09

Non è andata come previsto per due truffatori di Siracusa che ieri si sono imbattuti in un ispettore di Polizia. La vittima scelta per la cosiddetta -truffa dello specchietto- era infatti una poliziotta che dopo essersi fermata con la sua auto, pensando di aver provocato la rottura dello specchietto ha capito che aveva di fronte due truffatori.

In manette per tentata truffa è finito il siracusano Francesco D’Amico, 21 anni, mentre per il complice, un venticinqueenne di Noto è solo scattata la denuncia per lo stesso reato. I due inoltre devono rispondere per non aver fornito i documenti.

Ieri pomeriggio alle 14 in via Risorgimento i due siracusani hanno parcheggiato al loro Renault Kangoo avendo cura di posizionarla in modo da favorire il contatto con altre vetture che si trovavano a passare. Appena intravisto una Yundai Atos i due a bordo della Kangoo hanno lasciato cadere il filo che sorreggeva lo specchietto, facendo credere alla vittima di averlo toccato con la propria Atos.

La signora è subito scesa dall’auto e alla richiesta di danno ha detto a D’Amico che avrebbe provveduto a fargli l’assicurazione. D’Amico ha spiegato alla signora che non era necessario, che bastava accordarsi tra loro e che con 200 euro avrebbero chiuso la questione. Insospettita la vittima ha cominciato a guardare lo specchietto rotto. Si è accorta che c’erano tracce di colla e che soprattutto un filo sorreggeva in modo strano lo specchietto. D’Amico ha temporeggiato chiedendo 130 euro. A questo punto la donna si è qualificata come ispettore della Polizia accusando i due del tentativo di truffa e chiedendo loro i documenti.

D’Amico è subito salito sul Kangoo e ha provato a fuggire, ma l’ispettore aveva già preso il numero di targa e i due uomini sono stati fermati poco dopo lungo la Consolare Pompea.

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