Nel 2019 il sequestro dell'impianto per malfunzionamento. Il verdetto per sindaco e dirigente comunale
Messina – Pietra tombale sulla vicenda giudiziaria legata al presunto malfunzionamento del depuratore di Sant’Alessio, sequestrato nel 2019 dalla Capitaneria di Porto. Il Tribunale (presidente Sciglio) ha assolto l’allora sindaco Giovanni Foti, oggi vice sindaco, e il Responsabile unico del procedimento per il Comune, Gaetano Faranna, difesi dagli avvocati Pietro Fusca e Massimo Brigandì. Le accuse erano di rifiuto d’atti d’ufficio e getti pericolosi.
La sentenza sul depuratore di Sant’Alessio
L’Accusa nata dai controlli della Capitaneria quell’anno, insomma, non hanno retto al vaglio del primo grado. Anche il Pubblico ministero, alla fine del dibattimento, ha sollecitato un verdetto di non colpevolezza, alla luce delle prove portate dai legali degli imputati che scagionavano dirigente comunale e sindaco. In attesa delle motivazioni, il dispositivo sembra riconoscere che i due non ebbero alcun ruolo.
Perché sono stati scagionati sindaco e dirigente comunale
Un mese dopo i sigilli, scattati a seguito dei controlli dell’Arpa, il Tribunale del Riesame ha ordinato il dissequestro e la restituzione al custode dell’impianto. Nell’indagine era stata coinvolta anche la ditta assegnataria della manutenzione e dei lavori al depuratore con l’accusa di non averli mai eseguiti. La titolare è nel frattempo deceduta.
