Da Grey’s Anatomy al TaorminaFilmFest: Stefania Spampinato. E non solo: è la notte di Franco Battiato FOTO  - Tempostretto

Da Grey’s Anatomy al TaorminaFilmFest: Stefania Spampinato. E non solo: è la notte di Franco Battiato FOTO 

Emanuela Giorgianni

Da Grey’s Anatomy al TaorminaFilmFest: Stefania Spampinato. E non solo: è la notte di Franco Battiato FOTO 

sabato 02 Luglio 2022 - 07:40

Nel pomeriggio Caterina Guzzanti, Carla Signoris e Paola Minaccioni e le loro risate. Poi, il premio Manfredi e tante proiezioni…

Più si avvicina al suo termine, più il TaorminaFilmFest 68 si riempie di appuntamenti. Sono tantissime le proiezioni della sesta, e penultima, giornata della kermesse. Ad accompagnarle l’elogio alla commedia di Caterina Guzzanti, Carla Signoris e Paola Minaccioni; la star catanese di Grey’s Anatomia Stefania Spampinato e il grande omaggio a Franco Battiato.

Leonora Addio

La prima proiezione della giornata propone Leonora Addio di Paolo Taviani. Taviani torna a Pirandello con questo particolarissimo film tratto dall’omonima novella del 1910 dello scrittore e drammaturgo siciliano. Il film, già selezionato in concorso al Festival Internazionale di Berlino del 2022, ha lì ricevuto il Premio FIPRESCI.

Dopo Kaos (1984), una delle più esemplari trasposizioni cinematografiche di “Novelle per un anno”, Taviani realizza ora un dramma surreale a episodi incentrato sul tema della morte in cui trova spazio lo stesso Luigi Pirandello.

È il primo film che il novantenne Paolo Taviani gira senza la collaborazione del fratello Vittorio, scomparso nel 2018, ma anche questa opera era stata da loro immaginata insieme. Nella lunga carriera, i due si sono sempre mossi con disinvoltura e inventiva tra teatro, letteratura e cinema.

Leonora addio porta un grande ritorno al bianco e nero e al grottesco, omaggio alla commedia italiana, ma con modernità e profonda intensità.

Taviani torna a girare in Sicilia negli stessi luoghi che ispirarono lo scrittore premio Nobel e nei pressi della sua villa nella contrada Caos in provincia di Agrigento. Le musiche del film sono del premio Oscar Nicola Piovani.

Omaggio a Angelo Musco

La sesta giornata del Festival è quella dell’omaggio al grande attore catanese Angelo Musco, con la presentazione del libro: Càspeta – Il cinema di Angelo Musco a cura di Nino Genovese e Mario Patanè e la proiezione di C’era una Volta Angelo Musco, nella versione restaurata della CSC – Cineteca Nazionale.

The Drover’s Wife

Diverse le proiezioni di questa giornata, si continua con The Drover’s Wife – The Legend of Molly Johnson. Il lungometraggio in concorso è l’esordio dell’australiana aborigena Leah Purcell, che lo scrive, dirige e interpreta, adattando il suo pluripremiato testo teatrale The Drover’s Wife (prima messa in scena nel 2016), ispirato all’omonimo racconto di Henry Lawson del 1892 e da cui Purcell ha già tratto anche un romanzo nel 2019.

Purcell rielabora la propria storia di “donna aborigena dalla pelle chiara, cresciuta in un piccolo paese di campagna e che ora vive in città”. Al centro della trama c’è Molly, una donna incinta che, sul finire dell’Ottocento, vive con i suoi bambini in una casa isolata, mentre il marito è lontano per portare le pecore al pascolo. Quando la donna incontra un fuggitivo aborigeno di nome Yadaka (Rob Collins), inizia a formarsi un legame tra i due. Ma, nel frattempo, un’indagine sulla scomparsa del marito di Molly stravolge le loro vite.

Un western originale, la cui storia la regista sente radicata dentro da 42 anni: “Mia madre me la leggeva e recitava da quando avevo cinque anni. E io mi identificavo nel figlio più vecchio della moglie del mandriano”. Ma l’autrice propone una vera riscrittura dell’opera, che attenziona i problemi del suo popolo e porta avanti delle forti istanze femministe e anti-razziste, denunciando i soprusi del colonialismo.

Il suo obiettivo è portare in scena, adesso con il cinema, ma prima già con la letteratura e il teatro, l’autenticità del suo popolo, della sua cultura, contro ogni stereotipizzazione. Un storia di amore e di identità, oltre i canonici codici del western; di una madre che farà qualunque cosa per i suoi figli e un ragazzo che si schiererà al suo fianco.

L’eleganza del sorriso

Dalla profondità di The Drover’s Wife passiamo ad una profondità diversa, quella necessaria per saper ridere.

