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Demetrio Quattrone martire reggino delle ‘ndrine: 30 anni fa il suo assassinio

mario meliado

Demetrio Quattrone martire reggino delle ‘ndrine: 30 anni fa il suo assassinio

martedì 28 Settembre 2021 - 20:00

Un duplice omicidio rimasto impunito, quello dell'ingegnere reggino che si schierò contro i "palazzinari" e dell'amico di sempre Nicola Soverino

REGGIO CALABRIA – Era il 28 settembre del 1991 quando vennero assassinati. Nel mirino delle ‘ndrine l’ingegner Demetrio Quattrone, “reo” d’essere un ispettore del lavoro che certo non si vergognava d’osteggiare la ‘ndrangheta.

Anzi, aveva svolto pure delicate perizie per le Procure di Reggio Calabria, di Palmi e di Locri. E la sua costante, indiscutibile tutela di chi lavora, nello svolgimento della propria attività professionale, potrebbe essere stata la “goccia che fa traboccare il vaso”.

Ma con la sua fu strappata anche la vita di un medico, Nicola Soverino, a sua volta “colpevole” d’essere al posto sbagliato nel momento sbagliato. E cioè, accanto a Demetrio, il suo amico di sempre.

Senza Demetrio. Senza verità. Senza Giustizia

A tre decenni di distanza, questo duplice delitto resta impunito, anche se non erano mancate le “piste” investigative.

Tra queste, la più importante era e rimane la sua nobile lotta contro i “palazzinari”.
Sdrucciolevole anche l’ipotesi di lavoro legata ai rapporti col cugino Franco Quattrone, il potente ex sottosegretario democristiano all’Interno, di cui peraltro era stato socio in un’azienda specializzata in consulenze.

Omaggio toponomastico

Nel 2019, con colpevolissimo ritardo, all’ingegner Quattrone venne intitolato uno spazio di primissima importanza nell’economia del tessuto urbano: il largo antistante al Tribunale di Reggio Calabria, a fianco del Castello aragonese.

Ma guardare alla vita di Demetrio Quattrone, come autorevolmente osservato dall’associazione antimafia Libera, «ci aiuta a comprendere il presente: la memoria del passato è base imprescindibile per progettare il futuro».

Dolente memoria

Il cartello che ricorda Demetrio Quattrone
al largo in zona Castello intitolatogli nel 2019

Ed eccoli, i fiori che per il 30esimo mesto anniversario del suo assassinio hanno portato proprio lì – al Castello, uno dei simboli di Reggio Calabria – i suoi figli Rosa (già esemplare attivista proprio di Libera), Nino e Maria Giovanna.

Peraltro, per fare memoria del padre Demetrio Quattrone con le parole loro, dei figli, «trent’anni sono un tempo sufficiente per dimenticare il ricordo della tua voce. Trent’anni sono un tempo insufficiente per dimenticare il ricordo del tuo amore verso noi e mamma».

D’altronde, trent’anni sono anche «il tempo dell’immaginazione, in cui il ricordo si proietta in una vita familiare purtroppo non vissuta».
Un tempo dannatamente «imperfetto», anche per tre splendidi non-più-ragazzi «orgogliosi di essere tuoi figli».

Libertà, o niente

«All’infuori della libertà non si ha niente». Nella vita di tutti i giorni, quando si va a votare, quando si ha davanti qualcuno che ti chiede il “pizzo”, queste parole di Demetrio Quattrone sarebbe bene tenerle bene in mente.

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