Piano Aro, tutto inutile? E' corsa contro il tempo, gestione rifiuti tra diktat romani e regionali - Tempostretto

Piano Aro, tutto inutile? E’ corsa contro il tempo, gestione rifiuti tra diktat romani e regionali

Francesca Stornante

Piano Aro, tutto inutile? E’ corsa contro il tempo, gestione rifiuti tra diktat romani e regionali

domenica 26 Giugno 2016 - 23:26

Oggi il corposo documento sarà di nuovo in commissione bilancio e poi dovrà approdare in consiglio. L'approvazione dovrà arrivare entro il 30 giugno anche se gli interrogativi che si scatenano sono tanti, soprattutto su chi gestirà i servizi appena scade l'ordinanza per Messinambiente. Ancora tanta la confusione. CapitaleMessina parla della discarica di Pace.

Inizia una settimana decisiva. La gestione dei rifiuti in città è al capolinea. Il 30 giugno scade l’autorizzazione per Messinambiente e allo stato attuale non sarà possibile alcun rinnovo. L’unica alternativa, questo quanto emerso dagli ultimi vertici tra i dirigenti della partecipata, l’assessore Daniele Ialacqua e il segretario generale Antonio Le Donne, è approvare il Piano Aro entro il 30 giugno, così come ha anche imposto la Regione. Con questo documento approvato l’amministrazione potrebbe procedere ad un’ulteriore proroga per Messinambiente, questa la posizione sostenuto da Palazzo Zanca in attesa di procedere con l’affidamento dei servizi all’Amam. Altro passaggio tutt’altro che scontato, visto che ad oggi su quel provvedimento pesa come un macigno il parere non favorevole dei Revisori dei Conti. Quindi si rincorre una nuova proroga, altri mesi di gestione sempre in bilico e con servizi disastrosi, così come dimostra la lunghissima emergenza iniziata lo scorso 7 giugno per un giorno di discarica chiusa. La città intera sta ancora pagando quelle 24 ore in cui Messinambiente non ha potuto scaricare la spazzatura. Venti giorni dopo ci sono intere zone ancora sommerse dall’immondizia. Ci sono stati anche i problemi legati alle carenze di risorse finanziarie ma il problema economico sarebbe solo uno dei tanti buoni motivi che dovrebbero immediatamente spingere amministrazione e consiglio a voler chiudere i conti con Messinambiente il più presto possibile e ricominciare da zero.

Approvare il Piano Aro subito è fondamentale. Oggi il corposo documento sarà in commissione Bilancio e poi forse in consiglio comunale. Inizia così la settimana di Palazzo Zanca. I consiglieri già nei giorni scorsi hanno sollevato dubbi e interrogativi, oggi l’amministrazione proverà a chiudere il cerchio per far uscire dall’aula il provvedimento che disegna la gestione dei rifiuti cittadini per i prossimi 9 anni. Tra l’altro, se il consiglio non approverà entro il 30 giugno rischia il commissariamento. Così ha deciso il presidente Crocetta. In pratica arriverebbe un commissario che affiderebbe la gestione dei rifiuti tramite gara d’appalto. Quindi addio a Messinambiente e ai progetti dell’amministrazione che punta all’affidamento in house.