Ce ne parlano a Casa Cuseni (dopo il premio Enit consegnato a Piccolo corpo di Laura Samani) le Comedians: Caterina Guzzanti, Carla Signoris e Paola Minaccioni nell’incontro dal titolo “L’eleganza del sorriso”. Un omaggio alla commedia e all’universo femminile, per difendere la serietà della comicità, la sua difficoltà e la bellezza di saper fare ridere.

“Stiamo sdoganando l’idea che dramma e commedia possono essere alla stessa altezza, è facile che chi sa andare al ritmo della risata sappia tenere il non ritmo del dramma, è il contrario ad essere più difficile” dichiara la Signoris. “Il cambiamento deve essere culturale, tanto per la comicità, quanto e sopratutto per le donne” continuano.

Cinema o teatro? Per tutte e tre la scelta è difficile. Per la Signoris, dopo 30 anni di teatro adesso l’amore va tutto al cinema; per la Guzzanti teatro e campeggio sono la stessa cosa: “Mi fanno paura da tutta la vita”; la preferenza della Minaccioli va, invece, al teatro: “È una questione personale, la magia del teatro non ha eguali e dopo la pandemia, la riapertura è stata una esperienza ancora più forte, abbiamo bisogno di vivere le cose dal vivo. Diciamo che il teatro è mio marito, il cinema l’amante, mi piacerebbe anche invertire i ruoli. Ecco, vorrei la poligamia” afferma.

Le tre interpreti, infatti, sono accomunate da percorsi artistici similari che le hanno viste alternarsi tra cinema, teatro, cabaret e televisione. Da quest’ultima è partita ad esempio la carriera di Caterina Guzzanti, “sorella d’arte” di Corrado e Sabina Guzzanti, per poi raggiungere l’exploit collaborando con la Gialappa’s Band nella serie di programmi Mai dire… su Mediaset e qualche anno dopo con la serie satirica Boris (di cui sarà protagonista anche nell’imminente serie sequel) e più di recente nel programma di Prime Video LOL – chi ride è fuori.

Meno televisione, ma più cinema e teatro, invece, nella carriera di Paola Minaccioni, attrice comica che ha saputo dimostrare grande versatilità anche in ruoli più drammatici, molti dei quali esaltati dalla collaborazione con Ferzan Ozpetek, con il quale ha collaborato nei film Cuore sacro, Mine Vaganti, Magnifica presenza (ruolo che le fece vincere un Globo d’oro), Allacciate le cinture (grazie al quale ottiene il Nastro d’argento come migliore attrice non protagonista e la nomination al David di Donatello nella stessa categoria) e nella recente serie su Le Fate Ignoranti.

La carriera di Carla Signoris conta grandi film, come Giorni e nuvole di Silvio Soldini, Happy Family di Gabriele Salvatores, Lasciati andare di Francesco Amato, per cui ha vinto il Nastro d’argento (il secondo dopo quello per il corto Countdown) e, anche lei, Allacciate le cinture di Ferzan Özpetek (per il quale ha recentemente preso parte alla trasposizione tv de Le fate ignoranti). Negli ultimi tempi, invece, la vediamo nella serie Monterossi e Studio Battaglia. Come doppiatrice, è entrata inoltre nel cuore dei fan dell’animazione Pixar doppiando il personaggio di Dory in Alla ricerca di Nemo e nel successivo Alla ricerca di Dory.

Un red carpet diverso

È un red carpet diverso quello della sesta serata, grazie alla presenza di una umilissima Stefania Spampinato. Per la star di Grey’s Anatomy, infatti, arrivano a Taormina da tutta Italia i membri del fan club, con regali, lettere e una bandiera piena di dediche. Lei ferma il red carpet per chiacchierare con tutti, ringraziare e scattare foto. “C’ho un’ansia per stasera che non potete immaginare!” scherza, infine, andando via.

La serata di gala

Come di abitudine la musica apre il gala serale, con l’intervento musicale di Claudia Rizzo e Tom Sinatra. Ed è proprio Carla Signoris la prima protagonista della serata al Teatro Antico. L’attrice riceverà il Premio Manfredi in omaggio al suo talento ironico e versatile che l’ha portata a spaziare dal cinema al teatro alla letteratura passando per la serialità.

Anche quest’anno il Taormina Film Fest ospita la cerimonia del Premio Nino Manfredi, in collaborazione col Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, presieduto dalla presidente Laura Delli Colli. Il riconoscimento, nato nell’ambito dei Nastri d’Argento, dal 2014 si svolge a Taormina, dove l’attore fece la sua ultima apparizione nel 2003 prima del ritiro dalle scene, e dove nacque la moglie Erminia, tanto che Nino amava chiamare la città “TaoErminia”. Il premio valorizza “attori e attrici dal talento nello stile di Manfredi che fu grande nella comicità ma, soprattutto, capace come tutti i grandi artisti di giocare con la recitazione, come si dice, a tutto campo”.

Zita sempri

È, poi, il momento dell’arrivo sul palco della star internazionale, stavolta, però, un’italianissima. È la catanese Stefania Spampinato, conosciuta per essere la dottoressa Carina DeLuca delle serie Grey’s Anatomy e Station 19. Stefania si è trasferita negli States circa dieci anni fa, dopo aver studiato dapprima a Milano e poi a Londra, lì il suo talento l’ha portata al successo.

