La deputata di Fratelli d'Italia interroga il ministro Bianchi
“Logica questa sconosciuta. Pare esserne privo il ministero dell’Istruzione. Succede infatti che con l’articolo 1, comma 770, della legge 30/12/2021, relativa al riconoscimento di una indennità di disagio per i docenti che prestano servizio nelle piccole isole, nel decreto di attuazione della stessa legge emergono delle disequità che hanno l’effetto di vanificare la ratio della norma primaria, che è quella di incentivare i docenti ad accettare incarichi di insegnamento in sedi particolarmente disagiate per il tramite del ristoro patrimoniale dei maggiori oneri connessi”.
Lo dice Ella Bucalo, deputata di Fratelli d’Italia e responsabile del Dipartimento Scuola, che ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro Patrizio Bianchi.
“La criticità maggiore – dice – è che il Ministero dell’istruzione ha riqualificato l’indennità di disagio come emolumento alla stregua di compenso accessorio, con la conseguenza che aumenterà il reddito imponibile ai fini dell’Irpef, vanificando così la sua finalità di ristoro patrimoniale. In pratica, lo Stato con una mano dà l’indennità e con l’altra se la riprende. Di più, c’è anche l’assurdità di uno stanziamento che viene ripartito agli istituti scolastici delle piccole isole – perché questi distribuiscano l’indennità di disagio ai loro docenti – in base al numero degli alunni che risultano iscritti nell’anno scolastico 2021-22. Ma logica vorrebbe che tale indennità fosse proporzionata, oltre che all’impegno scolastico, anche a quello di raggiungere un più distante luogo d’insegnamento ed ai relativi, maggiorati, costi”.
