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Decreto Agosto: Reggio Calabria chiude, ufficialmente, i debiti con il passato.

Elisabetta Marcianò

Decreto Agosto: Reggio Calabria chiude, ufficialmente, i debiti con il passato.

venerdì 16 Ottobre 2020 - 08:42
Decreto Agosto: Reggio Calabria chiude, ufficialmente, i debiti con il passato.

Ottimo il lavoro di tutti gli organi coinvolti: MEF,  Ministero dell’Interno insinergia con Anci.

Tanto discusso quanto efficace il Decreto Agosto ha preso una forma ufficiale ieri, 15 ottobre 2020. La video conferenza Stato-Città, presieduta dal Ministro Luciana Lamorgese, si è svolta nel primo pomeriggio. Diversi i punti all’ordine del giorno. Il più importante, per la città di Reggio Calabria, ha confermato quello che era stato il riparto annunciato dal ministro Gualtieri nel mese di agosto. Alla città spetteranno circa 140 milioni di euro così distribuiti: circa 70 milioni entro il 2020, 35 per il 2021 e ulteriori 35 per il 2022. Il consenso è stato unanime, approvato sia da ANCI (associazione nazionale comuni italiani) che da UPI (unione province italiane), presente il vice-ministro Castelli.


Tutti concordano, questo è l’inizio, come aveva già annunciato l’Amministrazione Falcomatà nel mese di agosto, di un percorso che mette al centro i Comuni, soprattutto quei Comuni interessati da una situazione
di disagio economico e necessari non solo di un intervento dello Stato ma soprattutto di un accompagnamento per il risanamento
” le parole dell’assessore al bilancio, Irene Calabrò.

La seduta ha approvato anche un altro punto all’ordine del giorno, quello che riguarda il riparto di un fondo di circa 500 milioni, destinato a coprire i mancati introiti derivanti dall’emergenza Covid.
Reggio Calabria sarà destinataria di una somma che andrà a sopperire i mancati incassi sofferti nel corso dell’emergenza.
Sicuramente va sottolineato l’ottimo lavoro dei Ministeri coinvolti – MEF e Ministero dell’Interno – in sinergia con Anci, che finalmente, oltre a dare un concreto aiuto in termini di liquidità ai Comuni, iniziano a parlare di centralità degli Enti con una riforma che mette in piedi un impianto amministrativo, burocratico e normativo, soprattutto volto al risanamento degli enti, la cui unica alternativa fino a poco tempo era dichiarare il dissesto” prosegue la Calabrò.

Reggio Calabria è capofila di questa nuovo corso della Finanza locale. Un evento straordinario, nel nostro caso, a maggior ragione perché l’arrivo della liquidità a fondo perduto si presenta come un risultato quasi
storico e “chiude alcune vicende con il passato, chiude un debito ingiusto che gravava sulle casse del comune e che ha impedito di portare avanti una programmazione ordinaria serena” conclude la Calabrò.

Inizia ora la sfida più importante per la Città che può ricominciare a progettare, pianificare libera dall’incubo del dissesto.

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3 commenti

  1. Salvatore Giambò 16 Ottobre 2020 09:45

    Che caspita vuol dire “chiude un debito ingiusto”?
    Perchè quello che grava sulle altre città è “giusto”?
    Si tratta solo di un regalo arbitrario, pagato però con le tasse di tutti i cittadini! simile a quelli fatti a Reggio Calabria nei primi anni Novanta.
    Anche le logihe di Governo ormai rispondono a criteri di appartenenza a clan e gruppi….

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    1. Gianluca Lugarà 17 Ottobre 2020 12:49

      Forse parla della situazione debitoria generata a partire dagli anni 2000 con un amministrazione Scopelliti che tu più fumo che arrosto.

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  2. Paolo Scopelliti 16 Ottobre 2020 14:37

    Invece di fare dietrologia,sarebbe semmai opportuno volgere un ringraziamento alle istituzioni per questo ” regalo arbitrario”?”,grazie al quale si potrà trovare soluzione a piaghe ataviche,che non è il caso elencare ,che ci stanno dilaniando e che fanno della nostra città tutto meno che una “città metropolitana “! Finiamola una buona volta di lamentarci e di protestare gratuitamente in questi casi,anzi diamo una mano noi stessi all’amministrazione, con diligenza e senso civico. La protesta,semmai ,deve essere forte e decisa e globale,senza colore politico,qualora i propositi di risanamento e rilancio che la nostra città merita vengano (SIC!) meno.

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