Qualsiasi cosa accadrà sul Piano Aro, il 30 giugno sono due i quesiti che suggeriscono la probabile inutilità degli atti in approvazione in commissione e in consiglio: è possibile che il Comune di Messina non avendo per tempo affidati i servizi di gestione rifiuti con l’opportunità dell’Aro, già approvato dalla Regione il 7 maggio 2015, non sia più il titolare (non lo è stato mai fino ad oggi) di questo affidamento? E’ concreto il pericolo che il 30 giugno, con la scadenza dell’ultima ordinanza di Accorinti a Messinambiente, ci sia il blocco dei servizi? L’allarme è stato lanciato dai funzionari di Messinambiente qualche giorno fa ai massimi vertici del Comune di Messina e la risposta dell’Amministrazione Accorinti è stata vaga e confusa. Tutto ruota intorno all’art. 3 comma 6 della recente ordinanza del presidente della Regione, ottenuta “a fatica” con l’Intesa del Ministero dell’Ambiente. A Roma, come abbiamo più volte evidenziato, non accettano l’abuso delle ordinanze ex art. 191 del Dlgs. 152/2006, fatto già denunciato dall’assessore Vania Contraffatto e da Raffaele Cantone, con quest’ultimo che ha diffidato la Regione Siciliana a provvedere. L’art. 6 dell’ordinanza regionale prevede che le “SRR, ovvero i Comuni in forma singola o associata, fatte salve le procedure di affidamento già avviate alla data della presente ordinanza, per le quali si dovrà operare una revisione dell’appalto appena assegnato per il secco/umido, qualora tale assegnazione è avvenuta contravvenendo i termini di cui al D.lgs. 152/2006 (ad esempio quelli già ampiamente usati dal Comune di Messina per affidare i servizi a Messinambiente negli ultimi 33 mesi), provvedono entro il 7 luglio 2016 ad indire le procedure di gara mediante lo strumento degli accordi quadro d’ambito per l’affidamento dei servizi di gestione dei rifiuti mediante l’obbligo per i Comuni afferenti l’Ambito Territoriale ottimale di riferimento di aderire con appositi contratti di servizio standard agli accordi quadro aggiudicati dalla SRR.”

Il successivo comma 7 della medesima ordinanza dice che “decorso inutilmente il termine del 7 luglio 2016, la SRR, mediante l’attivazione di un intervento sostitutivo, e quindi con la nomina di un Commissario Straordinario, provvederà sulla base di uno schema standard predisposto dal Dipartimento Regionale dell’Acqua e dei Rifiuti ad indire la mediante il sistema di Acquistiinretepa (Consip) ovvero mediante la Centrale Unica di Committenza presso l’Assessorato Regionale dell’Economia, se operativa, la gara secondo le stesse procedure in carico alle SRR inadempienti alla data del 7 luglio 2016, con oneri a carico delle SRR inadempienti”.

Tali norme sono state fortemente volute dal Ministero dell’Ambiente, senza le quali non avrebbe siglato l’intesa, per accorciare i tempi della riforma, per l’avvio delle procedure ordinarie e per eliminare gli strumenti illegittimi con i quali si affidano i servizi. L’Assessore Ialacqua continua a ripetere, soprattutto ai consiglieri comunali, che con l’approvazione del Piano ARO tutto si risolve in quanto così è possibile fare una proroga a Messinambiente, ma non si comprende bene ai sensi di che cosa, stante la lettura integrale delle disposizioni della recente ordinanza. E su questa narrazione lo stesso Assessore fonda ipotesi di nuove ordinanze ex art. 191, che in ogni caso saranno fatte contravvenendo i termini già ampiamente scaduti dell’affidamento a Messinambiente.

Il rischio a questo punto è che sia tutto inutile in quanto sono scaduti tutti i termini concessi al Comune di Messina per provvedere da solo alla gestione del servizio rifiuti e sembra impossibile a questo punto che entro il 7 Luglio (ma in verità tutto dovrebbe essere approvato entro il 30 giugno vista la scadenza del servizio a Messinambiente) si possa provvedere all’affidamento alla tanta agognata Amam, unica procedura ordinaria messa in campo dal Comune ed osteggiata da consiglieri comunali, sindacati confederali e Consiglio di Amministrazione Amam, e che non ha ottenuto il parere favorevole dei Revisori dei Conti.

Ed una parte del consiglio comunale, con il consigliere Santalco in testa, ormai dice a chiare lettere basta con Messinambiente ed i disservizi da questa creati. Forse ormai molti si aspettano la nomina di un Commissario Straordinario che in sostituzione del Comune di Messina trovi una soluzione. Per l’amministrazione Accorinti (anche quale Presidente della SRR) forse per la gestione dei rifiuti è arrivato il game over. A questo punto, chi dovrà garantire i servizi nella città di Messina diventa un quesito di straordinaria importanza e che dovrà essere affrontato con il conforto della Regione Siciliana e del Dipartimento Acqua e Rifiuti.

