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“Dopo il Covid Hotel ci chiamano infetti. Dignità calpestata, ora vogliamo le case”

Rosaria Brancato

“Dopo il Covid Hotel ci chiamano infetti. Dignità calpestata, ora vogliamo le case”

lunedì 25 Gennaio 2021 - 07:16
“Dopo il Covid Hotel ci chiamano infetti. Dignità calpestata, ora vogliamo le case”

Da quando sono rientrati li chiamano "quelli col covid". Sono 5 famiglie che adesso ribadiscono il loro diritto ad un'abitazione

Siamo stati sradicati, la nostra dignità è stata calpestata. Adesso ci additano come gli infetti, e non è giusto. Chiediamo case, alloggi dignitosi e soprattutto una data. Non possiamo continuare a vivere così”. Il grido di disperazione è delle cinque famiglie della via Cuore di Gesù a Giostra, che dopo essere risultate positive al tampone sono state trasferite in quarantena al Covid Hotel di Trappitello. Una misura concordata con le famiglie insieme all’ArisMe, Asp e Comune, soprattutto perché una quarantena all’interno di abitazioni anguste e in un’area da risanare sarebbe stata al limite del tollerabile. Così, subito dopo l’esito del tamponamento una dozzina di persone sono state trasferite a Taormina, dove hanno trascorso il periodo di isolamento.

Sradicati da casa nostra

Non è stato bello- racconta la signora Folgore– Siamo stati portati via dalla nostra casa il 30 dicembre. E’ vero, sarebbe stato rischioso restare tutti in uno spazio piccolo, ma almeno era casa nostra. Non le nascondo che abbiamo avuto momenti di sconforto. Uno di noi, che è non vedente, ha avuto grandi difficoltà. Io ancora adesso sono veramente stressata, non dormo più, prendo medicine. Da quando siamo tornati tutti ci chiamano infetti. Siamo nella bocca di tutti e nelle mani di nessuno”.

“Siamo quelli col Covid”

Il ritorno nelle baracche della via a quanto pare non è stato dei migliori perché da quel momento sono additati come “quelli col covid”, come se fosse la peste. Ognuno di loro ha situazioni di salute ed economiche difficili, c’è chi ha avuto un trapianto di fegato ed è immuno depresso, insomma, ogni famiglia ha una storia diversa.

Una casa vera entro il 2021

Non siamo tanti, siamo 5 famiglie e penso che a questo punto il diritto ad una casa vera lo abbiamo. Tra l’altro abbiamo letto che la Regione ha stanziato i soldi, quindi c’è la possibilità. Noi siamo tutti in graduatoria quindi abbiamo diritto. Adesso chiediamo però che ci diano una data. Vogliamo sapere se entro il 2021 finalmente potremo stare in condizioni dignitose oppure se dobbiamo continuare così, tra fogne, topi, blatte, rischi di ogni genere”.

Il pensiero di queste famiglie va ai 12 appartamenti dell’ex Hotel Riviera acquistati da ArisMe ma i tempi saranno sicuramente lunghi. E se per scongiurare il focolaio è stato possibile il trasferimento temporaneo a Trappitello ben altra cosa è sapere di dovere restare a lungo nelle baracche.

I nostri diritti

Io ci ho sempre messo la faccia ogni volta che il sindaco De Luca è venuto qui- racconta la signora– Mi hanno intervistato pure in Rai e ho sempre detto la verità. Casa mia è pulita, ma l’area è tutta da risanare. Ripeto, ho messo la faccia ed è stata calpestata la nostra dignità. Adesso vogliamo le case”.

Lo stop in zona rossa

Il presidente di ArisMe Marcello Scurria che ha seguito le famiglie nelle fasi dello screening e del trasferimento conosce bene la difficile situazione della zona in questione. Il cronoprogramma del risanamento si è però fermato perché da tempo siamo in zona rossa e non è possibile fare nulla. Persino le famiglie di Fondo Fucile che a dicembre avevano firmato il contratto per i nuovi alloggi non si sono potute trasferire. Lo stop ha quindi comportato uno spostamento di tutte le altre tappe. Si potrà riprendere non prima di 20 giorni.

La legge ferma alla Camera

Vi è poi il problema, peraltro non da poco, del disegno di legge sul risanamento fermo in Parlamento da novembre, impantanato tra veti e ritardi. Senza la legge speciale quindi il risanamento segue tempi e iter ordinari che quindi comportano inevitabilmente malcontento e amarezza in chi, ormai da anni attende risposte. L’ArisMe sicuramente affronterà le richieste delle famiglie rientrate da Trappitello per cercare di individuare soluzioni che in ogni caso non sono dietro l’angolo.

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3 commenti

  1. Provate ad andare a lavorare oppure ve la compri il vs sindaco polverone

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  2. Ma come, il sindaco non aveva tolto tutte le baracche già nel 2018? Ah no, vero! Quella era la propaganda facebook, sempre ben diversa dalla realtà.

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  3. Vuoi vedere che è colpa di La Paglia o della ministra Lamorgese? oppure di Razza e Musumeci o, magari, dei rettiliani. Ancora il sindaco non li ha incolpati di nulla i rettiliani?

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