Per oltre due anni è stato vessato dagli strozzini che gli avevano imposto, per la restituzione del denaro, interessi anche del 600 per cento annuo.
Quando non ce l’ha fatta più a fronteggiare i ricatti e le minacce degli usurai un imprenditore, nel settore dei servizi,ha denunciato tutto alla Squadra Mobile di Messina. La Polizia, grazie ad intercettazioni telefoniche ed ambientali,nel giro di un anno ha incastrato 4 persone: un pasticcere, Biagio Anzalone, 54 anni, una guardia giurata Santino Interdonato, 28, il fratello Antonino 41 anni lavagista con precedenti e la compagna di quest’ultimo Amelia De Domenico 32 anni. Le accuse sono di usura aggravata e tentata estorsione.
L’imprenditore in gravi difficoltà economiche si rivolse ad Anzalone, titolare di una pasticceria, chiedendo un prestito di 67.000 euro. Ad interessi del 600% annui l’uomo riuscì ugualmente a restituirne 100.000 ma nel frattempo aveva dovuto vendere anche due appartamenti.
Quindi si fece prestare altri 44.000 euro ma poiché non era più in grado di restituirli si rivolse alla guardia giurata Santino Interdonato che lo mise in contatto con il fratello Antonino e con la cognata. Ottenne prima 5400 euro al tasso esorbitante del 2400 per cento annuo, poi altre piccole cifre ma impossibilitato a fronteggiare i debiti cominciarono nei suoi confronti le minacce e le intimidazioni.
Messo alle strette l’imprenditore decise di raccontare tutto agli investigatori della squadra Mobile che per quasi un anno hanno seguito le mosse degli usurai sequestrando anche i titoli di credito che rappresentavano la prova del reato.
Le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore Vito Di Giorgio.
