I freddi siciliani: tanto rari quanto rigidi. Il ricordo dell’inverno 1895 - Tempo Stretto

I freddi siciliani: tanto rari quanto rigidi. Il ricordo dell’inverno 1895

Vittorio Tumeo

I freddi siciliani: tanto rari quanto rigidi. Il ricordo dell’inverno 1895

lunedì 07 Gennaio 2019 - 23:02
CURIOSITA'
I freddi siciliani: tanto rari quanto rigidi. Il ricordo dell’inverno 1895

Inverno tempo di neve, si sa. In questo periodo il tagliente freddo proveniente dai Balcani ha favorito, seppur nel breve arco di nemmeno una giornata, precipitazioni nevose anche sulla città dello Stretto, mentre nevicate di maggiore portata si sono registrate in quasi tutto il comprensorio messinese e non hanno risparmiato nemmeno le Isole Eolie, tinteggiando di bianco le cime di Salina e i crinali di Lipari e Vulcano. Non si può certo dire che la Sicilia sia famosa per le rigide temperature, ma quando si verificano, le ondate di gelo si manifestano nella loro forma più violenta, iscrivendo l’inverno sotto cui nascono, negli annali della storia del territorio. Il freddo di questi ultimi giorni non può non richiamare alla memoria della nostra Isola un inverno in particolare, che a distanza di ben un secolo e un quarto, è ancora vivo nel repertorio dei ricordi delle generazioni di molti siciliani, che, una volta appreso dai racconti dei nonni, hanno continuato a tramandarne il racconto. È l’inverno del 1895. Nella storia climatica siciliana è ricordato per essere stato il più rigido, il meno clemente. Nel mese di Febbraio, dopo un inizio di stagione discretamente mite, vi fu un brusco cambiamento meteorologico e climatico dovuto all’ingresso di nuclei di aria gelida di origine continentale. Anche allora come oggi, provenivano dai Balcani, dalla Grecia settentrionale e dalla Macedonia; fu una fortuita distensione rivolta a nord-est a far virare l’onda gelata verso il Mar Ionio e ad invadere con la furia devastatrice delle basse temperature, Sicilia e Calabria. Una sostenuta ventilazione e precipitazioni nevose importanti diffuse fin sulle coste interessarono in particolare le città di Messina e Reggio, aperte con più facilità, data la loro particolare esposizione sul mare, alle irruzioni artiche. Le imponenti montagne dei Monti Peloritani, degli Iblei e la montagna dell’Etna fecero però da “muro” ai nuclei di gelo che andarono “a sbattere” sul massiccio e impostato sbarramento orografico, per poi sollevarsi verso l’alto e raggiungere il punto di saturazione, facendo formare degli annuvolamenti. Questi furono responsabili del verificarsi di una serie di straordinarie bufere di neve che sconvolsero tutta l’Isola, arrivando addirittura ad imbiancare anche le zone più a sud. Persino l’area di Capo Passero, considerato dai meteorologi il punto meno esposto a precipitazioni nevose d’Italia, era diventato un velo immacolato. In quel fatidico inverno di centoventiquattro anni fa, oltre alle due città che si affacciano sullo Stretto, anche Palermo, Catania, Siracusa, Trapani e Agrigento si coprirono di neve, che raggiunse, come riportano i documenti dell’epoca, un incredibile spessore valutabile tra i 30 e i 40 cm, che cadde ininterrottamente per tre giorni. In particolare, durante le bufere che interessarono Messina e Reggio, i termometri registrarono, stando alla voce delle fonti, una temperatura minima assoluta di ben -2.4°C. Temperature che mettono letteralmente “i brividi”, notevoli per la loro straordinarietà, ma la cui veridicità non può però essere provata con certezza per via della scarsa affidabilità dell’antiquata strumentazione di un tempo. Dei fenomeni meteorologici infatti, si occupavano all’epoca gli osservatori che si trovavano sotto la gestione del vecchio idrografo e, aggiungiamo noi, la gente del luogo con l’arguzia empirica che la contraddistingueva e non faceva fallire loro un colpo in termini di previsioni meteo, facoltà diffusa ancora oggi tra i nostri anziani.

È chiaro che la nevicata del 1865 fu foriera di numerosi disagi in tutta la Sicilia, causando l’isolamento delle città per giorni in ragione dell’impraticabilità del sistema viario, già precario. La popolazione però pago a duro prezzo quell’insolita quanto eccezionale ondata di gelo, dal momento che non furono neanche poche, tra l’altro, le vittime mietute dalle bassissime temperature.

Per rivedere uno scenario simile i siciliani di allora dovettero attendere appena altri dieci anni. Fu infatti a gennaio del 1905, quando un’altra eccezionale ondata di gelo invase la Sicilia con nuove e forti nevicate su Palermo, Catania, Siracusa, Trapani ma anche Messina, dove la temperatura arrivò a sfiorare fino a -0.5°C a livello del mare. Ma per ripensare a Messina “in bianco” non è necessario scavare oltre nel passato: basta tornare con la mente al 1° gennaio 2015, quando la città si è svegliata, come in un grande presepe, ammantata di bianco e il contrasto fisico quanto simbolico della neve lambita dal mare dello Stretto è qualcosa che di certo accompagnerà sempre la nostra mente.

Si potrebbe dire, in conclusione, che i rari e rigidi inverni siciliani confermano la vocazione marcatamente aspra ed estremista della nostra Isola: quando fa freddo lo fa veramente. Li potremmo azzardatamente interpretare, se vogliamo, in ragione della loro rarità, anche un po’ come metafora del carattere dei Siciliani.

Vittorio Tumeo

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