Porto di Tremestieri, è iniziato il dragaggio. Ma brutte notizie sui fondi per l’ampliamento

Porto di Tremestieri, è iniziato il dragaggio. Ma brutte notizie sui fondi per l’ampliamento

Marco Ipsale

Porto di Tremestieri, è iniziato il dragaggio. Ma brutte notizie sui fondi per l’ampliamento

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sabato 11 Aprile 2015 - 22:51

Probabile riapertura nel corso della prossima settimana. Intanto, però, la Banca Dexia ha dato una risposta negativa al Comune sul rinnovo del mutuo da 35 milioni in scadenza al prossimo 31 dicembre. L’unica speranza è adesso un intervento del Governo. Buone nuove dalla Regione, invece, per il finanziamento da 20 milioni di propria competenza

Il San Luca Primo, il motopontone della ditta Scuttari, è giunto a Tremestieri a metà mattina di ieri e poco dopo è iniziato il dragaggio. Potrebbero bastare anche solo quattro giorni per eliminare la sabbia accumulata al porto di Tremestieri che, in questo caso, riaprirebbe già nel corso della prossima settimana. La speranza è che si tratti dell’ultimo intervento almeno fino all’arrivo della successiva stagione autunnale, nel mese di novembre. Sei o sette mesi di tregua consecutiva in cui trasferire nell’approdo a sud tutto il traffico pesante in attraversamento sullo Stretto. Un “sogno” che di recente si è materializzato solo dal 25 agosto al 5 novembre scorsi, poco più di due mesi. Da quella data, tra un insabbiamento e l’altro, il porto è rimasto aperto per appena 25 giorni.

Ottimista, in tal senso, l’assessore alle risorse del mare, Sebastiano Pino, pur consapevole che da adesso a fine maggio non mancheranno altre mareggiate. “Riportando il fondale a 7 metri – ci aveva detto – potranno arrivare al massimo 15 o 20mila metri cubi di sabbia, che occuperebbero una sola invasatura o, più probabilmente, neppure quella”.

Saranno i fatti a dire se, finalmente, l’approdo potrà svolgere pienamente la sua funzione. Tra maggio e giugno, poi, dovrebbero arrivare i risultati dello studio affidato al Dhi, il Danish Hydraulic Institute, che dovrà indicare soluzioni al problema.

Se, dunque, su questo fronte, potrebbe aprirsi una fase positiva, non altrettanto sul futuro, in particolare sui lavori di ampliamento. Quel che si temeva si è verificato: la banca Dexia ha dato risposta negativa al Comune sul rinnovo del mutuo quinquennale da 35 milioni in scadenza al prossimo 31 dicembre. Fu infatti stipulato nel 2010, quando venne bandito l’appalto, aggiudicato l’anno dopo alla Sigenco, prima del ribaltamento giudiziario nel 2013, a favore della Coedmar.

L’unica speranza, adesso, è un intervento governativo, dopo la richiesta da parte del sindaco Accorinti di un incontro al neo ministro Delrio che già, in qualità di sottosegretario alla presidenza del Consiglio, aveva promesso i poteri speciali per accelerare l’iter.

Il problema è che, per quanto possano velocizzarsi i tempi verso l’avvio dei lavori, sarà impossibile spendere i 35 milioni, sul totale di 80, entro la fine dell’anno. Nel corso di questa settimana verrà consegnato il progetto definitivo, che andrà approvato e validato prima della firma del contratto. Ma la firma non potrà avvenire senza la certezza di tutti i finanziamenti. Buone nuove, almeno questo, arrivano dalla Regione, che ha confermato la propria quota di 20 milioni ed ha assicurato che il progetto verrà approvato in poche settimane. Insieme ai 15 messi a disposizione dall’Autorità Portuale, sono 35 i milioni disponibili. Nessuna notizia neppure degli altri 10, provenienti dal Cipe.

Dopo la firma del contratto, serviranno almeno quattro mesi per la redazione e l’approvazione del progetto esecutivo. Solo in quel momento si potrà dare il via ai lavori ed è facile intuire che, anche accelerando al massimo, le operazioni non potranno partire prima del mese di ottobre e, in queste condizioni, andrebbero persi almeno i due terzi del finanziamento derivante dal mutuo. Senza contare gli intoppi, all’ordine del giorno, che potrebbero far slittare l’avvio dei lavori al 2016. A quel punto sarebbe tutto pronto ma mancherebbe solo il “dettaglio” principale: i soldi. Ed allora l’intervento del Governo diventa necessario, viceversa si aprirebbero scenari sempre più cupi.

(Marco Ipsale)

4 commenti

  1. Soldi sprecati!

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  2. Soldi sprecati!

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  3. Sarei curioso di sapere:
    1) Chi pagherà il Danish Hydraulic Institute per lo studio della risoluzione del problema.
    2) A quanto ammonterà la fattura a favore del DHI.
    3) Chi è stato il “tecnico/i” a fare gli studi di fattibilità dell’attuale approdo di Tremestieri.
    4) Quanto viene a costare il dragaggio ad oltranza del fondale.
    5) Chi paga i continui dragaggi.

    Forse voglio sapere troppo ma a pensar male si fa subito… spero non siano spese che si riflettono sui cittadini messinesi, sarebbe una vera e proria rapina a volto scoperto!!!

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  4. Sarei curioso di sapere:
    1) Chi pagherà il Danish Hydraulic Institute per lo studio della risoluzione del problema.
    2) A quanto ammonterà la fattura a favore del DHI.
    3) Chi è stato il “tecnico/i” a fare gli studi di fattibilità dell’attuale approdo di Tremestieri.
    4) Quanto viene a costare il dragaggio ad oltranza del fondale.
    5) Chi paga i continui dragaggi.

    Forse voglio sapere troppo ma a pensar male si fa subito… spero non siano spese che si riflettono sui cittadini messinesi, sarebbe una vera e proria rapina a volto scoperto!!!

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