La prime quattro serate dedicate al decennio '68/'78. Poi largo spazio al Mediterraneo e altro ancora
Prologo con restrospettiva. Prende il via il 20 luglio la VI edizione dell’Horcynus Festival al Parco -Horcynus Orca-, nei locali dell’ex tiro al volo e della Torre degli Inglesi, a Capo Peloro. La kermesse si presenta come uno spazio esclusivo dedicato alle Arti del Mediterraneo, proponendosi il traguardo della contaminazione dei diversi linguaggi artistici, dal cinema al teatro, dalla musica alla danza.
I primi quattro giorni saranno dedicati ad una retrospettiva sulle produzioni cinematografiche italiane del decennio ’68/’78, che costituirà il prologo della manifestazione. La rilettura di questo decennio rappresenta il leit motiv della sezione nazionale -Gli anni selvaggi- (ideata dal direttore artistico del Festival Franco Jannuzzi), che a partire dal 25 luglio si snoderà attraverso strisce giornaliere d’informazione d’epoca realizzate da Rainews24, attinte dalle teche Rai, che ripercorreranno quegli anni formidabili in cui accadde di tutto: dal femminismo all’antipsichiatria, il maoismo, il Vietnam, le utopie e la controcultura, la libertà sessuale, le Brigate Rosse.
Sarà la proiezione di un film sulla rivoluzione femminile degli anni ’70, a cura di Alina Marazzi, ad introdurre una -conversazione a tre-, coordinata dalla giornalista Fabrizia Bagozzi, che vedrà coinvolte la stessa Alina Marazzi, Franca Fossati e Marina Terragni. A chiudere la sezione sul decennio ’68/’78, la proiezione di alcuni documentari d’epoca, che racconteranno gli effetti immediati della legge Basaglia sulla chiusura dei manicomi, completata da un ampio dibattito cui parteciperanno specialisti del settore e una performance poetico-musicale di Lello Voce, poeta d’avanguardia napoletano che sarà accompagnato dal trombettista Michael Gross (della band del mitico Frank Zappa).
La manifestazione sarà costellata da una serie di eventi – in linea con i palinsesti delle passate edizioni – che graviteranno intorno al cinema arabo, cuore dell’Horcynus Festival e fucina di dibattiti e approfondimenti sul mondo arabo. Due le sezioni cinematografiche che animeranno questa edizione dell’Horcynus Festival: una sezione italiana ed una dedicata al cinema arabo.
Il 24 luglio il Festival ospiterà un workshop di intellettuali, artisti, politologi ed economisti, che daranno vita al primo Parlamento Civile, ponendo la prima pietra al processo di integrazione dei paesi dell’area euro-mediterranea. Tra gli ospiti che presenzieranno all’evento, promosso dal presidente della Fondazione HO Gaetano Giunta, il direttore dell’UNDP/ONU Iraq Paolo Lembo, il direttore della Piattaforma europea della Cooperazione Rainer Schlüter, l’economista ed ex ministro iracheno Mahdi Al Hafedh, Roger Spear, della pubblica Università del Regno Unito, Jan Olsson, membro del Comitato europeo economico e sociale.
Cuore della manifestazione sarà, come ogni anno, la rassegna internazionale -Un mare di cinema arabo- (a partire dal 25 luglio fino al 3 agosto), che prevede la proiezione di 8 lungometraggi e 14 corti. Tema dominante della rassegna (curata da Erfan Rashid, giornalista e critico cinematografico iracheno) la condizione della donna nel mondo arabo, animata da un’indagine sulle problematiche connesse alla sessualità, la segregazione e la violenza. Temi che saranno trattati in tre diverse sezioni: -Il pianeta è donna-, -Carcere e carceri-, -Il cinema dei poveri-
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Quest’anno il premio -Horcynus Orca- verrà consegnato, per la sezione dedicata alla retrospettiva del decennio ’68/’78, ad un grande interprete del teatro e del cinema contemporaneo, Roberto Herlitzka (nella foto), protagonista della pellicola “Buongiorno notte- di Marco Bellocchio, opera che è anche una riflessione dolorosa sull’omicidio Moro, che conclude drammaticamente quegli -anni selvaggi-.
Altri due premi verranno assegnati, da una giuria composta da giornalisti arabi, a due cortometraggi selezionati dalla rassegna internazionale del cinema arabo, rispettivamente per la categoria fiction e documentario. Una serie di concerti, forum e installazioni artistiche completeranno il programma dell’Horcynus Festival, che si chiuderà il 3 di agosto alla presenza di intellettuali, autori, giornalisti e critici cinematografici.
Da ricordare, infine, gli eventi artistici collegati al Festival. Ad aprire ufficialmente la sesta edizione dell’Horcynus Festival il 24 luglio 2008 sarà Emilio Isgrò, «l’artista che ha terremotato il linguaggio dell’arte», secondo la definizione che ne ha dato Achille Bonito Oliva in occasione della grande retrospettiva che gli ha dedicato il Centro Pecci di Prato. Gabin Dabirè, Franca Masu e Antonio Calogero, interpreti di fama mondiale dell’etno-music, daranno vita ai concerti che si intrecceranno alla rassegna.
Da ricordare, infine, -Reggio ’70- – I giorni della rabbia e della passione. I moti di Reggio del 1970 saranno ripercorsi attraverso una mostra e un’installazione multimediale. Un progetto ideato da Massimo Barilla, Salvatore Arena e Fabio Cuzzola.
