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Didattica in presenza, i Sindacati chiedono un passo indietro

Simone Milioti

Didattica in presenza, i Sindacati chiedono un passo indietro

martedì 02 Marzo 2021 - 15:12
Didattica in presenza, i Sindacati chiedono un passo indietro

“Sì alla didattica in presenza, ma solo quando le condizioni saranno tali da garantire la sicurezza”, il messaggio dei Sindacati della scuola al Presidente della Regione

“Musumeci riconsideri l’aumento della didattica in presenza al 75% nelle scuole secondarie di secondo grado. È evidente a tutti che non ci sono le condizioni per procedere in questa direzione”. Lo dicono Adriano Rizza, segretario della Flc Cgil Sicilia, e Claudio Parasporo, segretario della Uil Scuola Sicilia. I due rappresentanti sindacali hanno diramato congiuntamente le seguenti dichiarazioni, la speranza è che il Presidente Musumeci possa posticipare l’entrata in vigore della sua ordinanza, datata 24 febbraio 2021, e che prevedeva il ritorno in aula da lunedì 1 marzo.

“Non sarebbe da escludere invece aggiungono un incremento della didattica a distanza o della didattica digitale integrata anche negli altri ordini di scuola. Evitando così di esporre al rischio di contagio da covid il personale e gli studenti”.

Gli ultimi dati dell’emergenza Covid e i ritardi nelle vaccinazioni, non agevolano il ritorno alla didattica in presenza

“Basta prendere atto – argomentano Rizza e Parasporo – degli ultimi dati diffusi dal Ministero della salute. Aumento dell’indice di positività al 7,7% (dato in assoluto più alto nelle ultime settimane); più ricoverati in terapia intensiva, +58 casi, per un totale di 2.289; maggior numero di ricoverati con sintomi, +474”.

“Per non parlare – continuano citando le difficoltà della ripresa della didattica in presenza – del perdurare dei problemi legati alla vaccinazione dei soggetti fragili. Al sistema dei trasporti nella nostra regione e alle famose mascherine Ffp2 che, lo ribadiamo ancora con forza e vigore. Sono indispensabili per il personale delle scuole dell’infanzia e per tutti i docenti di sostegno di ogni ordine e grado”.

La richiesta è di attendere gli effetti della campagna vaccinale e approfondire se la variante inglese colpisce maggiormente gli studenti

“Inoltre bisogna considerare che, secondo le ultime evidenze scientifiche – spiegano Rizza e Parasporo – proprio gli studenti delle superiori sono i più colpiti dalla variante inglese. Inoltre la campagna di vaccinazione del personale scolastico produrrà effetti solo fra alcune settimane. Lo stesso ministro Speranza, nelle ultime ore, ha invitato alla prudenza in vista del picco di questa ulteriore ondata previsto per la fine di marzo”.

“Modificare in questa fase l’assetto organizzativo e didattico nelle scuole siciliane è per noi un elemento di forte criticità e non produrrà nessun effetto positivo. Invitiamo, pertanto, il governo regionale siciliano a riconsiderare la scelta effettuata con la nota del 24 febbraio, di riprendere al 75% la didattica in presenza, nell’interesse di tutto il personale scolastico, degli studenti e delle rispettive famiglie”.

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