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Contro la riforma Renzi a Messina nasce il comitato “La Buona scuola siamo noi”

Contro la riforma Renzi a Messina nasce il comitato “La Buona scuola siamo noi”

martedì 16 Giugno 2015 - 17:13
Contro la riforma Renzi a Messina nasce il comitato “La Buona scuola siamo noi”

Un gruppo di docenti, personale Ata, genitori e studenti, nell’ambito delle proteste organizzate unitariamente dai sindacati contro la Buona scuola del governo Renzi, ha consegnato al Prefetto un dossier con i documenti stilati dai docenti e sottoscritti da centinaia di genitori in tante scuole della nostra provincia.

“Vogliamo una riforma, che migliori la scuola. Perché la nostra scuola era ed è buona, perché prepara teste ben fatte. Ma questa politica le vuole le teste pensanti? Firme, tante firme di sostegno a questa iniziativa, perché noi siamo e vogliamo una buona scuola”. Sotto questo messaggio oggi la scuola messinese si è unita contro la riforma del governo Renzi che in città ha fin dall’inizio scatenato perplessità e proteste. Si è unita tanto da costituire un comitato formato da insegnanti, personale Ata, studenti e genitori che vogliono far sentire la propria voce senza accettare passivamente le scelte calate dall’alto. “La Buona scuola siamo noi” questo il nome del comitato che oggi si è dato appuntamento in Prefettura per consegnare al Prefetto un dossier con con i documenti stilati dai docenti e sottoscritti da centinaia di genitori in tante scuole della nostra provincia. Un’iniziativa che rientra nell’ambito delle proteste organizzate unitariamente da Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals Confsal e Gilda Unams.

In questi mesi in rete e dalla rete è nata “La Buona scuola siamo noi”, una corale riaffermazione di una scuola, che nonostante tutto (politiche miopi di tagli, incapacità di una progettazione didattica adeguata ai tempi) è Buona per la buona volontà di tanti docenti, dirigenti, personale Ata, genitori e studenti. Ed è Buona, perché gli studenti della scuola italiana in fuga da un paese che non ha saputo e voluto valorizzarli rappresentano le nostre eccellenze all’estero, perché la scuola ha imparato in questi anni ad essere centro di aggregazione, di valorizzazione di competenze, luogo di incontro, di creazione di spazi creativi.

L’iniziativa, partita dal Collegio docenti del Liceo Ainis di Messina, si è estesa a macchia d’olio. Il Collegio docenti, che questa politica vorrebbe esautorare di ogni potere, ha saputo riappropriarsi della sua forza. Genitori e studenti, convocati nelle Assemblee, in alcuni casi indette dalle rappresentanze sindacali (all’Ainis, al Maurolico, nella sede associata del Galilei di Spadafora, all’ Antonello, all’XI Istituto Comprensivo di Gravitelli) hanno dato vita a documenti carichi di contenuti, che emozionano per la loro semplicità, ma anche per lo spirito democratico, per il desiderio di partecipazione, per la determinazione di non subire ancora una volta politiche falsamente innovative.

In tanti hanno anche risposto con lunghe e accorate lettere alla consultazione on-line indetta a novembre dal governo, ma nessuno ne ha tenuto conto. “La scuola, che vuole «un’istruzione fine a se stessa» (Bauman), la scuola dei saperi inutili, ma tanto utili, della valorizzazione degli studi umanisti..ci (come scritto da Renzi) ha coralmente detto no a questa riforma che la vuole strumento di preparazione ad un mondo del lavoro che non esiste”.

«Perché questa “riforma” si basa sull’errata convinzione che l’elevata disoccupazione giovanile in Italia dipenda dal fatto che il nostro sistema formativo non offre competenze adeguate a quelle richieste dalle imprese. Ma come già sperimentato in molti paesi, dequalificare la forza lavoro per favorire un modello economico produttivo a bassa intensità tecnologica è controproducente per l’occupazione e la crescita produttiva del paese» (G.Forges Davanzati, Micromega). Per non parlare delle demagogiche novità dell’alternanza scuola-lavoro, ora denominata “formazione congiunta”, che inserisce l’alternanza nei periodi di interruzione dell’attività didattica, facendole diventare prestazioni gratuite degli studenti mascherate da percorsi educativi. Per il mondo della scuola messinese “una riforma incostituzionale, che aumenta il divario tra scuole del centro e della periferia, tra Nord e Sud”.

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2 commenti

  1. ma non sono già in vacanza? oppure stanno a faticare con stu caldo.Poveri insegnanti sfruttati e costretti a lavorare da questo Renziiiiiiiiiii

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  2. ma non sono già in vacanza? oppure stanno a faticare con stu caldo.Poveri insegnanti sfruttati e costretti a lavorare da questo Renziiiiiiiiiii

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