Maestro orafo, ha dato vita ad una delle gioiellerie più importanti della città. Il cordoglio di Confesercenti e del sindaco Falcomatà
REGGIO CALABRIA – “La scomparsa di Paolo Vale priva la città di un imprenditore che ha rappresentato un punto di riferimento per l’artigianato e il commercio reggino. Maestro orafo di grande competenza è riuscito a dare vita a una delle gioiellerie più importanti della città e dell’intera area metropolitana, contribuendo a elevare il livello del settore”. Così Claudio Aloisio, presidente di Confesercenti Reggio Calabria, sulla scomparsa dell’imprenditore Paolo Vale.
“Come presidente di Confesercenti Reggio Calabria – aggiunge Aloisio – lo saluto come uno degli imprenditori più capaci del territorio, esempio di dedizione, competenza e serietà. Come professionista, avendo iniziato a lavorare con lui oltre trent’anni fa, conservo il ricordo di un rapporto sempre fondato su stima, correttezza e rispetto reciproco. La gentilezza misurata, la signorilità innata e il modo di affrontare il lavoro con equilibrio e sobrietà ne hanno fatto una figura apprezzata da tutti coloro che l’hanno conosciuto”.
Confesercenti ha espresso alla famiglia Vale “la vicinanza più sentita”. “Reggio Calabria – ha concluso Aloisio – perde un imprenditore di spessore, ma resterà sempre l’esempio di un uomo che ha onorato il suo lavoro e il suo territorio, lasciando un segno profondo e indelebile”.
Falcomatà: “Scompare un pezzo della storia di Reggio”
Anche il sindaco di Reggio Calabria ha espresso il proprio cordoglio e quello dell’Amministrazione comunale. “Con Paolo Vale scompare anche un pezzo della storia di Reggio. Se ne va un alto esempio di laboriosità, creatività, dedizione e attaccamento al lavoro. La sua attività – dice Falcomatà – punto di riferimento per generazioni, è diventata, nel tempo, uno spazio di incontro e tradizione dove ogni reggino è passato per trarre un ricordo degli eventi più cari. Con passione e talento, Paolo Vale ha contribuito a valorizzare l’identità artigiana del nostro territorio, custodendo un sapere prezioso e tramandandolo con generosità ai propri figli, eredi di una tradizione familiare dal valore inestimabile”.
