La vicenda che ora sarà trattata dal Tribunale che ruota intorno la storica struttura turistica
C’è una complessa vicenda familiare sullo sfondo del processo che si terrà davanti al Tribunale di Catania, dopo il rinvio a giudizio di Letizia La Tona e Rosella Castorina Ponte, con al centro vicende connesse alla eredità dell’Excelsior Palace di Taormina, struttura turistica storica della cittadina.
L’eredità dell’Excelsior, perché il processo
Le due sono accusate di avere abusato “dello stato di vulnerabilità emotiva e incapacità fisica e psichica in cui si trovava in concreto la persona offesa”, ovvero l’86enne Enzo Ponte, patron fondatore della struttura. L’ipotesi che andrà ora al vaglio del Tribunale catanese è che l’uomo, pur non essendo interdetto o inabilitato all’epoca dei fatti, era stato fisicamente impossibilitato e in una condizione di isolamento sociale e affettivo. Tra gli elementi portati a sostegno dell’accusa, anche la circostanza che fosse stato privato del telefono cellulare, impedendogli di contattare autonomamente i figli.
Presunta circonvenzione, per la Procura l’accusa non reggeva
Il processo nasce dalle richieste della parte lesa, interessati all’eredità, che hanno insistito per il rinvio a giudizio e trovato accoglimento nella decisione finale del giudice per le indagini preliminari. Alla fine degli accertamenti la Procura di Catani aveva chiesto l’archiviazione delle accuse e, quando la vicenda è arrivata al vaglio preliminare, il proscioglimento di entrambe le imputate. Non è escluso l’accordo tra le parti, a livello civile.
La posizioni degli avvocati di La Tona e Castorina
Rappresentiamo da un lato il dispiacere per i potenziali danni di immagine derivanti dalla diffusione di una parziale informazione, dall’altro la certezza delle buoni ragioni delle nostre assistite, le quali
con la consueta fiducia attenderanno la definizione del procedimento sorto a seguito della ennesima
iniziativa delle controparti. In ciò confortate, come i difensori, dalle precedenti decisioni adottate in sede giudiziaria e dalla netta ed a loro favorevole presa di posizione dello stesso Ufficio della Procura della Repubblica di Catania che ha già ritenuto in più occasioni l’assoluta insussistenza di responsabilità, richiedendo dapprima l’archiviazione e successivamente il proscioglimento”, spiegano gli avvocati Tommaso Autru e Antonello Scordo, che difendono le due imputate.
