Oggi a Roma incontro tra gli amministratori locali i vertici di Rfi e i rappresentanti del governo per capire se q euale futuro ci possa essere per il trasporto ferrato nello Stretto. In contemporanea direttivo organizzata dal Cisl Trasporti. Testa: «Deve diventare un vertenza interregionale che coinvolga Messina e Reggio»
È il giorno della vertenza Stretto, anzi della vertenza Sicilia. Il giorno in cui oltre le solite parole, oltre le solite promesse, Messina bussa alle porte del governo nazionale e di Rfi per conoscere quale e soprattutto se ci sarà un futuro degno di tale appellattivo per i trasporti da e per la Sicilia,per quella striscia di mare che divide l’isola dalla penisola, la regione dal continente e che nonostante le “ridotte” dimensione nel momento in cui deve essere attraversata sembra assumere dimensioni oceaniche.
Ne sanno qualcosa utenti e passeggeri che azzardano una tragnettata “in carrozza” a bordo delle navi delle Ferrovie dello Stato e che, quasi con un pizzico di rassegnazione, sono già consapevoli del fatto che per “guadare” lo Stretto rishciano di impiegare più tempo rispetto a quello necessario a percorrere la tratta Roma-Napoli.
Se queste sono le premesse, va da sé immaginare quali possano essere le aspettative e le speranze che lavoratori, pendolari, e gli stessi rappresentanti istituzionali oggi impeganti nella trasferta romana, rimpongono nell’incontro con i vertici Rfi e con il ministro Matteoli. Una patata bollente quella che oggi verrà servita sul tavolo del ministero dove i sindaci di Messina, Reggio Calabria e Villa San Giovanni chiederanno, se non soluzioni immediate (anche perchè le attuali condizioni non lo consentirebbero), interventi e “aiuti” che possano permettere di guardare al futuro con maggiore sicurezza.
Un pensiero condiviso anche dal direttivo dei trasporti delal Cisl, riunitosi questa mattina nella saletta della Fit-Cisl nei pressi della stazione marittima, un’occasione per discutere delle criticità legate alla vertenza Stretto, una vertenza che, come ha affermato lo stesso segretario generale della Fit-Cisl Enzo Testa deve assumenre i contorini di una vertenza interregionale che coinvolga in modo comatto ed organico la sponda sicula e quella calabra.
«Le aspettative dei lavoratori e dell’intera città sono notevoli e non potrebbe essere altrimenti – sottolineano Cisl Sicilia, Cisl Messina e la Fit Cisl regionale e territoriale – dall’incontro deve arrivare una svolta decisiva per la vertenza Stretto. Ci auguriamo che finisca la fase delle parole e delle promesse d’impegno, ma si trovi giusta soluzione al problema della mobilità tra Sicilia e continente di persone e merci. Ci attendiamo fatti concreti, impegni scritti e opportunamente finanziati. Ogni giorno assistiamo a proteste di cittadini costretti a innumerevoli disagi per attraversare lo Stretto. Disagi che nella stagione estiva ovviamente si aggravano».