Quando si parla di Piano Aro, di futuro e di programmazione del difficilissimo comparto rifiuti, in questi giorni non si può parlare dell’impianto di biostabilizzazione con annessa discarica a Pace. Il Tar di Palermo ha rimesso le carte in tavola, l’impianto si può fare al contrario di quanto avevano decretato i Ministeri all’Ambiente e ai Beni Culturali. Una questione che ovviamente sta spaccando i fronti di contrari e favorevoli. Sull’argomento ha deciso di dire la sua anche CapitaleMessina con un documento critico firmato dall'arch. Pino Falzea e dal geologo Giovanni Randazzo. «La Giunta Accorinti passerà alla storia per aver reso possibile la realizzazione di una vera discarica, perché di quello si tratta, in un'area urbana della città, per giunta soggetta a vincolo ZPS (Zona di Protezione Speciale)». Inizia così la nota dell’associazione che non comprende perché per fare un semplice gazebo venga richiesta la redazione della Valutazione di Incidenza Ambientale, mentre nulla di tutto ciò occorra per realizzare una discarica in una valle attraversata da un corso d'acqua e sotto una collina di sabbia e ghiaia.

«Risulta chiaro che, al di là delle ragioni puramente ambientali, nell’area sussistono problematiche geomorfologiche e idrauliche che avrebbero dovuto sconsigliare, ab initio, l'avvio del progetto e ci sorprende a tal proposito come l'opera possa avere avuto il nullaosta del Genio Civile. Riteniamo di poter sostenere che un'Amministrazione coscienziosa, piuttosto che continuare ad affermare che non si tratta di una discarica, potrebbe trattare la limitazione del progetto, facendo realizzare una vasca funzionale all'emergenza, proponendo alla Regione un formale impegno di bonifica dell'intera area non appena saranno pronti gli inceneritori che dovrebbero mitigare il problema rifiuti in Sicilia».

A proposito di inceneritori, CapitaleMessina usa dei numeri per spiegare la propria posizione. «I messinesi producono circa 125.000 tonnellate di rifiuti anno (250.000 abitanti x 500 kg/ anno). Se, come ipotizzato sulla stampa dal direttore tecnico di Messinaambiente Lisi, il 40% dei rifiuti sarà raccolto in modo differenziato, residuerà una percentuale del 60% di indifferenziato (inorganico, sporco, indifferenziabile), pari a 75.000 tonnellate, che andrà direttamente in discarica. Del 40% differenziato, 50.000 tonnellate circa, il 25% di frazione organica pari a 12.500 tonnellate andrà al biodigestore (perché il biodigestore anaerobio tratta solo la frazione organica), quindi il biodigestore contribuirà alla soluzione del problema rifiuti solo per un 10% del complessivo. Il restante 30% della differenziata, pari a 37.500 tonnellate di vetro, carta, plastica, metallo e altro, dovrebbe essere collocato sul mercato del riciclo che in Sicilia non esiste e quindi per le frazioni più convenienti si provvederà a spedirlo fuori, in continente, annullandone i vantaggi economici, mentre il resto andrà in discarica come avviene adesso. In definitiva non meno di 100.000 tonnellate/anno di rifiuti verranno smaltiti in discarica come tal quale. E come risultato non ci sembra un granché. E' evidente che tutto questo comporterà un risparmio, in assenza di costi di conferimento in discarica e abbattendo il trasporto. Ma avverrà nel modo meno sostenibile dal punto di vista ambientale, lasciando cioè in eredità i nostri rifiuti alle future generazioni, che pagheranno i costi delle scelte di una Amministrazione che si professa ambientalista».

