«La soppressione della corsa notturna della nave Iginia è inaccettabile, determinerà una drastica riduzione nei servizi di traghettamento. Rfi deve fare un passo indietro» afferma il rappresentante di RSU n°32 Marcello Puglisi
L’ultimo atto nella progressiva opera di dismissione dei trasporti ferroviari nello stretto di Messina, è la soppressione “notturna” della nave Iginia e dunque il cambiamento nell’organizzazione del lavoro che comporterà un’ulteriore drastica riduzione nel servizio di traghettamento tra Messine e Villa San Giovanni. Questa la denuncia lanciata da Marcello Puglisi coordinatore della Rappresentanza Sindacale Unitaria n°32 che aggiunge: «Appare altresì gravissimo che per l’attuazione di detto nuovo programma, il treno 1939 (Roma-Siracusa) che prima partiva da Villa S. Giovanni alle ore 05.40, adesso è previsto in partenza solo alle ore 06.10 quindi costretto a rimanere fermo e cioè a maturare 30 minuti di ritardo programmato, per il solo effetto di tale improvvisa e geniale decisione».
Secondo Puglisi quella messa in atto da Rfi continua a rivelarsi una politica volontariamente “suicida”, che contribuisce a rendere ancor più complessa la già trasporti ferrati a causa delle interruzioni lungo i binari dovute a frane e smottamenti. Un “ostacolo” che i cittadini non possono sperare di superare scegliendo un percorso alternativo quello cioè della strada «perché – afferma il rappresentante – le condizioni della Salerno-Reggio Calabria sono altrettanto disperate».
Argomenti , quelli appena “chiamati in causa”, ampiamente dibattuti nel corso del convegno “Cristo si è fermato a Lamezia” organizzato dal sindacato OrSa e nel corso del quale si sono succeduti gli interventi di numerosi esponenti e rappresentanti istituzionali: ed è proprio a loro che oggi si rivolge la Rappresentanza Sindacale Unitaria sperando in «un autorevole intervento che permetta la sospensione immediata del provvedimento. Riteniamo necessario – afferma Puglisi – che vengano attivate tutte le procedure possibili atte a garantire la continuità territoriale e la doverosa salvaguardia dei posti di lavoro attraverso il potenziamento dei collegamenti marittimi in modo tale da offrire un servizio serio e moderno, degno di cittadini Europei».
Richieste che negli ultimi mesi sono giunta da più parti e che, almeno fino ad ora, non hanno purtroppo ricevuto alcuna risposta. Nel caso in cui, anche in questa occasione, i vertici Rfi decidano di proseguire lungo la strada del silenzio, la Rappresentanza Sindacale Unitaria annuncia eclatanti forme di protesta.
(foto Dino Sturiale)
