Vertenza ex Futura: arrivano i decreti ingiuntivi, ma il Comune non paga

Vertenza ex Futura: arrivano i decreti ingiuntivi, ma il Comune non paga

Vertenza ex Futura: arrivano i decreti ingiuntivi, ma il Comune non paga

sabato 20 Novembre 2010 - 10:02

La Fp Cgil: il sindaco provveda al pagamento immediato dei lavoratori come deciso dai giudici . «Non si possono affamare le fasce più deboli. Di questo Buzzanca dovrà dare conto all’opinione pubblica e ai lavoratori»

I lavoratori della ex cooperativa Futura sono ancora in attesa delle quattro mensilità delle retribuzioni relative ai mesi di febbraio, marzo, maggio e giugno, nonostante i decreti ingiuntivi emessi dai giudici del lavoro. Il tribunale di Messina Sezione del Lavoro ha già emesso più di 60 decreti ingiuntivi, e gli stessi giudici del Lavoro che hanno emesso i decreti ingiuntivi hanno condannato la cooperativa Futura e il sindaco Buzzanca al pagamento di quanto dovuto ai lavoratori. A ricordarlo la Fp Cgil, che cita, a titolo esemplificativo, uno dei tanti ricorsi che hanno portato ai decreti ingiuntivi emessi: «La cooperativa non ha provveduto a rilasciare copia dei prospetti paga, malgrado abbia indubbiamente provveduto a redigerli, infatti nelle diverse convocazioni presso l’Ufficio Provinciale del Lavoro e presso la Prefettura di Messina ha ripetutamente richiesto al comune di Messina di procedere al pagamento diretto della contribuzione Inps dichiarando la propria disponibilità a fornire al Comune di Messina direttamente i modelli F24, illustrando la situazione degli stipendi da pagare».

«Il Comune di Messina sostituendosi alla cooperativa – commenta Clara Crocè, segretario generale della Fp Cgil – ha pagato i modelli f.24 e liquidato le fatture alla cooperativa. La Cgil ha opposto una forte opposizione a tale ipotesi e ha chiesto all’Amministrazione di pagare direttamente i lavoratori». Il Giudice Unico del Lavoro, accogliendo il ricorso, ha condannato «il rappresentante della Cooperativa Futura e il sindaco Buzzanca quale coobbligato in solido ex art. 1676 c.c. e 29 del D. L.g.s. al pagamento della somma complessiva di 359,04 euro per TFR versato in azienda sino al 31/1272000; 4721,57 euro versato in azienda fino 1/01/01 ; 3896,40 euro per le retribuzioni, oltre agli interessi legali dalla data di maturazione del credito sino all’integrale soddisfo, rivalutazione monetaria, spese competenze e onorari che devono essere liquidate per ogni atto ingiuntivo euro 461,00». Il Giudice del Lavoro ha anche autorizzato la provvisoria esecutività del decreto. «Ciò significa – continua Crocè – che il sindaco è obbligato a pagare immediatamente il ricorrente e poi proporre ricorso in opposizione. Ma nonostante i decreti ingiuntivi notificati dagli ufficiali giudiziari i lavoratori sono in attesa degli stipendi. Ogni altra soluzione diversa dal pagamento immediato di quanto dovuto ai lavoratori risulterebbe incomprensibile di fronte all’opinione pubblica e ai lavoratori che sono stati costretti per mesi a clamorose manifestazioni di protesta e infine a rivolgersi alla magistratura per aver riconosciuto il diritto costituzionalmente garantito del pagamento degli stipendi. Affamare ulteriormente i lavoratori – conclude Crocè – è una grave responsabilità della quale il sindaco Buzzanca e dovrà rispondere all’opinione pubblica e ai lavoratori».

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