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Completata la prima fase del restauro della Cripta del Duomo

Redazione

Completata la prima fase del restauro della Cripta del Duomo

venerdì 14 Settembre 2007 - 13:07

L'importante ipogeo normanno riconsegnato alla Curia Arcivescovile

Ieri mattina l’arch. Rocco Scimone in rappresentanza della Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Messina ha consegnato ufficialmente alla Curia Arcivescovile, nella persona dell’Arcivescovo Calogero La Piana, la suggestiva Cripta della Cattedrale dopo lunghi e difficoltosi lavori di impermeabilizzazione. L’inizio delle procedure di restauro dell’ipogeo normanno del maggior tempio cittadino risalgono al lontano 1999 ma poi, grazie anche al diretto interessamento dell’arcivescovo Giovanni Marra, i lavori si sono ampiamente accelerati negli ultimi anni.

I lavori miravano ad eliminare totalmente il costante metro d’acqua che allagava i locali. Risolto questo problema ora tocca alla Curia decidere l’utilizzo degli significativi spazi per poi trovare i giusti finanziamenti per la pavimentazione, il restauro degli elementi decorativi e la messa a norma degli impianti elettrici.

Un luogo altamente significativo che ci riporta alla Messina medievale che si spera al più presto possibile potrà essere aperto ai messinesi ed ai turisti.

La Cripta della Basilica Cattedrale di Messina è coeva alla fondazione normanna del tempio sovrastante e utilizza gli spazi sottostanti dell’interno transetto e delle tre absidi. Le volte a crociera sono sorrette da antiche colonne da riutilizzo di epoca greco-romana e bizantina provenienti da antiche strutture cittadine, mentre i capitelli sono di puro stile romanico. Nel 1683 i locali furono assegnati alla Confraternita degli Schiavi della Madonna della Sacra Lettera che li abbellirono secondo il gusto dell’epoca con artistici stucchi, affreschi e dipinti. L’intero ciclo di stucchi, molto probabilmente opera del disegno dell’artista fiorentino Innocenzo Mangani, è l’unico esempio completo rimasto a Messina di questa particolare tecnica decorativa. Buona parte dei dipinti che decoravano le pareti, opere del XVII-XVIII secolo di Antonio Tricomi, Antonio Tuccari, Antonio Bova e Mercurio Romeo, sono conservati nei depositi del Museo Regionale e una volta completati i lavori di restauro potrebbero ritornare nella loro originaria sede. Essenzialmente le intenzioni della Curia, trapelate ieri in occasione della riconsegna, sono quelle di utilizzare la cripta per fini liturgici ma anche per eventi culturali e musicali e per la collocazione dei nuovi sepolcri vescovili.

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