La vicenda legata all’Atm, azienda ormai sull’orlo del tracollo, deve fare sì che venga effettuata una seria analisi di quanto sta succedendo in città non solo nel settore dei trasporti, ma anche in vari altri ambiti.
E questo è quello che stanno cercando di fare i sindacati che, purtroppo, definiscono senza mezzi termini Messina come una città allo sbando.
Ma riprendiamo in considerazione la vertenza Atm, per la quale Costantino Amato, segretario generale della Uil, punta il dito contro “la cattiva gestione ed i guai degli anni passati che si ripropongono con tutta la loro drammaticità dando vita ad una vertenza per l’azienda trasporti senza precedenti. I mali del settore dei servizi – spiega ancora il sindacalista – sono frutto di una gestione dissennata della cosa pubblica che ha trovato il suo apice nel taglio di 10 milioni di euro operato dal consiglio comunale a danno del settore dei trasporti, della tutela sociale e dell’igiene cittadina. Un taglio assurdo e indiscriminato che ha prodotto il caos in cui la città oggi sprofonda. In queste condizioni – prosegue Amato – trovare soluzioni diventa impossibile anche quando l’impegno profuso, come nel caso del commissario straordinario e del prefetto, è massiccio-.
“Da mesi, infatti, – continua il segretario generale della Uil – denunciamo il grave stato di dissesto in cui versa l’azienda trasporti e dal mese di febbraio chiediamo un incontro con l’amministrazione comunale. Ma il sindaco ha sempre disatteso ogni invito al dialogo e il nostro grido d’allarme è rimasto inevaso con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Oggi i lavoratori non vogliono più dialogare, ma, esasperati da anni di sopportazione, vogliono risposte certe e garanzie retributive e occupazionali. Anche se questo purtroppo vuol dire arrecare disagi ai cittadini. Il presidente – ribadisce Amato – affronti con serietà la questione, smettendola di aggrapparsi a soluzioni campate in aria-.
Non appare più tenero nemmeno Maurizio Bernava, segretario generale della Cisl, che afferma:
“Il vecchio modo di amministrare e gestire sia il Comune che le Aziende partecipate e municipalizzate non è più proponibile. Paghiamo e scontiamo il ritardo di almeno sette anni di mancanza di scelte strategiche – continua Bernava. Adesso la città deve darsi e chiedere strumenti straordinari per uscire dalla crisi e confidiamo nella disponibilità del Prefetto Alecci come punto di forza. I conflitti sociali di queste settimane, le crisi strutturali di Messina Ambiente e Atm oggi, e tra poco i Servizi sociali, con le loro dure vertenze, sono l’epilogo di una città al fallimento. Una città non governata da troppi anni che senza risorse per gestione corrente e senza margini per investimenti è sprovvista di una nuova progettualità per lo sviluppo e per la modernizzazione. Per tale motivo – conclude Bernava – la Cisl ritiene che il “Tavolo Istituzionale per Messina- richiesto dal Prefetto, dalle Organizzazioni Sindacali e Imprenditoriali, è uno strumento indispensabile che deve essere sostenuto anche da tutte le rappresentanze politiche parlamentari per chiedere al Governo Prodi il suo immediato insediamento-.
