Il Pd: "La Provincia rischia di sforare il Patto di stabilità"

Il Pd: “La Provincia rischia di sforare il Patto di stabilità”

Rosaria Brancato

Il Pd: “La Provincia rischia di sforare il Patto di stabilità”

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mercoledì 16 Gennaio 2013 - 11:21

Palazzo dei Leoni rischia di sforare il Patto di stabilità, con conseguenze gravissime per l'occupazione, lo sviluppo e il territorio. A denunciarlo è il capogruppo del Pd alla Provincia Pippo Rao, che domani terrà una conferenza stampa.

Anche Palazzo dei Leoni rischia di sforare il patto di stabilità. A denunciarlo, come ormai da tempo, è il capogruppo del Pd alla Provincia Pippo Rao, che domani, carte alla mano, terrà una conferenza stampa per chiarire i dettagli della vicenda.

“L’amministrazione Ricevuto quasi certamente non rispetterà il patto di stabilità – scrive Rao in una nota- Quello che il PD andava denunciando da anni, si sta purtroppo manifestando. L’amministrazione provinciale, ignorando da sempre le sollecitazioni e gli inviti dell’opposizione a mettere in essere una politica di gestione finanziaria dell’Ente, ispirata a serie condotte di economicità ed efficienza sta completando il proprio mandato nel peggiore dei modi!”

Si preannuncia aria di burrasca e non è escluso che l’opposizione, a questo punto ed alla luce anche delle richieste della Corte dei Conti, non chieda “la testa” del Presidente Ricevuto.

La scorsa settimana, nell’ultimo giorno utile dato dalla Corte dei Conti per evitare l’avvio della procedura di dissesto il Consiglio provinciale ha votato le misure correttive richieste, ma lo ha fatto a prescindere dalla giunta, che nel frattempo non aveva fatto nulla per porre rimedio. A sottolineare le responsabilità della giunta sia in questa vicenda che nelle fasi che hanno comportato l’intervento della magistratura contabile è stato un ordine del giorno votato in Aula da 11 consiglieri favorevoli, 3 contrari e 4 astenuti. Primi firmatari di quell’ordine del giorno sono stati Pippo Rao, Pd, e Franco Andaloro, Prc ricordando come: “Da anni chiediamo che l’Ente metta in atto misure adeguate per una gestione economica-finanziaria corretta ed improntata ai criteri di buona amministrazione. Ma non siamo stati ascoltati. Sulla delibera relativa alle misure correttive si è registrata l’assoluta ignavia dell’Amministrazione che non ha accompagnato né sostenuto il Consiglio nell’adempiere a quanto richiesto dalla Corte dei Conti”.

Il Consiglio Provinciale ha quindi votato le misure richieste dalla magistratura contabile stigmatizzando il comportamento dell’amministrazione che non si è confrontata, neanche su questa vicenda con l’Aula. A ciò occorre aggiungere che nel frattempo la Cassa depositi e mutui ha respinto 16 su 17 richieste d’accensione da parte della Provincia, comportando la mancata erogazione di 8 milioni e mezzo di euro sugli 11 richiesti e destinati alle opere pubbliche del territorio. Una situazione al limite dell’esplosivo al punto che, come denuncia oggi Pippo Rao “E’ ormai quasi certo che Palazzo dei Leoni rischia di sforare il patto di stabilità”. Le conseguenze non saranno affatto indolori per l’Ente e per il territorio, come lo stesso capogruppo del Pd ricorda, elencando il quadro sanzionatorio che scatta automaticamente in caso di violazione:

1) Taglio del fondo sperimentale di riequilibrio o del fondo perequativo pari alla differenza tra il risultato registrato e l’obiettivo programmatico e comunque per un importo non superiore al 5 % delle entrate correnti registrate nell’ultimo consuntivo.

2) Gli enti che hanno sforato il Patto sono assoggettati al limite alle spese correnti, che non potranno superare il valore minimo dei corrispondenti impegni assunti nell’ultimo triennio.

3) Il divieto di assunzioni abbraccia il personale di ruolo e a tempo determinato, i co.co.co. e i contratti di somministrazione di lavoro temporaneo. Sono inoltre vietati i contratti di servizio con soggetti privati che si configurino come elusivi del blocco.

4) Divieto di ricorrere a mutui e prestiti per il finanziamento degli investimenti.

5) Taglio del 30%, rispetto al valore risultante alla data del 30 giugno 2010, delle indennità di funzione di sindaci (o presidenti di provincia) e assessori e dei gettoni di presenza dei consiglieri comunali (o provinciali).

