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Il flop delle Province e l’inizio della fine della rivoluzione annunciata di Crocetta

Rosaria Brancato

Il flop delle Province e l’inizio della fine della rivoluzione annunciata di Crocetta

giovedì 09 Aprile 2015 - 22:05
Il flop delle Province e l’inizio della fine della rivoluzione annunciata di Crocetta

La bocciatura della riforma delle Province è stato "il primo colpo di cannone", l'avviso dell'apertura delle ostilità. Il prossimo passo della guerra sarà sulla Finanziaria con un Crocetta sempre più solo e i suoi alleati al lavoro per la successione "se vogliono eliminarmi dovranno usare il bazooka" dichiara. Più probabile che useranno altre armi,in Aula, come il voto segreto...

E’ iniziato il conto alla rovescia,sarà uno stillicidio con un governatore messo all’angolo e sempre più solo, una maggioranza che è già al lavoro per il successore ed un’opposizione sempre più agguerrita che incalza con richieste di dimissioni che non arriveranno mai. La discesa di Crocetta è iniziata ma quel che è peggio è che nonostante la Sicilia sia in ginocchio,sull’orlo del default,nonostante la rivoluzione annunciata si sia rivelata un fallimento, nessuno dei 90 ha intenzione di mandare a casa il governo. Il governatore lo sa bene ed infatti ha dichiarato “ Per eliminarmi devono usare il bazooka. Sono stato eletto dal popolo deve sfiduciarmi il popolo”.

Ma la bocciatura della riforma più annunciata del secolo,è come il primo sparo di cannone, l’annuncio di una guerra per la “successione” ormai aperta e chiara e come con i fuochi d’artificio è stato solo il primo di una serie di colpi ad effetto, gran parte dei quali verranno dalla stessa casa di Crocetta, il Pd.

La tabella di marcia di questa guerra vedrà dalla prossima settimana l’arrivo della Finanziaria “commissariata” dal governo Renzi attraverso l’assessore Baccei e saranno lacrime e sangue in Aula. Mentre a Roma il Pd tesse la tela del dopo-Crocetta a Palermo il segretario regionale Raciti affida ai soliti e inutili “vertici di maggioranza” la soluzione della crisi ben sapendo che si tratta solo di tattica per ritardare gli strappi e le imboscate. Il Crocetta ter sta facendo la stessa fine degli altri, ed oltre 30 assessori in due anni non sono riusciti a fare quella rivoluzione che i siciliani avevano affidato all’ex sindaco di Gela.

La riforma delle Province,così come quella della Formazione, è stata una delle bandiere di Crocetta,il vessillo della lotta agli sprechi e vederla insabbiata,complice anche il voto segreto,al presidente non è andato proprio giù al punto che dopo l’amaro boccone ha trovato il movente del misfatto: “è stata bocciata perché i deputati non volevano la norma che riguarda i tagli per gli enti locali,soprattutto al trattamento economico di sindaci e assessori. Tanti non vogliono l'allineamento ai parametri nazionali, forse perché prossimamente ci sono elezioni amministrative".

Insomma secondo Crocetta la riforma sarebbe stata cassata in blocco a causa dell’emendamento che riguardava i tagli al numero di sindaci,ma dimentica che la stessa riforma prevedeva il ripristino delle indennità per le giunta dei Liberi Consorzi e delle Città Metropolitane. Il movente quindi non regge. Ma Crocetta non si scoraggia e annuncia che inserirà l’emendamento sui tagli agli Enti locali nella Finanziaria, probabilmente, riteniamo, insieme a quell’articolo, sempre da lui voluto e chiamato dall’opposizione salvastipendi degli amici e che prevede l’abolizione del tetto dei 50 mila euro annui per i componenti dei Cda delle partecipate (che, val la pena ricordarlo, non sono eletti dai cittadini ma nominati da chi governa).

“ Il tema semmai e' un altro: se non stabiliamo la governance, possiamo andare avanti con i commissari cancellando la democrazia?- ha detto il governatore- Chi si oppone alla riforma condanna le Province al commissariamento e mette a rischio i servizi e il lavoro dei dipendenti. E questo perché una parte del Parlamento non vuole affrontare la riforma. Faccio un appello: con le riforme non si scherza".

