De Luca: "9 anni di calvario, dedico questo momento alla mia famiglia" VIDEO - Tempo Stretto

De Luca: “9 anni di calvario, dedico questo momento alla mia famiglia” VIDEO

Alessandra Serio

De Luca: “9 anni di calvario, dedico questo momento alla mia famiglia” VIDEO

mercoledì 11 Settembre 2019 - 13:59

Messina- Confermata l'assoluzione, le prime dichiarazioni del sindaco sono per la sua famiglia

Le prime parole del sindaco De Luca dopo la sentenza d’appello che conferma l’assoluzione di primo grado e gli consente quindi di proseguire il suo mandato sono per la sua famiglia “Hanno condiviso con me questi 9 anni di calvario, lo hanno pagato insieme a me”.

Subito dopo la lettura del verdetto, Cateno De Luca ha parlato ai giornalisti. Con grande pacatezza si è dichiarato soddisfatto di questo esito per il quale ha combattutto in questi anni. Ha chiesto scusa per i suoi veementi attacchi soprattutto alla Magistratura. E con la voce rotta dall’emozione e le lacrime agli occhi ha detto grazie alla sua famiglia.

«Sono soddisfatto di questo esito, onestamente ci speravo anche perché abbiamo sempre cercato di dimostrare la nostra estraneità ai fatti. Non sono mai fuggito dal processo, anche la mia presenza oggi qui era doverosa nei confronti della Magistratura che ha fatto il proprio lavoro al meglio.

Noi avevamo fatto il nostro ricorso incidentale perché avevamo chiesto su qualche capo di imputazione di entrare nel merito della questione. L’aspetto che mi amareggia resta la dichiarazione di inammissibilità su quella che era stata la nostra volontà di andare avanti fino in fondo con massima chiarezza.

Accetto questo verdetto, sono stati quasi nove anni di calvario giudiziario. Oggi si chiude questa storia. Voglio approfittare di questo momento per formulare le mie scuse per gli attacchi che ho rivolto alla Magistratura. Ci sono stati momenti in cui io trovandomi in una situazione umanamente non auguro a nessuno le mie reazioni ci sono state. Oggi che si chiude questa storia voglio scusarmi in modo particolare con il procuratore Barbaro che è stato oggetto dei miei attacchi.

Queste scuse sono formulate oggi nella consapevolezza che il percorso di una giustizia c’è, prima o poi arriva. Stare nove anni in un tritacarne non è una cosa che auguro a nessuno. Spero che la giustizia soprattutto sui tempi sia più celere perché essere sottoposto a ogni occasione ad accuse costanti, essere dichiarato di essere un impresentabile oggi dimostra un solo fatto: se dovevo ascoltare le sirene di chi mi etichettava come impresentabile sarei dovuto rimanere fermo. Non avrei dovuto fare più politica dal 27 giugno 2011, quando sono stato arrestato. Sono andati avanti consapevole della mia innocenza e oggi mi ritrovo sindaco della città di Messina paradossalmente per un incidente giudiziario che mi ha riguardato. Mi auguro che i profili giudiziari di ogni persona non vengano tirati in ballo nella dialettica politica. Gli scontri e le critiche ben vengano ma coprire la povertà di argomenti tirando in ballo gli aspetti giudiziari di una persona per colpire l’avversario significa non avere statura politica».

«Dedico questo risultato alla mia famiglia che ha pagato con me questi nove anni di calvario, ai miei genitori, a mio padre rimasto provato da questa vicenda».

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