Inneggia all'inclusività sugli arancini ma i suoi testi sono scorretti. E il nome piace ai messinesi
“Non succederà mai, ma se succedesse la mia onesta reazione sarebbe molto fredda, perché comunque il Festival ti apre la porta, però arrivi all’italiano sul divano e io ho sempre paura di quell’italiano lì, l’italiano in mutande sul divano. Sarebbe sicuramente una cosa da ragionare bene e da fare a modo mio”.
Così Tony Pitoni scherzava prima della serata delle cover, che ha stravinto cantando con Ditonellapiaga. Un pezzo di tv e di musica fortissimo, la loro versione di The lady is a tramp, un classico jazz che ha fatto la storia.
L’eterno dilemma: arancino o arancina?
Un nome che piace ai messinesi che ritrovano il loro più tradizionale street food, un inno all’inclusività attraverso l’eterno dilemma tra arancino e arancina, il performer esibisce tutta la sua sicilianità. Siracusano, al secolo Ettore Ballarino, classe 1996, Tony Pitoni, abita e lavora ancora nella città isolana, dove firma e mette sui social i suoi pezzi dai testi e titoli scorretti e provocatori.
L’esclusione a X Factor
Nel 2020 si fa notare alle audizioni di X Factor con una versione molto personale di Hallelujah. Tre giudici gli dicono di no, ma Mika lo osserva con uno sguardo diverso: “Lui canta molto bene, come se si stesse nascondendo ma fosse un professionale che ha lavorato tanto”. L’esclusione non lo ferma ed esplode sui social.
La sua storia e la maschera
Ospite di Gianluca Gazzoli nel podcast “Passa dal BSMT” racconta la sua storia e la sua maschera: “Mi protegge dalle rotture. Non sopporterei mai l’idea di essere guardato al ristorante, ad esempio”. Pitony ha definito il suo lavoro come una festa: “La musica per me è una festa. Voglio creare un ambiente di famiglia. Io sono lo zio brillo che durante la cena canta la canzone sporca”.