In realtà non è certo responsabilità dell’Ars se le ex Province sono commissariate dal 2013,dall’annuncio su Rai 3 della riforma epocale. In Aula il disegno di legge è approdato soltanto due giorni fa e nel frattempo è stato Crocetta,insieme ai suoi alleati a scegliere chi mettere nelle poltrone di commissario e a rinnovare la nomina di proroga in proroga ormai quasi sine die. Chi ha cancellato l’elezione diretta, mettendo alla guida delle ex province commissari che da due anni gestiscono senza alcuna opposizione è stato Crocetta, insieme al Pd e all’Udc. E i commissari sono stati prorogati, grazie a 37 sì,1 contrario e 25 astenuti,fino al 31 luglio 2015. In sostanza i commissari stanno “governando” e gestendo soldi persino più di uno dei governi Cuffaro….e più del governo Letta. Le opposizioni hanno chiarito d’aver dato il via libera alla proroga dei commissari per senso di responsabilità, per evitare di lasciare gli Enti intermedi allo sbando. Ma bruciano ancora le ferite sulla riforma colpita e affondata.

“Abbiamo cambiato idea perché è cambiata la legge- chiariscono i 5stelle che nel 2013 avevano sostenuto la riforma,ma all’epoca era ben diversa nelle intenzioni rispetto a quella che si è materializzata in Assemblea due anni dopo- Il ddl bocciato grazie a noi non aveva più nulla della legge che avevamo contribuito a costruire, è stata smontata pezzo per pezzo fino a diventare un pasticcio enorme che praticamente non cambiava nulla se non il nome alle ex Province. Il voto ha rivelato per l'ennesima volta, l'inconsistenza di un governo forse persino peggiore dei precedenti, che ha un'occasione per compere la prima cosa degna di nota di questa legislatura: andare a casa. Crocetta ormai non incanta più nessuno: sapeva benissimo che quello arrivato in aula era un enorme pastrocchio. Rimandiamo al mittente le sue accuse: i danni alla Sicilia sarebbero arrivati con un sì a questa legge che era tutt’altro che una rivoluzione, era pura restaurazione e conservatorismo”.

E mentre Crocetta spara a zero su amici e nemici “devono eliminarmi con il bazooka” e lancia frecciate al Pd e a chi lavora alla successione “Io andrò avanti fino in fondo, fino alle estreme conseguenze", la prossima guerra sarà sulla Finanziaria e dopo il primo colpo di cannone sparato sulle Province ne arriveranno altri.

Rosaria Brancato

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2 commenti

  1. IL TITOLO E’ PERFETTO “FLOP”. NON C’E’ NULLA DA ASPETTARSI DAI SINDACI E PRESIDENTI O GOVERNATORI SPECIE DI SINISTRA. NESSUNO DI QUESTI ROSSI O ARANCIONI SONO ESEMPI DI POLITICA PERFETTA. PROPAGANDA TIPO BARRICATE O OCCUPAZIONI SCUOLE. HANNO FALLITO VEDI SINDACO DI MILANO PISAPIA CHIAMATO PISAPIPPA, MARINO DI ROMA PARAGONATO AI LANZICHENECCHI, NAPOLI DE MAGISTRIS, DORIA A GENOVA, DE MAGISTRIS A NAPOLI. SINDACO DI PISA SOLO PROPAGANDA (VEDI OBAMA) E NIENTE PIU’. CORCETTA E’ UGUALE A QUESTI FALLITI. TRA POCO LA SICILIA VERRA’ DICHIARATA FALLITA CON CONSEGUENZE GRAVISSIME ECONOMICHE E SOCIALI PER I SICILIANI. NON E’ POLITICA CHE SCRIVO E DATO DI FATTO. IL SINDACO DI MESSINA E’ GIUSTIFICATO DALLE MACERIE DEI SUOI PREDECESSORI MA CHE HA FATTO?

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  2. IL TITOLO E’ PERFETTO “FLOP”. NON C’E’ NULLA DA ASPETTARSI DAI SINDACI E PRESIDENTI O GOVERNATORI SPECIE DI SINISTRA. NESSUNO DI QUESTI ROSSI O ARANCIONI SONO ESEMPI DI POLITICA PERFETTA. PROPAGANDA TIPO BARRICATE O OCCUPAZIONI SCUOLE. HANNO FALLITO VEDI SINDACO DI MILANO PISAPIA CHIAMATO PISAPIPPA, MARINO DI ROMA PARAGONATO AI LANZICHENECCHI, NAPOLI DE MAGISTRIS, DORIA A GENOVA, DE MAGISTRIS A NAPOLI. SINDACO DI PISA SOLO PROPAGANDA (VEDI OBAMA) E NIENTE PIU’. CORCETTA E’ UGUALE A QUESTI FALLITI. TRA POCO LA SICILIA VERRA’ DICHIARATA FALLITA CON CONSEGUENZE GRAVISSIME ECONOMICHE E SOCIALI PER I SICILIANI. NON E’ POLITICA CHE SCRIVO E DATO DI FATTO. IL SINDACO DI MESSINA E’ GIUSTIFICATO DALLE MACERIE DEI SUOI PREDECESSORI MA CHE HA FATTO?

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