Pippo Isgrò riparte da Maregrosso, dove tutto si è fermato - Tempostretto

Pippo Isgrò riparte da Maregrosso, dove tutto si è fermato

Francesca Stornante

Pippo Isgrò riparte da Maregrosso, dove tutto si è fermato

mercoledì 13 Marzo 2013 - 15:14

L'ex assessore e candidato a sindaco è tornato a Maregrosso per denunciare lo stato di abbandono e nulla di fatto che si è creato in questi mesi di commissariamento. Il recupero del waterfront era il suo cavallo di battaglia, sarà una delle priorità anche in questa campagna elettorale.

Nei quasi quattro anni alla guida dell’assessorato alle politiche del mare era stata la sua grande scommessa. Recuperare il Waterfront, dare il via ad una vasta operazione di bonifica della striscia che si affaccia sul mare a Maregrosso, uno dei peggiori simboli di degrado e abbandono tra abusivismo e sporcizia. Pippo Isgrò, oggi candidato a sindaco alle prossime amministrative, vuole ripartire proprio da lì. Per questo oggi è tornato in quella stessa via Adrano che nei mesi del suo lavoro a Palazzo Zanca è stata fulcro degli interventi di riqualificazione di Maregrosso. La campagna elettorale per la corsa alla poltrona di primo cittadino Pippo Isgrò vuole iniziarla esattamente dove aveva lasciato, dove aveva concentrato la maggior parte del suo lavoro da assessore della giunta Buzzanca.

Maregrosso è simbolo di degrado, ma allo stesso tempo di rinascita e di speranza. La speranza di vedere alla guida di questa città non il candidato con il profilo perfetto ma chi ha voglia di dimostrare passione, concretezza, voglia di fare, conoscenza del territorio e dei suoi bisogni”. Con queste parole Isgrò, ex assessore operaio, ha aperto la sua conferenza stampa all’aperto capitata in una giornata di vento e pioggia che piuttosto con intimorirlo lo esaltano ancor di più. “Sono la metafora della sfida che mi sono posto” commenta scherzando.

Pippo Isgrò è voluto tornare a Maregrosso soprattutto per denunciare che tutto si è fermato, che il lavoro fatto è stato perso, per lanciare un nuovo messaggio a chi in questo momento avrebbe la possibilità di non vanificare tutto. “Quando a settembre ho lasciato il mio incarico ho recapitato al commissario Croce un dettagliato report dei progetti in cantiere. Maregrosso era ovviamente quello prioritario. Da allora però Messina sembra essere caduto nell’oblio, mangiamo pane e dissesto ogni giorno e tutti si sono dimenticati di cosa stava nascendo qui” dice Isgrò. L’ex assessore ricorda che Messina aveva ottenuto un finanziamento regionale di circa 400mila euro per la riqualificazione di Maregrosso. “200mila li abbiamo spesi, gli altri erano già stati dirottati per nuovi progetti, poi non si fecero le gare d’appalto, il Comune approvò il bilancio solo a dicembre e la Regione si è ripresa i suoi soldi. Un’occasione persa, buttata via, come anche altri progetti già finanziati ma fermi nei cassetti. Basti pensare a quello per la messa in sicurezza della strada di accesso al villaggio di Acqualadroni franata o della strada e del costone in contrada Frischia a Gesso”. Per Isgrò tornare a Maregrosso e vedere di nuovo cumuli di rifiuti accatastati da chissà chi, sporcizia, vedere quei manufatti abusivi in attesa di essere demoliti ancora lì, è una fitta al cuore ma allo stesso tempo lo stimolo per ripartire.

Il messaggio finale lo rivolge invece al Commissario Croce e ai Dirigenti di Palazzo Zanca: “uscite dalle stanze, abbandonate per un momento le comode scrivanie e venite a vedere cosa accade fuori dal Palazzo”. Secondo Isgrò i messinesi hanno bisogno di questo. Lui si sente pronto a raccogliere e a fare sua questa necessità. (Francesca Stornante)

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6 commenti

  1. ci vuole coraggio a parlare!!

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  2. Una battuta: dalla foto allegata all’articolo si spera che il buon Isgrò non rimanga nella sua giusta battaglia solo con un cane…

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  3. Gentile Prof. Isgrò, quelle macerie che ha alle spalle, fanno da contraltare alle buche lasciate in via S. Raineri e Via D. Blasco, che io percorro ogni giorno per andare a lavoro!
    Dimenticavo, puri tutti l’autri stradi sunnu un colabrodu, ma tu e tutti chiddi comi a tia non vi vergognati mancu di macerie chi lassastu nta spiaggia.
    U cani nta fotu supra, ti sta accantu picchi pensa chi ci dugni un pezzi i pani!
    Si non ciu promittisti, mi si fa a foto cu tia!
    Ma Ahimé, non sapi chi pani non navi chiu pi nuddu, mancu chiddu duru!
    Comunque, domani quannu passu p’annari a faticari, ci dugnu un pezzo i pani io!
    Nimaleddu, s’aviva illuso comi a nui e c’eppi a ristari mali!Poveru cani e poveri nui!

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  4. la foto però è bella

    stile Cartier-Bresson

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  5. ART.21 COSTITUZIONE, manifestare liberamente il proprio pensiero ART.1 COSTITUZIONE, repubblica fondata sul lavoro e la sovranità appartiene al popolo. Faccio il contraltare ad Antonio G, con la seguente frase suggerita dalla foto: il prof.Pippo ISGRO’ è solo con il cane nel POPOLO DELLA LIBERTA’. Bisogna dargli atto, di essere stato fra i pochi ad operare concretamente, e l’unico, nella giunta BUZZANCA, a criticare aspramente i dirigenti e i responsabili di servizio di palazzo Zanca, sudò sette camicie, girando come una trottola, ufficio per ufficio, dipartimento per dipartimento, per realizzare quella parziale bonifica di Maregrosso. Da buon marinaio, ISGRO’, detto PIPPO, ha gettato la rete a Maregrosso, non pescherà il sindaco, ma potrebbere restare nella rete un assessore o un consigliere comunale o un menbro nel consiglio di amministrazione di qualche partecipata, chi lo conosce, sa come non sia un ingenuo.

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  6. orazio tringali 15 Marzo 2013 10:24

    Ma prima dov’era?

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