“Bene mio, core mio”: al Vittorio Emanuele un testo di Eduardo a tinte fosche

“Bene mio, core mio”: al Vittorio Emanuele un testo di Eduardo a tinte fosche

“Bene mio, core mio”: al Vittorio Emanuele un testo di Eduardo a tinte fosche

lunedì 06 Dicembre 2010 - 23:26

In scena dall'8 al 12 dicembre con Lunetta Savino. Regia di Bruno Colella, anche interprete nel ruolo che fu di De Filippo. Musiche di Eugenio Bennato

Un Eduardo De Filippo -a tinte fosche-: Lunetta Savino è l’interprete principale di -Bene mio, core mio-, la commedia di Eduardo riproposta da Bruno Colella, in scena al Vittorio Emanuele dall’8 al 12 dicembre. Nel cast, oltre allo stesso Colella e alla Savino, Lina Polito, Vittorio Ciorcalo, Giovanni Allocca, Antonella Migliore, Bianca Nappi, Franco Pica, Marco Tornese e Nicola Vorelli. Le musiche, con canzoni originali, sono di Eugenio Bennato.

-Bene mio, core mio- è stata nel 1983 l’ultima regia di Eduardo e da quell’anno non è stata più riallestita. Il titolo riprende un’espressione abituale con cui a Napoli si identifica ironicamente il tiro giocato ai danni di qualcuno da un’insospettabile persona di famiglia. La commedia andò in scena per la prima volta al teatro Eliseo l’11 dicembre 1955. Eduardo la ripropose nel ciclo televisivo del 1964, interpretata da un’attrice non napoletana, Anna Miserocchi. Nel 1983 la affidò ad una formazione guidata da Isa Danieli e Piero Di Iorio, firmandone lui stesso la regia. Per l’occasione revisionò il testo, rendendo il finale ancora più aspro e stridente.

«Eduardo questa volta – ricorda nelle note di regia Bruno Colella – si trova ad arbitrare una vicenda a tinte fosche, forse una delle più intricate fra le sue commedie; c’è una sorella di mezza età legata al maturo fratello (di professione restauratore) tanto da minacciare il suicidio se lui non le dedica l’esistenza, un giovane verduraio arrampicatore sociale avido di soldi e desideroso di aprire un negozio al centro, soggetto a sua volta ad una ricca matrigna ossessionata dalla religione e dall’aldilà e per questo vulnerabile ai raggiri; due vicini invadenti che ci sguazzano e un architetto pronto a ristrutturare il suo appartamento. Ed il maturo restauratore di quadri decide di risolvere i suoi problemi così come è abituato a fare col suo lavoro, cioè pulendo, ricostruendo, rigenerando, forte della materia nobile che è abituato a trattare, non da artista incantato ma da incantatore abile e pragmatico, portatore sano di arte e fantasia, ed è così che seduce a sorpresa la affascinante matrigna, ed è così che da consumato giocatore si sottrae alle insidie portate dalle persone che lo circondano e con uno scacco matto stende i suoi ambigui avversari. Ma il vero capolavoro di restauro Lorenzo forse lo compie con la vita della sorella Chiarina che da rassegnata zitella e da pallida vittima di una improbabile e sgangherata truffa diventa unico attore vincente di questa vicenda, recuperando in un solo colpo la propria femminilità, e una maternità alla quale aveva ormai rinunciato; tutto questo senza neppure pagare lo scotto più alto, e cioè la convivenza col grezzo e infido padre della sua creatura».

TEATRO VITTORIO EMANUELE

Mercoledì 8, venerdì 10 e sabato 11 dicembre ore 21,00; giovedì 9 e domenica 12 dicembre ore 17,30

Prezzi: platea 30 euro (ridotto 23), prima galleria 20 euro (15), seconda galleria 8 euro (5)

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED