Indagato il dj che conviveva con Raisa Kiseleva. Lui si difende: è stato un incidente
La morte di Raisa Kiseleva non è stato un incidente ma un femminicidio. E l’autore sarebbe un dj sessantatreenne col quale la donna conviveva. E’ questa la convinzione della Procura di Barcellona che ha identificato l’uomo e lo ha interrogato, dopo aver analizzato le immagini di video sorveglianza della zona di via del Mare, dove il corpo di Raisa è stato trovato senza vita, il 12 luglio scorso, nel greto del torrente Longano, e le altre tracce rinvenute sulla scena del crimine.
Il dj si difende: è stato un incidente
L’uomo, assistito dall’avvocato Giuseppe Ciminata, ha una versione diversa ma gli inquirenti non gli credono, sospettano che sia stato lui ad averla volontariamente spinta qualche metro sotto il muretto che delimita il torrente, uccidendola. Il sessantatreenne nega di aver avuto con la donna una relazione, anzi lei frequentava un altro uomo anche se i due vivevano insieme dopo la morte dell’ex compagno di lei, amico della vittima. Quel pomeriggio i due bevevano insieme, seduti sul muretto, quando lei ha perso l’equilibrio, cadendo.
Nessuno ha cercato Raisa
Preso dal panico, l’uomo è fuggito senza avvisare i soccorsi. Nessuno ha cercato Raisa, il suo cadavere è stato individuato per caso 5 giorni dopo. Nessuno fino ad ora ha rivendicato le sue spoglie. Adesso il dj è indagato per omicidio volontario e nei prossimi giorni sarà effettuata l’autopsia sul corpo della donna, poi gli altri accertamenti scientifici per smentire o confermare la tesi della Procura.
