Durante la manifestazione sarà presentato il progetto politico-economico per il rilancio dell’agricoltura italiana
“Siamo imprenditori e cerchiamo di fare tutto il possibile per dare futuro alle imprese agricole. E’ questa la nostra responsabilità e ce la prendiamo tutta. L’agricoltura sta vivendo una crisi spaventosa non possiamo restare con le mani in mano, dobbiamo agire”. Lo sottolinea il presidente della Confagricoltura Federico Vecchioni che a Roma, a Palazzo Della Valle, ha tenuto una conferenza stampa per la presentazione del IV Forum “Futuro Fertile” dell’Organizzazione, che si terrà dal 25 al 27 marzo, come di consueto, a Taormina.
Tema del Forum 2010 è “L’agricoltura del terzo millennio”, con la Confagricoltura che rimarca il proprio ruolo progettuale e propositivo. E momento chiave a Taormina sarà quello dedicato alla presentazione del “Progetto politico-economico per il rilancio dell’agricoltura italiana”.
“Il nostro è un progetto di ampio respiro – evidenzia Vecchioni – aperto a tutti i soggetti agricoli, ed a tutti gli attori della filiera. Non è un progetto di parte; è promosso da una parte per l’interesse generale dell’agricoltura e della filiera”.
“A Taormina – spiega – non faremo solo analisi ma proporremo soluzioni concrete dirette ad un’azione profonda di ristrutturazione del sistema. L’obiettivo progettuale è l’efficienza della filiera, che è un dato oggettivo; non tanto o non solo l’eccellenza, che è un dato soggettivo. Le singole eccellenze si vanno a innestare su un’efficienza complessivamente migliorata e che deve essere alla base delle politiche di rinnovamento”.
“Il nostro Forum – ha aggiunto Vecchioni – non è concepito come appuntamento specificatamente ‘agricolo’, ma di respiro più ampio. Il fine è quello di traghettare definitivamente l’agricoltura nell’economia e, viceversa, l’economia nel mondo agricolo. Da un lato c’è la società che ha bisogno dell’agricoltura, dall’altro l’agricoltura che ha bisogno di essere riposizionata all’attenzione della società. Due obiettivi quindi, tra di loro sinergici, da raggiungere: dare risposte alle aziende in difficoltà e migliorare la sicurezza alimentare”.
Il progetto politico-economico è complesso e prevede una riformulazione anche dell’apparato normativo (“non vogliamo solo fare sintesi – spiega il presidente – ma innovare per adeguare la regolamentazione alle nuove necessità”).
A Taormina si parlerà dunque di futuro. In primo piano gli incontri con i rappresentanti degli altri settori produttivi, delle filiere, del credito, della scienza e della politica. Spazio alla green economy ed al nuovo ruolo dell’agricoltore moderno in chiave economica ed ambientale (confrontandosi con il ministro per l’Ambiente Prestigiacomo). E poi ragionamenti sulla politica agricola comune del dopo-2013 dibattendo con il neo-commissario all’Agricoltura il rumeno Ciolos, con ministro spagnolo all’Agricoltura e presidente di turno del Consiglio agricolo dell’Ue Espinosa Mangana e con il presidente della Commissione Agricoltura dell’Europarlamento De Castro, e non mancherà una riflessione sul rapporto tra economia ed etica.
Di grande evidenza sarà l’intervento del presidente della Camera Fini. Il presidente Vecchioni tiene che venga chiarito il rapporto del sindacato (qual è Confagricoltura) con la politica: “Il sindacato fa il progetto, avanza le proposte e le richieste; la politica gestisce il tutto; ciascuno con le sue prerogative e responsabilità”.