L’ultimo punto, quello del taglio di indennità e del gettone di presenza è l’unico senza alcun interesse per i messinesi (tutt’altro), ma gli altri 4 sono note dolenti perché si ripercuotono sullo sviluppo del territorio, sulla capacità di creare occupazione e fare economia. Sforare il patto di stabilità di fatto “blocca la crescita” e le responsabilità politiche sono serie. Domani in conferenza stampa il Pd sparerà a zero sui conti e sulle responsabilità. La campagna elettorale, anche quella per le amministrative, è già iniziata.

Rosaria Brancato

8 commenti

  1. Ma non è vero!!!
    Adesso il buon Ricevuto farà altri due/tre assessori che si occuperanno di dimostrare che la provincia regionale di Messina non può andare in dissesto…

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  2. unica nota positiva sarebbe il taglio delle indennita’.

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  3. CARISSIMO RAO MA DI CHE COSA PARLI I TUOI COMPARI DELL.UDC.CHE STANNO IN MAGGIORANZA ALLA PROVINCIA E ALLA REGIONE CON CROCETTA VOI SIETE BUONI X TUTTE LE STAGIONI E FRA POCO GOVERNERETE IL COMUNE DI MESSINA E POI IL TUO CAPO TI DATO ORDINE DI PARLARE CIOE LA FAMIGLIA GENOVESE RINALDI DAI NON PARLARE PIU SE NO SALTA TUTTO E UDC RIFARA LA MAGGIORANZA CON IL PDL.PERCHE FINIRA COSI CREDIMI E LA FAMIGLIA D.ALIA POLITICAMENTE SI PRENDERA TUTTO OLTRE LA PROVINCIA ANCHE IL COMUNE E VOI CARO RAO RESTERETE FUORI ZITTO ZITTO

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  4. Domenica all’albo pretorio sono state affisse delle determine del gabinetto del presidente datate 2011 e anche alcune del 2012. Rosaria, perchè la pubblicazione avviene dopo quasi due anni? E’ l’effetto della segnalazione del consigliere Lombardo?

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  5. Ricevuto è un recordman: è riuscito a far andare oltre il fondo l’intera amministrazione provinciale. Il suo nome e quello dei componenti la giunta e consiglieri sarà legato al dissesto dell’ente. Il patto di stabilità è un termine sconosciuto, tant’è che in tutti questi anni, la provincia è stata amministrata in maniera scellerata. Le spese del presidente, le sagre, i contributi a pioggia, il jazz festival, la “cultura”, e tutte quelle manifestazioni sono state la priorità su tutto, persino sui debiti fuori bilancio che adesso si sono moltiplicati.
    E’ vero che l’opposizione ha più volte fatto presente i problemi, ma è anche vero che se ricevuto non risponde e non capisce, esistono mezzi coercitivi che si chiamano corte dei conti, carabinieri, guardia di finanza, ecc. Non agendo, l’opposizione che oggi lo attacca, si è resa complice di tutte le “nefandezze contabili” compiute.
    Se alla provincia verrà dichiarato il dissesto, consiglieri, assessori e revisori non potranno per i prossimi dieci anni ricoprire incarichi nella pubblica amministrazione. Non ho nominato ricevuto perchè difficilmente troverà qualche “anima pia” che gli darà il voto.

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  6. Forse perchè i contribuenti non dovevano conoscere i nominativi dei beneficiari delle “prebende”, sempre “elargite” con i soldi dei contribuenti. Su un noto settimanale messinese è uscito un bell’articolo in cui il capogabinetto Carbonaro ha ringraziato il consigliere Lombardo per aver “attenzionato” il problema della mancata pubblicazione, “scaricata” naturalmente su altri uffici. Peccato che questo sia avvenuto solo dopo la furibonda lite del capogabinetto con Lombardo, e dopo la denuncia di quest’ultimo all’autorità giudiziaria. E peccato che dal punto di vista amministrativo ci sia qualche carenza, perchè per molte forniture su quelle “prebende” il capogabinetto sarebbe stato obbligato a stipulare i contratti con le singole ditte. che tipo di reato amministrativo si configura? c’è l’abuso? il danno erariale? E tutto questo acquista più rilevanza se si considera che il capogabinetto è anche il comandante della polizia provinciale.
    Cosa succede all’amministrazione provinciale di Messina? Chi regge le fila? Sopratutto, chi comanda?

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  7. Leggendo l’elenco delle determinazioni, desidererei fare una domanda a Rao: “L’agenda del 2011 l’ha avuta”? Era al corrente di questa determinazione dirigenziale n.63 del 14 dicembre 2011, pubblicata il 13 gennaio 2013?

    http://www.provincia.messina.it/repository/albo-pretorio/allegati/2013/Docs5194/D.D.%20N.%2063%20N.%2079.pdf

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  8. Sono regolari certe determinazioni che regalano agende ai consiglieri, con questi costi? Perchè i consiglieri non le mandano alla corte dei conti? E’ ora di finirla con questi sperperi di denaro dei contribuenti.

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