Francesca Stornante

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6 commenti

  1. Non credo occorra altro se non il desolante ed inquietante spettacolo che le montagne di spazzatura presenti in tantissime parti del nostro territorio per capire che l’attuale giunta, sindaco in primis, dovrebbe veramente andarsene. Assolutamente inadeguati, impreparati, inutili. Dilettanti allo sbaraglio che stanno riuscendo anche a peggiorare la situazione, indubbiamente difficile, che hanno trovato. Non c’è un solo punto in cui io, da messinese, posso trovarmi d’accordo con gli attuali governanti. Ma ci rendiamo conto di ciò che avviene attorno a noi? Non mi basta più lo slogan, utilizzato come alibi, sulle giunte precedenti. Troppo scarsi…

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  2. Non credo occorra altro se non il desolante ed inquietante spettacolo che le montagne di spazzatura presenti in tantissime parti del nostro territorio per capire che l’attuale giunta, sindaco in primis, dovrebbe veramente andarsene. Assolutamente inadeguati, impreparati, inutili. Dilettanti allo sbaraglio che stanno riuscendo anche a peggiorare la situazione, indubbiamente difficile, che hanno trovato. Non c’è un solo punto in cui io, da messinese, posso trovarmi d’accordo con gli attuali governanti. Ma ci rendiamo conto di ciò che avviene attorno a noi? Non mi basta più lo slogan, utilizzato come alibi, sulle giunte precedenti. Troppo scarsi…

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  3. Comunque voglio spezzare una lancia a favore di Accorinto, Ilacqua, della giunta e del consiglio comunale tutto: hanno dato il massimo (rispettiamoli almeno per questo). HANNO DIMOSTRATO CHE SANNO SOLO FARE QUELLO CHE VEDIAMO. Io piuttosto non capisco cosa aspetta il Tribunale ad aprire un’inchiesta per trovare e mettere in galera qualcuno/a dei responsabili di questa vergogna. UN POPOLO VALE LA DOVE VALGONO LE LEGGI….!! Questo avete studiato cari giudici, mettetelo in pratica.

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  4. Comunque voglio spezzare una lancia a favore di Accorinto, Ilacqua, della giunta e del consiglio comunale tutto: hanno dato il massimo (rispettiamoli almeno per questo). HANNO DIMOSTRATO CHE SANNO SOLO FARE QUELLO CHE VEDIAMO. Io piuttosto non capisco cosa aspetta il Tribunale ad aprire un’inchiesta per trovare e mettere in galera qualcuno/a dei responsabili di questa vergogna. UN POPOLO VALE LA DOVE VALGONO LE LEGGI….!! Questo avete studiato cari giudici, mettetelo in pratica.

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  5. COMMENTO APERTO a IALACQUA. Caro DANIELE le cifre seguenti(fonte SIOPE) sono impietose,certificano il fallimento di MessinAmbiente e degli assessori di Buzzanca e Accorinti. Quello che appare agli occhi dei messinesi sono strade sporche da fare schifo e montagne di spazzatura,micro discariche nel cuore della città. NON E’ CAMBIATO NIENTE,al contrario moltissimo per le tasche dei messinesi e le casse di MessinAmbiente. Nel 2011 la TARSU incassata fu di €25.064.725(€103,57 a messinese),nel 2015 la TARI €44.934.339(€173,82 a messinese).PIU’ €17.001.416,PIU’ €70,25 a messinese. Quanto è stato trasferito a MessinAmbiente? Nel 2011 €37.120.875 (€153,39 a messinese),nel 2015 €44.934.339(€185,67 a messinese), PIU’ €7.813.464, PIU’ €32,28 pro capite

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  6. COMMENTO APERTO a IALACQUA. Caro DANIELE le cifre seguenti(fonte SIOPE) sono impietose,certificano il fallimento di MessinAmbiente e degli assessori di Buzzanca e Accorinti. Quello che appare agli occhi dei messinesi sono strade sporche da fare schifo e montagne di spazzatura,micro discariche nel cuore della città. NON E’ CAMBIATO NIENTE,al contrario moltissimo per le tasche dei messinesi e le casse di MessinAmbiente. Nel 2011 la TARSU incassata fu di €25.064.725(€103,57 a messinese),nel 2015 la TARI €44.934.339(€173,82 a messinese).PIU’ €17.001.416,PIU’ €70,25 a messinese. Quanto è stato trasferito a MessinAmbiente? Nel 2011 €37.120.875 (€153,39 a messinese),nel 2015 €44.934.339(€185,67 a messinese), PIU’ €7.813.464, PIU’ €32,28 pro capite

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