L'ex sindaco, con al fianco Mondello e Puccio, ha ripercorso le spese fatte o in attuazione con le risorse intercettate a livello nazionale ed europeo: le cifre
MESSINA – “In città non c’è mai stata questa visione“. Federico Basile ha concluso così la conferenza odierna in cui, insieme a Salvatore Mondello e Salvo Puccio, ha parlato delle attività portate avanti in questi anni, dal 2018 in poi, con fondi extra bilancio. Proprio le linee di finanziamento (e le scadenze) sono state al centro della mattinata. Basile le ha considerate un altro emblema di “buona amministrazione”.
Basile: “Dal 2018 la musica è cambiata”
Il sindaco uscente, oggi candidato in vista delle elezioni amministrative del 24 e del 25 maggio, ha esordito spiegando: “Abbiamo raccontato durante gli altri incontri una parte di servizi, investimenti e attività. Oggi parliamo di quanto fatto con i fondi extra bilancio. Dal 1994, da quando il sistema impone una contribuzione economica agli Stati membri da parte della Comunità europea, ci sono queste linee di finanziamento. Cosa vuol dire? Che tutti i Comuni italiani ricevono in base agli assi di intervento queste risorse da rendicontare. Il sistema c’era, c’è e ci sarà, è rodato, funziona e guarda già al futuro, cioè al quinquennio 2028-2033″.
Dal Pon Metro al Pnrr: le cifre
“Dal 2018 – ha continuato – qui è cambiata la musica dal punto di vista amministrativo”. L’ex sindaco ha poi letto le cifre: 160 milioni dai fondi Pon Metro 2014-2020, 54 dai Poc 2014-2020, 33 da Agenda urbana Po Fesr 2014-2020, 190 dai Pon Plus 2021-2027 e 540 dal Pnrr. A questi si aggiungono 335 milioni dal Masterplan FSC 2014-2021 (gestiti dalla Città metropolitana). In totale “1,312 miliardi circa messi a terra qui a Messina. Bisogna comprendere che la capacità di spesa del Comune di Messina rispetto a intercettazione, programmazione e rendimento delle risorse è in linea e in alcuni casi superiore alla media. I fondi Pon Metro erano fermi fino al 2018, oggi tranne 16 milioni su 160 sono stati spesi. E quelli sono transitati su altre linee. La buona amministrazione ha speso i fondi che bisognava spendere ed è riuscita a programmare risorse che si stavano perdendo in precedenza. Spostare questi fondi lo si fa ovunque, in ogni città e in ogni Paese. Tutto è in fase di attuazione oggi. Siamo anche riusciti a reperire altre forme di finanziamento per la Metromare. Questo perché siamo stati in linea con la rendicontazione del Pon Plus. La Metromare, di cui abbiamo parlato ieri (alla prima conferenza sul programma, ndr), è figlia della nostra capacità di spesa dei fondi comunitari”.

Basile: “Fondi Pnrr un’opportunità straordinaria”
E ancora: “L’elemento su cui oggi puntiamo l’attenzione sono i fondi Pnrr. Anche qui, chiariamo: sono opportunità straordinarie per sicurezza, reti idriche, scuole, infrastrutture. Ci sono lavori che già stanno dando risultati e ci sono anche programmi complessi come il famoso Pinqua che è stato ri-protetto sul Pnrr. L’attività amministrativa è un’attività dinamica. Questo argomento merita una discussione seria perché nessuno ha voluto mai investire su sicurezza, scuole o idrico, qualità dell’abitare e temi che rendono servizi alla città”.
Puccio: “Risorse assegnate al netto della politica”
Dopo di lui l’ex direttore generale Salvo Puccio: “Ci sono risorse che vengono assegnate al netto della posizione politica. La differenza la fa la capacità di spesa che l’ente ha su progetti coerenti sulla singola linea di finanziamento. La bravura sta in questo e nello spenderli, ma anche nel rendicontarli. Per questo abbiamo avuto una premialità sul Poc, che ci ha permesso di riprogrammare quei 16 milioni di cui si parlava prima“. Puccio ha sottolineato come la differenza sull’assegnazione delle somme l’abbia fatta la qualità dei progetti, citando, tra le altre, le risorse per l’acquisto dei mezzi Atm.
