Uffici giudiziari e istituti di pena al collasso: nessuna novità all’orizzonte del nuovo anno giudiziario

Uffici giudiziari e istituti di pena al collasso: nessuna novità all’orizzonte del nuovo anno giudiziario

Uffici giudiziari e istituti di pena al collasso: nessuna novità all’orizzonte del nuovo anno giudiziario

giovedì 27 Gennaio 2011 - 10:03

I problemi non cambiano: spazi ridotti, personale insufficiente, organici sottodimensionati. Argomenti di cui si torna a parlare allo scoccare dell'annuale cerimonia, ma su cui si tace per i restanti 364 giorni il resto dell'anno tutto tace

Il collasso del sistema giustizia e del sistema penitenziario, continua a far registrare numeri e cifre preoccupanti. Sulla questione, a qualche giorno di distanza dall’inaugurazione del nuovo anno giudiziario, intervengono i segretari provinciali della Uilp e della Uilpa-Uidag di Messina Letterio Biondo e Filippo Aloisi.

«Siamo preoccupati – affermano – dai dati registrati negli ultimi anni negli Uffici Giudiziari, dove si riscontra una forte crescita del numero di patologie legate alla sfera psico-fisica le cui cause vanno ricercate nella violazione delle più elementari norme di prevenzione a tutela della salute e della sicurezza sul posto di lavoro e da un’organizzazione del lavoro spesso disomogenea ed iniqua».

Alla base dei problemi la politica dei tagli alle risorse umane ed economiche del Ministero della Giustizia, la mancata valorizzazione delle figure che da anni lavorano negli uffici giudiziari, la situazione di sfascio presente in molti degli uffici, spesso privi di mezzi indispensabili per un buon andamento del lavoro. «Nessuna riforma della giustizia – spiegano – è infatti possibile senza la valorizzazione del personale, nuove assunzioni, investimenti adeguati ed un serio progetto di modernizzazione, l’efficacia e funzionalità del sistema».

Ma come detto, la drastica condizione degli uffici giudiziari, trova il suo negativo completamento negli Istituti di Pena della provincia, letteralmente al collasso. Alla casa circondariale di Gazzi, sta continuando lo sciopero bianco messo in atto dagli agenti purtroppo però non in percentuale maggioritaria. Anche per questo gli effetti della protesta che consiste nel categorico rispetto di quanto previsto dal regolamento penitenziario, non sta fruttando il “rumore” sperato, passando quasi a dirittura sotto silenzio. A Messina, così come spiegato durante il sit-in delle settimane scorse a cui hanno partecipato tutte le sigle sindacali, esiste una grave carenza di organico in rapporto all’attuale sovraffollamento di detenuti. «Il personale che opera al nucleo traduzioni e piantonamenti – spiegano Aloisi e Barresi – è sottodimensionato e il servizio si effettua con un numero insufficiente di poliziotti. I turni di servizio sono massacranti, arrivando pure oltre le 20 ore continuative e spesso un solo agente deve assicurare più posti di servizio»

Situazione pressochè analoga all’Ospedale Pichiatrico Giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto, un istituto la cui gestione è per sua natura molto delicata, dove durante un turno di servizio vi sono pochissimi agenti addetti alla sorveglianza. I mezzi di trasporto sono poi obsoleti ed insicuri, mentre le risorse per renderli efficienti sono pochissime. «Non vengono inoltre retribuite le spettanze previste per le missioni effettuati – concludono i rappresentanti sindacali – l’ultimo pagamento è avvenuto nel mese di Aprile del 2010, per cui spesso si deve attingere al proprio portafoglio incidendo così sul bilancio familiare».

Problemi di vecchi data, di cui puntualmente si torna a parlare con toni di prevedibile allarmismo allo scoccare della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, ma che vengono dimenticati, tranne qualche rara eccezione, nei restanti 364 giorni, ben nascosti dalle sbarre delle celle.

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