Risanamento. «Non si deve trattare il problema casa come emergenza» - Tempo Stretto

Risanamento. «Non si deve trattare il problema casa come emergenza»

Pippo Trimarchi

Risanamento. «Non si deve trattare il problema casa come emergenza»

domenica 30 Dicembre 2018 - 07:01
IL DOCUMENTO
Risanamento. «Non si deve trattare il problema casa come emergenza»

Il Circolo P. Impastato di Rifondazione Comunista Messina traccia un bilancio politico dell'attività amministrativa della Giunta De Luca sul tema baracche nei primi sei mesi del suo mandato

Il Circolo Peppino Impastato di Rifondazione Comunista Messina interviene sul tema del risanamento e più in generale sul diritto alla casa. Lo fa con un lungo ed articolato documento a firma del segretario Antonio Currò, che boccia l’azione del sindaco Cateno De Luca, accusato di essere in «perenne propaganda» e lancia alcune proposte per risolvere quello che Rifondazione Comunista considera un problema strutturale e non una emergenza da risolvere con poteri speciali , come richiesto dal primo cittadino.

Vediamo i passaggi più significativi del documenti ( IN DOWNLOAD LA VERSIONE INTEGRALE)

QUESTIONE BARACCHE

« Lo abbiamo detto tre mesi fa in piena euforia sbaraccamento e lo ripetiamo oggi senza tema di smentita: sebbene il sindaco abbia sollevato con decisione la questione risanamento, mettendola inizialmente al centro della sua agenda politica, lo ha fatto però con non pochi errori di valutazione.

Siamo a ridosso del 31 dicembre, data fatidica nell’ordinanza sindacale n°163 di agosto con cui si predisponeva l’abbattimento di tutte le baracche a Messina successivamente ai 2 step fondamentali: relazioni dei nuclei interessati entro il 31 agosto e sgombero dei baraccati entro il 31 ottobre. Non ci limitiamo al semplice commento espresso dall’intera città sul fiasco di questa azione, ma ci preme capire le ragioni di questo fallimento. Il Sindaco ha messo il carro davanti ai buoi, con la predisposizione di un’ordinanza che non poteva concretizzarsi sul piano operativo senza le risorse a sei zeri che servono per abbattere e spostare migliaia famiglie in alloggi idonei»

Currò ricorda anche la richiesta dello “stato di emergenza” ed il diniego da parte del Consiglio dei Ministri «per una motivazione del tutto prevedibile quanto logica sul piano normativo: lo stato di emergenza, ai sensi della normativa vigente, può essere dichiarato al verificarsi o nell’imminenza di calamità naturali: Art 5 della Legge n. 225 del 24 febbraio 1992 e s.m.i..». Rammenta anche le parole di Angelo Borrelli, capo della Protezione civile nazionale, che scrisse testualmente : «la situazione messinese risulta essere la conseguenza di una condizione preesistente da anni e divenuta cronica anche (noi diremmo soprattutto) a seguito della mancanza di interventi” […] peraltro situazioni simili, comunemente diffuse in molte realtà delle periferie italiane, non possono essere oggetto di un intervento del Sistema nazionale di protezione civile»

Secondo il segretario del Circolo P. Impastato è impossibile dargli torto: «l’Emergenza è un evento inaspettato, inatteso, imprevisto, impensato, le cause sono non prevedibili con certezza e producono situazioni straordinarie le quali devono essere affrontate con mezzi e strumenti eccezionali… Le baracche a Messina (sono passati 110 anni dal terremoto) come il vasto disagio abitativo, sono un problema strutturale, perché strutturale è il vuoto di risorse e di azioni politiche sul tema casa».

LE PROPOSTE

«Innanzitutto diciamo che dobbiamo finirla di trattare il problema casa come emergenza. Emergenza non è! In città, secondo i dati dell’Unione Inquilini Messina, vi è un fabbisogno di alloggi sociali stimati per circa 5.000/6.000 nuclei familiari messinesi, mettendo assieme i vari casi di precarietà abitativa presenti sul nostro territorio.

Ci pare il caso di attenzionare le risorse degli ex fondi Gescal prelevati dai lavoratori negli anni per realizzare alloggi di edilizia residenziale pubblica. Per la Regione Sicilia sul conto corrente infruttifero 20128/1208 CDP. ED.SOVV.FONDO GLOBALE REG sino a circa 4-5 anni fa, c’era un tesoretto che ammontava a circa 271.000.000 di euro. Siamo arrivati al 31.03.2017 e l’Assessorato Regionale edilizia varia servizio 5, accerta una giacenza di 119.000.000 di euro. Intanto ci chiediamo che fine abbia fatto questa mole di denaro spesa in alcuni anni (circa 150 milioni di euro). La delibera 327 della Giunta Regionale dell’08.08.2017 accerta che, al netto delle somme impegnate al 04.07.2017 per progetti, accantonamenti di legge ecc, si può programmare un piano di utilizzazione di risorse, ovviamente per progetti di Edilizia popolare sovvenzionata, per una somma complessiva di 19.000.000 di Euro: 7.100.000 (linea a) 11.900.000 per la linea b.

Per lo IACP Messina, comprese le risorse per Zafferia, è stato ripartito il 17,99% della linea b ovvero 2.140.810,00 euro!

Chiediamo al Sindaco di lavorare per trasferire le risorse rimanenti nell’Agenzia Risanamento al fine di:

1. Contribuire economicamente alla costruzione di nuovi alloggi;

2. acquistarli sul mercato;

3. ristrutturare con interventi straordinari o ordinari quelli esistenti;

4. compiere opere di urbanizzazione a loro connesse;

Parallelamente rilanciamo una commissione d’indagine conoscitiva del Parlamento Siciliano che abbia il compito di verificare come sono stati spesi i fondi Gescal. L’Amministrazione si faccia promotrice.

In questi anni non è stato speso il becco di un quattrino per Messina. Stessa identica cosa per le risorse della legge 10/90: 500 miliardi delle vecchie lire. Parrebbe rimangano 65mln di euro.

Inoltre pensiamo al patrimonio pubblico in disuso, centinaia di immobili pubblici e privati insistono sul nostro territorio in preda all’incuria e all’abbandono. Perché non avviare politiche di recupero di questi immobili al fine di aumentare l’offerta di alloggi sociali.

La strada secondo noi più giusta è affrontare il problema a 360 gradi. Con le grandi aziende come Poste Italiane, FSI, Enel, Anas o Ipab, Asp, ecc si possono fare protocolli d’intesa per recuperare le proprie strutture abbandonate e utilizzarle per fronteggiare la precarietà abitativa e restituire il vero decoro alla città».

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0 commenti

  1. finalmente delle proposte serie e di buon senso!

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  2. Sarebbe interessante sapere se gli alloggi che sono stati acquistati sono agibili, abitabili ed adeguati alle norme di sicurezza oggi previste. Non saranno mica alloggi vecchi con impianti non a norma?

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