Spampinato presenta al Teatro Antico il suo esordio alla regia di un corto, Zita sempri. In anteprima mondiale,con protagoniste Gaia Nardozza, Nicole Adamo e Marilena Ciccazzo, Zita sempri è il racconto di una corrispondenza epistolare fra madre e figlia che esplora l’esperienza femminile attraverso diverse generazioni.

“Il passaggio dietro la macchina da presa è stato abbastanza organico, è successo dopo il film che ho girato in Italia con Alessandro Siani. Lì ho osservato tanto come funzionasse e ho capito che mi mancava proprio questo, volevo farlo; è stato un piccolo semino che poi è cresciuto. Ho le gambe che mi tremano, cresciuta da Siciliana per me il TaorminaFilmFest è qualcosa di mitico, qui qualche giorno fa c’è stato Francis Ford Coppola!” esclama la Spampinato emozionata.

Zita sempri e maritata mai mi diceva mia mamma sempre – continua – non perché non voleva mi sposassi, ma per farmi capire di non perdere mai la mia essenza di donna nella vita giornaliera, o nella famiglia, per nulla. Questo mi ha dato il coraggio per rincorrere i miei sogni quando avevo solo 18 anni e per cercare di essere, ogni giorno, la donna che voglio essere. È una lettera d’amore a mia mamma ma non solo, anche a tutta la mia bellissima terra”.

La notte di Franco Battiato

Ma questa, al TaorminaFilmFest 68, è la notte di Franco Battiato. Nella magia del Teatro antico, viene proiettato in anteprima mondiale Franco Battiato – La voce del padrone, una coproduzione RS Productions – Gruppo Rolling Stone Italia e ITSaRT, per la regia di Marco Spagnoli.

Il docufilm è un viaggio alla scoperta dell’album omonimo, il più importante di Franco Battiato. Spaccato sociale e culturale dell’Italia degli anni ‘80, La Voce del Padrone è uscito nell’autunno del 1981, ed è stato il primo LP italiano a superare un milione di copie vendute, ma è stato anche la “colonna sonora” dell’estate del 1982, quella dell’Italia “Mundial” già celebrata al Festival. Nanni Moretti, Alice, Carmen Consoli, Willem Dafoe, Eugenio Finardi, Morgan, Caterina Caselli, Eugenio Finardi, Alberto Radius, Filippo Destrieri sono tra i protagonisti del film diretto da Marco Spagnoli e raccontato da un testimone d’eccezione, Stefano Senardi, tra i volti più influenti dell’industria della musica italiana e grande amico del maestro siciliano.

“Non poteva che essere Taormina – precisa il regista – il luogo dove presentarlo, in un’estate che richiama alla memoria quella di quaranta anni fa, in cui ovunque si ascoltavano le canzoni dell’album: da Cuccurucuccu a Centro di Gravità permanente. E io ero proprio uno di quei ragazzini che le cantava a squarciagola. Per me quell’estate Battiato non era un musicista, ma il musicista. Questo film è nato quando Franco Battiato era ancora vivo ma, come spesso accade per tanti progetti, è stato rinviato di qualche anno. Sono grato a Pietro Peligra e Andrea Zoso che hanno voluto rendere omaggio al maestro attraverso un racconto intimo ed emozinante per fare luce sulla storia incredibile di un album che ha cambiato la vita di tutti noi”.

Quando si cavalca la tigre non te ne accorgi mai, lo capisci quando la tigre non c’è più” concludono Filippo Destrieri e Alberto Radius, sul palco per ricordare l’amico Franco.

E via alla proiezione.

Venerdì 1 luglio

15:00 – Palazzo dei Congressi
Cinema e Sicilia

Leonora Addio
con Donatella Palermo
in collaborazione con Sicilia Film Commission

16:30 – Casa del Cinema
Presentazione del libro: Càspeta – Il cinema di Angelo Musco a cura di Nino Genovese e Mario Patanè
A seguire: C’era una Volta Angelo Musco della CSC – Cineteca Nazionale

17:00 – Palazzo dei Congressi
Proiezione del film in Concorso The Drover’s Wife

17:00 – Casa Cuseni
Incontro Enit con Sandro Pappalardo, Maria Elena Rossi e Marco Borromei

18:00 – Casa Cuseni
Le Comedians
con Caterina Guzzanti, Carla Signoris e Paola Minaccioni

18:45 – Belvedere Piazza IX Aprile
Red Carpet

21:00 – Teatro Antico
Consegna “Premio Manfredi” in collaborazione con Nastri d’Argento, con ospiti musicali: Claudia Rizzo e Tom Sinatra

A seguire anteprima mondiale di Zita sempri con Stefania Spampinato e l’anteprima mondiale de La Voce del Padrone, con Marco Spagnoli

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