Torri Morandi e Città del Ragazzo
E ha parlato anche delle opere in attuazione, spiegando che ad esempio, per quanto riguarda le tempistiche, per “I-Hub e messa in sicurezza dei torrenti abbiamo tempo altri 5 anni”. Aggiungendo che su 190 milioni di Pon Plus “la città metropolitana prenderà 33 milioni in più per la premialità che ci sarà assegnata per la nostra capacità di spesa”. Ha citato anche, tra le opere, Torri Morandi e Città del ragazzo, spiegando che “lo Stato ha spostato le risorse su altre linee per dare maggior tempo di realizzazione. I fondi extra bilancio ci permettono di poter completare i progetti con diverse risorse“. Puccio si è anche concentrato sulle scadenze, spiegando che per il definanziamento “delle opere serve un decreto e fino a quando non c’è puoi rendicontare su altri piani. Non ci è mai successo”.
Mondello sul Pinqua: “Rimodulato da 10 a 4 anni”
La prossima scadenza in termini di rendicontazione è quella del Pnrr. Le altre linee hanno deadline più lontane, dal 31 dicembre 2027 in poi. L’ex vicesindaco Salvatore Mondello, intervenuto dopo Puccio, ha aggiunto: “Ho la sensazione che spesso chi dà i soldi non sappia come funzionano i progetti. Questa narrazione è una rappresentazione plastica delle difficoltà che si hanno nello spendere. Parlando di Pinqua, è un’anomalia nel mondo del Pnrr. Vorrei ricordare che nasce come progetto a sportello, non era scontato che avessimo il risultato né che Messina fosse la prima Città metropolitana in Italia in termini di programmazione e finanziamento. La programmazione era stata pensata per 10 anni e prevedeva la realizzazione o l’acquisto di 600 immobili. Siamo riusciti a rimodularlo per comprimere tutto in 4 anni (il bando nazionale è stato cambiato in corsa, con il cambio da 10 a 5 anni dei limiti temporali, dopo circa un anno e mezzo dall’avvio, ndr)”.
“La strategia di Messina un caso di studio in Italia”
E Mondello ha ricordato: “Ogni progetto ha asili, spazi per anziani, spazi sportivi, orti. Ci dimentichiamo che ci hanno chiamati a fare una lezione a Milano sul Pinqua proprio per la nostra proposta progettuale. La nostra strategia è diventata un caso di studio in Italia. Sono stato assessore agli sputi e agli insulti, ne ho sentite di tutti i colori. Ci dicevano che avremmo fatto i casermoni. Quando abbiamo presentato il progetto non c’erano altre strategie perché pensare a quel numero di acquisti era impossibile”. Basile ha poi dato appuntamento a martedì prossimo, per una conferenza in cui parlerà dell’area integrata dello Stretto. Sarà un altro tema centrale della campagna elettorale, oltre a quello legato alle risorse “messe in campo”.

Qualcuno potrebbe dire che “se la cantano e se la suonano”, altri che “ce le hanno suonate”, altri ancora che “non sentiva altra musica che la loro”. Qualche nota stonata però c’è…
Ha ragione! “Dal 2018 per Messina la musica è cambiata” La città in mano al SUPREMO, oltre ad essere stata usata e brutalizzata, da grande seminatore di odio, l’ha anche incattivita… e questo non si può perdonare!!!
Hanno perso una marea di fondi per inettitudine. Di quelli però non parlano.
Ricopio il commento precedentemente espresso in altro articoli, sperando giriate il quesito ai candidati sindaco:
“Signor sindaco, ascolti questa a proposito di burocrazia.
L’ufficio anagrafe pone una copertura in cartone sul display che distribuisce i biglietti con i numeri degli utenti da servire ben un’ora prima della chiusura degli uffici al pubblico.
Viene spiegato che la coda successiva all’ultimo numero emesso verrà smaltita sino alla chiusura seguendo l’ordine di arrivo, ordine che ovviamente va a farsi benedire senza numerazione.
Ed è il caos, l’arbitrio.
Questo per evitare di lavorare un solo minuto in più.
Una bella gestione europea, per non parlare poi della gentilezza con la quale i dipendenti difendono questa pratica a dir poco barbara.
Lei dove vive a Bruxelles?”