Messina rivive la Passione di Cristo: la processione delle Barette fra innovazione e tradizione

Messina rivive la Passione di Cristo: la processione delle Barette fra innovazione e tradizione

Messina rivive la Passione di Cristo: la processione delle Barette fra innovazione e tradizione

sabato 03 Aprile 2010 - 08:59

Centinaia i messinesi scesi in strada per prendere parte al tradizionale appuntamento del venerdì Santo

Erano le 22.30 quando i dodici gruppi statuari raffiguranti le tappe della Passione di Cristo, dopo la caratteristica “anchianata” di via Oratorio San Francesco verso via XXIV Maggio, hanno fatto ritorno, una dopo l’altra, nella chiesa Nuovo Oratorio della Pace. Ieri, come avviene da ben quattrocento anni, la comunità messinese ha pregato e ricordato il sacrificio di Cristo innanzi alla croce, accompagnando le Varette lungo il tradizionale tragitto cittadino, arricchito quest’anno dal passaggio dinanzi al Monastero di Montevergine in omaggio a Santa Eustochia Smeralda Calafato. Poi giù, attraverso via Martinez, verso corso Cavour, via Tommaso Cannizzaro, via Garibaldi, via I Settembre, piazza Duomo, dove le statue, come da tradizione, hanno ricevuto la benedizione.

Tra le novità principali della manifestazione organizzata dalle Confraterinite S.S. Crocifisso e della Pace e degli Azzurri e patrocinata dal Comune di Messina, come detto il passaggio di fronte il monastero di via XXIV maggio, la sfilata davanti al fercolo dell’addolorata delle Biancuzze, la ragazze dell’antico istituto benefico gestito proprio dalla Confraternita della Pace e dei Bianchi, e l’accompagnamento musicale, oltre quello dei tradizionali tamburi della famiglia Ballarò, di quelli del Gruppo Panzera di Motta Sant’Anastasia, costato agli organizzatori all’incirca 1000 euro. Una cifra decisamente più “adeguata” rispetto al doppio (sembra 2.400euro ndr) chiesto da un altro gruppo di percussionisti di Palmi (comune con cui la città dello Stretto è gemellata per la processione della Vara che il 15 agosto viene organizzata anche nel centro calabro).

E tuttavia, l‘unica “nota stonata”, testando anche i commenti fra i tanti spettatori che hanno riempito le strade di Messina, è stata proprio quella del suono dei tamburi, a tratti assordante, che ha accompagnato il tragitto delle 12 varette, e che in alcuni frangenti, in particolare nel corso della caratteritistica “anchianata”, ha sacrificato il clima di comunione e silente condivisone di fronte all’immagine del Cristo Crocifisso.

Cliccate su photogallery per rivivere attraverso gli scatti di Dino Sturiale i momenti (e i volti) più emozionanti della Processione

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