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Il Tribunale di Palermo dispone lo scioglimento della Stu Tirone

Danila La Torre

Il Tribunale di Palermo dispone lo scioglimento della Stu Tirone

lunedì 29 Gennaio 2018 - 15:29

I giudici hanno accolto il ricorso presentato dell’impresa Pizzarotti. Adesso la richiesta di risarcimento avanzata dalla società potrebbe però avere fondamenta ancora più solide

Il Tribunale di Palermo, sezione specializzata in materia di impresa, ha disposto lo scioglimento de il Tirone spa. I giudici hanno infatti accolto il ricorso presentato dell’ impresa Pizzarotti & C spa , titolare del 36% del capitale della società.

La ricorrente ha intrapreso l’azione legale evidenziando tre aspetti: innanzitutto che sono insorti insanabili contrasti con gli altri soci, tali da rendere impossibile l'approvazione dei bilanci a partire dall'esercizio 2012; in secondo luogo che la società era sorta per svolgere l'attività di trasformazione urbanistica individuata nella delibera del consiglio comunale di Messina n. 73/C del 2001, recepita nello statuto e oggetto di apposita convenzione tra la società e il Comune, che però ha manifestato la volontà di abbandonare il progetto con conseguente impossibilità di raggiungimento dello scopo sociale; ed infine che in data 31.12.15 è scaduto il termine di durata della società.

Nel decreto firmato dal presidente del Collegio giudicante Caterina Ajello, viene accertato lo scioglimento della società, ma rigettata la richiesta di la nomina del liquidatore

Nel decreto emesso dal Tribunale di Palermo è inoltre contenuta una precisazione importante: “in tale sede, il tribunale non accerta in via definitiva l’intervenuto scioglimento, né le cause che lo avrebbero prodotto, tanto che ciascun interessato, purché legittimato all'azione, può promuovere un giudizio ordinario su dette questioni e, qualora resti provata l'insussistenza della causa di scioglimento, può ottenere la rimozione del decreto e del suoi effetti (una sentenza della Cassazione, ha ribadito che trattasi dì provvedimenti di volontaria giurisdizione che non assumono carattere decisorio, neanche quando sussista contrasto sulla causa di scioglimento e vi sia pronuncia sul punto)”.

Nel caso di specie – scrivono ancora i giudici – l'allegato e documentato decorso del termine di durata della società — fissato dall'atto costitutivo nel 31.12.15 – vale a integrare gli estremi della causa di scioglimento prevista dall'art. 2484 n. 1 c.c., rendendo superflua la verifica in ordine alle ulteriori cause di scioglimento prospettate. Né può ritenersi ostativa all’accertamento invocato, la delibera di proroga del termine adottata dall'assemblea straordinaria il 3.8.17 ai fini della cui validità ed efficacia occorre considerare per un verso che è intervenuta a oltre un anno e mezzo di distanza dal decorso del termine indicato nello statuto, e per altro verso che la stessa è stata adottata con il voto contrario dell'odierna ricorrente “.

Il decreto che dispone lo scioglimento della Stu, nata nel 2002 allo scopo di recuperare e riqualificare lo storico e centralissimo quartiere Tirone arriva a pochi giorni dalla richiesta di risarcimento milionaria (quasi 5 milioni di euro) avanzata dalla società, che ha denunciato “il palese inadempimento alle obbligazioni tutte assunte dall’amministrazione Accorinti, che ha arrecato gravissimi danni economici alla ….”.

L’assessore ai lavoratori pubblici Sergio De Cola, intervenendo sulla vicenda con un comunicato stampa, ha replicato che non c’è stata in questi anni “nessuna azione dilatoria o ostativa da parte dell’Amministrazione ma esclusivamente l’esercizio delle proprie prerogative di socio e un’azione propositiva riscontrabile in atti”.

Con il decreto di scioglimento della società, la richiesta di risarcimento potrebbe però avere fondamenta ancora più solide. Peraltro a decidere sarà sempre la Sezione Specializzata in materia di impresa del Tribunale di Palermo.

Danila La Torre

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Un commento

  1. NON VI PREOCCUPATE SE PERDE IL COMUNE SAPRA’ TROVARE I SOLDI, AUMENTERA’ LE TASSE. SOLUZIONE PERFETTA

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