Il leader di Sud chiama Nord: "Schifani non si dimetterà ma la legislatura non durerà cinque anni. Noi baricentrici, il ruolo di leadership conquistato sul campo"

di Carmelo Caspanello
PALERMO – Mentre Schifani incassa la doppia cocente sconfitta su salva-ineleggibili e Province e il massimo esponente del Parlamento siciliano, Galvagno, parla di mal di pancia non intercettati (di un cortocircuito non riconducibile a un solo gruppo di maggioranza ma a tutti), il leader di Sud chiama Nord, Cateno De Luca, fa le prove da leader dell’opposizione e della coalizione “che governerà la Sicilia”. Con lui “presidente”. Lo abbiamo intercettato a Roma.
De Luca, arriveranno o no queste dimissioni dopo il secondo Ko del Governo da parte del Presidente della Regione? Intanto lei si tiene pronto, dice che dopo le dimissioni “toccherà a me” e indica anche il nome di un primo assessore del Movimento 5 Stelle. Ma al di là delle sue dichiarazioni a caldo, cosa pensa accadrà davvero dopo il secondo Ko all’Ars di Schifani?
“Le dimissioni non arriveranno. Anche perché ancora è presto. Confermo però quello che ho detto e lo ribadisco: questa non sarà una legislatura che durerà cinque anni, quindi non si andrà alle urne a scadenza naturale. Noi dobbiamo stare pronti, con le lanterne accese e le cinture ai fianchi perché non solo c’è una scadenza che riguarderà la legislatura ma ci sono altri appuntamenti nel frattempo che vanno affrontati anche nella logica di coalizione. E poi le designazioni che nelle varie occasioni già cominciamo a individuare, come quella di Luigi Sunseri, quale prossimo assessore al Bilancio e la facciamo nell’ottica di lanciare un messaggio in ogni caso di condivisione, di distensione e per quello che deve anche essere invece una logica di individuazione del candidato alla presidenza della Regione alternativo a questo centro-destra, che abbia la capacità di fare sintesi, di essere il più possibile rappresentativo”.
Mercoledì è stata una giornata intensa all’Ars, iniziata con gli attacchi al governo da parte del Comitato di Liberazione, cioè Pd, Sud chiama Nord e Movimento 5 Stelle. Lei l’ha chiamato così. Questa è la prima prova generale, direi vera, del fronte di opposizione alla Regione. Ma ci dice come stanno realmente le cose con Pd e Movimento 5 Stelle?
“Il lavoro che è stato fatto con la legge di stabilità e il Bilancio sta proseguendo e lo schiaffo che abbiamo dato a questa maggioranza con la bocciatura del ddl sulle Province mercoledì ne è la conferma. Anche la prima conferenza stampa che abbiamo fatto insieme traccia una strategia mirata a far superare certe ostilità che sono fuori dal tempo e conferma magari il gusto di qualche ambiente di voler fare l’oppositore di professione. Si incide entrando nelle istituzioni e governando. Questo l’ho sempre ribadito, sono un uomo di governo e di conseguenza ho già detto chiaramente ad amici e colleghi di 5 Stelle e del Pd che non sono interessato a progetti suicidi ma a progetti che portano in modo compiuto a cambiare le cose, quindi a creare le condizioni per vincere. Devo dire che questa posizione ogni giorno che passa è sempre più condivisa. Ecco perché magari sono più frequenti le prese di posizione di qualche piccola ala estrema che tenta inutilmente di fermare un percorso che ormai si è tracciato e che per quelle che sono anche le tempistiche troverà compiuta progettualità nel giro di qualche anno. Ieri l’ho detto, non ci possiamo far trovare impreparati di fronte a un’elezione anticipata, perché così sarà, ma soprattutto non possiamo neanche arrivare a qualche mese prima dalle elezioni con un progetto raffazzonato che non sia stato già definito, ufficializzato anche dagli uomini e dalle donne che devono far parte della prossima Giunta”.
Alivello nazionale i rapporti tra Giuseppe Conte ed Elly Schlein sono un po’ tesi. Lei a Palermo si prepara a fare l’allenatore della coalizione (con Pd e M5S) e guarda il futuro da presidente, non lo ha mai negato.
“Molto simpaticamente ho detto ai colleghi di 5 Stelle e del Pd: se volete governare questa terra venite a me perché non c’è altra soluzione in quanto già tutte le formule che hanno adottato in passato purtroppo per loro e per questa terra si sono dimostrate non credibili. Che oggi Sud chiama Nord sia il baricentro di un’area alternativa al centrodestra, nessuno lo può mettere in discussione. E nemmeno che Sud Chiama Nord abbia conquistato sul campo il ruolo di leadership delle opposizioni. Ma ho già detto e ribadisco che sono pronto a mettere a confronto la mia candidatura con altre in una logica non di tritacarne e di segreterie bensì, in una logica di un’ampia condivisione. Che poi vogliamo chiamare primarie, non di coalizione o addirittura di popolo. Quindi quando si faranno le primarie in tempo utile, cioè tra un anno, per essere chiari, noi dobbiamo lanciare questo metodo e individuare già quella che deve essere la squadra che nel frattempo dovrà fare da controcanto a Schifani e a ogni singolo assessore.
Con le Province come finirà? L’unica via d’uscita è quella delle elezioni di secondo livello? Oppure si aspetterà la linea nazionale che arriverà a fine anno?
“Noi avevamo già manifestato le perplessità su questa fuga in avanti perché comunque la legge Delrio c’è e fu una riforma definita economico-sociale con valenza di carattere costituzionale, per cui anche questa fuga in avanti alll’Ars suscitava molte perplessità. E’ logico che arrivati a questo punto non ci sono più scelte. La Sicilia si allineerà a quella che sarà la scelta del governo Meloni, quindi a quella che dovrà essere la modifica della Del Rio e si procederà anche in Sicilia con l’elezione diretta degli organi politici delle ex province. Ne riparleremo nella Primavera del 2025”.

Dal punto di vista della programmazione strategica delle elezioni è un passo avanti a tutti.
Le speranze sono due, che Schifani e FI spariscano dalla Sicilia e che De Luca non mandi tutto a farsi benedire nei rapporti con gli alleati, come suo solito.
La politica siciliana ha fallito in tutte le sue componenti, sia di dx che di sx, nessuna forza politica o coalizione è stata in grado di far valere il nostro statuto speciale, ma hanno solo badato a lottizzare i posti di governo e sotto governo. Pertanto non vedo ne a dx e nemmeno a sx questa capacità di sintesi politica per lo sviluppo della nostra cara amata Sicilia.
“Venite a me…” e chi si crede, Gesù Cristo!?
Ma quanto è rozzo questo personaggio.
già è saltato il patto di gig robot d’acciaio e il patto della serenata, questo con pd e 5stelle che definirei il patto della poltiglia di vomito non durerà più di un mese. Troppe diversità, per dirne una mentre de luca è salito sul trattore per sostenere gli agricoltori, gli altri due schieramenti sostengono il fanatismo del green deal e vorrebbero la sparizione dei contadini in favore della carne sintetica e della farina di grilli
Ma chi si crede di essere? Lo zampognaro magico?
Siccome è stata sempre cosa vostra e lo sarà sempre neanche a votare andrò
Bèh,con questa foto più che “venite a me” direi che sia più appropriato “scappate da me” 😏🤣!!!!!