Zona falcata, la Cisl: «Si dia seguito al Piano regolatore del Porto»

Zona falcata, la Cisl: «Si dia seguito al Piano regolatore del Porto»

Zona falcata, la Cisl: «Si dia seguito al Piano regolatore del Porto»

giovedì 10 Dicembre 2009 - 14:30

Testa e Citraro: «La zona che va dall’Annunziata a Tremestieri sia punto di partenza per un nuovo sistema modale. Il rischio? Un nuovo conflitto di competenze tra Authority e Ente Porto»

«Il rischio è quello di vedere nuovamente esplodere il conflitto di competenze tra Autorità Portuale ed Ente Porto». Il segretario provinciale della Fit Cisl di Messina, Enzo Testa, e il responsabile Portuale della Fit, Renato Citraro, intervengono in merito al dibattito sulle operazione di bunkeraggio nella zona falcata: «E’ come se si voglia rimettere tutto in discussione per creare confusione e mantenere lo status-quo della situazione che lascia la parte più pregiata della zona falcata nel degrado più assoluto, bloccando tutto il progetto di risanamento e di rilancio del porto e delle sue attività».

La Fit di Messina ricorda come il Punto Franco istituto nell’anno 1951 e l’Ente Porto, che lo seguì a ruota nel 1953, nel corso degli oltre 50 anni di vita, non hanno prodotto nessun segno tangibile di attività proficua, nonostante i 144 mila metri quadrati di superficie messi a disposizione nella zona falcata e nel porto. A tutto questo si aggiunga la successiva costituzione del sistema di riordino nazionale dei porti attraverso la costituzione delle Autorità Portuali nazionali (Legge 84/94), delle quali Messina risulta essere tra le più importanti del Paese.

«Si dia seguito senza ulteriori indugi ai dettami del Piano Regolatore Portuale approvato nel 2005 – aggiungono Testa e Citraro – per fare di tutta la zona che va dall’Annunziata a Tremestieri il punto di partenza di un nuovo sistema modale del Porto che, opportunamente integrato con il sistema autostradale e ferroviario, può dare risposte concrete all’attraversamento dello Stretto, al crocierismo, alla cantieristica e al diportismo. Senza tralasciare le attività commerciali tipiche dei porti, che ad oggi a Messina, sembrano non trovare più alcuna possibilità di poter essere adeguatamente mantenute in vita». Un passo decisivo per l’attuazione del Prp sarà quello del 12 dicembre, quando il Consiglio superiore dei Lavori pubblici si pronuncerà sul Piano redatto dall’amministrazione Garofalo e portato a termine dal nuovo presidente dell’Authority Lo Bosco.

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