Ex Lsu-Lpu ancora da stabilizzare, il 27 aprile presidio alla Cittadella regionale - Tempostretto

Ex Lsu-Lpu ancora da stabilizzare, il 27 aprile presidio alla Cittadella regionale

Dario Rondinella

Ex Lsu-Lpu ancora da stabilizzare, il 27 aprile presidio alla Cittadella regionale

giovedì 22 Aprile 2021 - 07:01

"L’emergenza pandemica ha scoperchiato in tutta la sua drammaticità la crisi del sistema pubblico italiano, e calabrese in particolare"

Giornata di mobilitazione il prossimo 27 aprile presso la Cittadella regionale, promossa dall’Unione Sindacale di Base, Federazione Pubblico Impiego Calabria, in favore dei circa 800 ex Lsu-Lpu calabresi rimasti fuori dalle stabilizzazioni realizzate finora e per quanti si sono ritrovate le ore di lavoro dimezzate.

”Per tante lavoratrici e tanti lavoratori calabresi, da decenni impantanati nel bacino del precariato che caratterizza il pubblico impiego nella nostra regione, la tanto agognata stabilizzazione pare un miraggio irraggiungibile”. -E’ quanto viene riportato in una nota- “L’emergenza pandemica ha scoperchiato in tutta la sua drammaticità la crisi del sistema pubblico italiano, e calabrese in particolare, ma la lezione del Covid pare non essere recepita a nessun livello istituzionale, dal più piccolo dei comuni al Governo nazionale.

Per l’USB c’è l’urgenza di lanciare una grande campagna di assunzioni nel pubblico impiego, che a tutti i livelli e in tutti i settori soffre di una grave carenza di personale, e tra i lavoratori impiegati una vergognosa percentuale è fatta di precari, sfruttati e spesso senza alcuna prospettiva.

Non solo si deve procedere alla stabilizzazione full time di tutti questi lavoratori, ma bisogna bandire nuovi concorsi: è questo l’unico modo per riuscire a garantire i servizi essenziali ai cittadini, altro che tagli, esternalizzazioni e privatizzazioni.

Il 27 aprile dalle ore 10:00, saremo alla Cittadella regionale per chiedere stabilizzazione e deroghe per chi è rimasto fuori, l’aumento delle ore lavorative per uno stipendio dignitoso, servizi pubblici adeguati per i calabresi. – conclude la nota – L’emergenza Covid ci aveva spinto a limitare al minimo le iniziative di piazza, ma l’indifferenza dimostrata dalla politica, locale e nazionale, nei confronti di questi lavoratori ci costringe a questa nuova mobilitazione, perché la fame fa più paura della pandemia”.

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